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Legge elettorale, ecco la road map del centrodestra

Il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera Nazario Pagano e la ministra per le Riforme Maria Elisabetta Alberti Casellati durante la prima seduta per l’esame della legge elettorale (lapresse)

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La maggioranza auspica un primo ok alla Camera entro l'estate e approvazione definitiva entro l’anno. Pagano (FI): “Inopportuno fare una riforma troppo a ridosso delle elezioni”
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ROMA – La tabella di marcia, almeno quella in cui spera la maggioranza, la rende nota il presidente della commissione Giustizia Nazario Pagano, che è anche uno dei quattro relatori della legge elettorale: primo ok alla Camera entro l'estate e approvazione definitiva entro l’anno.

Del resto, "fare una riforma elettorale troppo a ridosso delle elezioni sarebbe inopportuno", dice il deputato forzista. E però sui tempi incide una variabile: per ora sono caduti a voto gli appelli rivolti alle opposizioni. Diffidenti verso le ripetute aperture del centrodestra: "Siamo pronti a discutere tutto – assicura Pagano – dal premio di governabilità alla soglia di sbarramento, fino alle preferenze. L'importante è garantire stabilità al prossimo Parlamento". Inuti…

ROMA – La tabella di marcia, almeno quella in cui spera la maggioranza, la rende nota il presidente della commissione Giustizia Nazario Pagano, che è anche uno dei quattro relatori della legge elettorale: primo ok alla Camera entro l'estate e approvazione definitiva entro l’anno.

Del resto, "fare una riforma elettorale troppo a ridosso delle elezioni sarebbe inopportuno", dice il deputato forzista. E però sui tempi incide una variabile: per ora sono caduti a voto gli appelli rivolti alle opposizioni. Diffidenti verso le ripetute aperture del centrodestra: "Siamo pronti a discutere tutto – assicura Pagano – dal premio di governabilità alla soglia di sbarramento, fino alle preferenze. L'importante è garantire stabilità al prossimo Parlamento". Inutile pure la promessa di inserire nel dibattito il voto ai fuorisede e quello degli italiani all'estero con l'intenzione di superare il meccanismo postale.

"Finché c’è il premierato sul tavolo, non ci sono le condizioni per un dialogo", commenta la segretaria Pd Elly Schlein. Non con questo "premio di maggioranza talmente abnorme che consentirebbe a chi vince le prossime elezioni di eleggere quasi da solo il Presidente della Repubblica". Questa la posizione pubblica dei dem. Nonostante i sospetti di chi, come il vicesegretario di Azione Ettore Rosato, sostiene che “la proposta di legge elettorale della maggioranza” piaccia “molto a due persone: Giorgia Meloni ed Elly Schlein. Ma il Pd non può dirlo”.

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Ciò che è certo è che, in barba ai proclami pubblici (“non è la priorità”), l’attenzione della maggioranza sul dossier è ancora altissima. Prima FdI, poi Forza Italia hanno fatto in modo di avere in commissione Affari costituzionali gli uomini di fiducia che già sedevano al tavolo per scrivere il testo. Così dopo i meloniani Giovanni Donzelli e Angelo Rossi, nella prima commissione arriva Stefano Benigni che prende il posto del capogruppo forzista Paolo Barelli.

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