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Vannacci avverte il centrodestra:“Sfiducia al governo molliccio”

(lapresse)

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I tre deputati dell’ex generale leghista votano contro il dl bollette. Futuro nazionale si imparenta con Indipendenza di Alemanno
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ROMA – La maggioranza lo ignora e Roberto Vannacci sbatte i pugni sul tavolo: ieri, per la prima volta, i suoi tre moschettieri alla Camera – Edoardo Ziello, Emanuele Pozzolo e Rossano Sasso – hanno votato contro la fiducia al governo sul decreto Bollette. Del resto, l’ex generale, già di prima mattina operativo tra i palazzi romani, l’aveva annunciato: «Daremo un segnale forte su un provvedimento che non raggiunge gli obiettivi». Qualche ora di suspense ed eccolo, il messaggio è arrivato. Accompagnato da un attacco verbale al centrodestra – definito dal futurista Sasso – «moderato e molliccio», sempre troppo impegnato a «lisciare il pelo alla von der Leyen» e ostinato a rimanere al fianco di Kiev in «una guerra che non è la nostra».

Che sia la reazione di un amore non corrisposto, i futuristi fanno poco per nasconderlo: «La fiducia è un sentimento reciproco», spiegava in mattinata l’europarlamentare ex leghista. E di reciproco, finora, con la maggioranza c’è stato poco. Nonostante i…

ROMA – La maggioranza lo ignora e Roberto Vannacci sbatte i pugni sul tavolo: ieri, per la prima volta, i suoi tre moschettieri alla Camera – Edoardo Ziello, Emanuele Pozzolo e Rossano Sasso – hanno votato contro la fiducia al governo sul decreto Bollette. Del resto, l’ex generale, già di prima mattina operativo tra i palazzi romani, l’aveva annunciato: «Daremo un segnale forte su un provvedimento che non raggiunge gli obiettivi». Qualche ora di suspense ed eccolo, il messaggio è arrivato. Accompagnato da un attacco verbale al centrodestra – definito dal futurista Sasso – «moderato e molliccio», sempre troppo impegnato a «lisciare il pelo alla von der Leyen» e ostinato a rimanere al fianco di Kiev in «una guerra che non è la nostra».

Che sia la reazione di un amore non corrisposto, i futuristi fanno poco per nasconderlo: «La fiducia è un sentimento reciproco», spiegava in mattinata l’europarlamentare ex leghista. E di reciproco, finora, con la maggioranza c’è stato poco. Nonostante i vannacciani il mese scorso abbiano votato la fiducia al governo, infatti, la coalizione di centrodestra ha sempre segnato una linea rossa che li tiene inevitabilmente fuori dal perimetro della maggioranza: non c’è posto per chi, come i futuristi, non approva il sostegno a Kiev.

Rimasto fuori dalla porta, l’ex vicesegretario del Carroccio, ha subito percepito un altro problema: nella baraonda post referendum, il suo neonato partito rischiava di finire in un angolino, come un fatto già vecchio. Da qui la scossa: un grosso no al governo. Almeno per ora, perché sì, tutto si può ritrattare, fa sapere Rossano Sasso: «In passato abbiamo dato la fiducia, ma non è stata ricambiata né nei modi, né nei fatti. Siamo pronti a rivedere la nostra posizione qualora dalla maggioranza giungano segnali».

Se i rapporti con gli ex compagni di banco arrancano, Vannacci è attivo per trovarne di nuovi: da ieri è ufficialmente imparentato con il movimento Indipendenza di Gianni Alemanno. E intanto Fn sventola con soddisfazione la cifra degli iscritti: sarebbero già 20mila su tutto il territorio nazionale. Con qualche acquisto nel calciomercato dei consiglieri comunali: uno l’hanno scippato alla Lega a Sanremo, uno a Forza Italia a Copertino, nel Leccese, e un altro a Fratelli d’Italia a San Giorgio Ionico, in provincia di Taranto.

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