La prima uscita pubblica dopo la notizia della sua relazione con Claudia Conte è il consiglio dei ministri di ieri mattina. Matteo Piantedosi si presenta a palazzo Chigi. Nessun riferimento alla vicenda o agli incarichi affidati alla giornalista, malgrado l’imbarazzo che questo affaire sta creando nella compagine dell’esecutivo, con voci di rimpasto per adesso messe a tacere.
Si parla di accise e poi dell’ipotesi di sforare i parametri europei del 3% nel caso in cui la guerra si prolungasse. Piantedosi ascolta, poi tocca a lui. Legge un testo scritto per chiedere il trasferimento e la promozione di alcuni prefetti. Nient’altro. Nessuno sfogo con i colleghi di governo né cenni di solidarietà da parte loro.
A Giancarlo Giorgetti l’ingrato compito di presentarsi in conferenza e rispondere alle domande dei giornalisti. Inevitabile quella sulle polemiche che stanno coinvolgendo il titolare del Viminale: «Matteo Piantedosi non è mio collega di partito, non mi risulta essere iscritto alla Le…
La prima uscita pubblica dopo la notizia della sua relazione con Claudia Conte è il consiglio dei ministri di ieri mattina. Matteo Piantedosi si presenta a palazzo Chigi. Nessun riferimento alla vicenda o agli incarichi affidati alla giornalista, malgrado l’imbarazzo che questo affaire sta creando nella compagine dell’esecutivo, con voci di rimpasto per adesso messe a tacere.
Si parla di accise e poi dell’ipotesi di sforare i parametri europei del 3% nel caso in cui la guerra si prolungasse. Piantedosi ascolta, poi tocca a lui. Legge un testo scritto per chiedere il trasferimento e la promozione di alcuni prefetti. Nient’altro. Nessuno sfogo con i colleghi di governo né cenni di solidarietà da parte loro.
A Giancarlo Giorgetti l’ingrato compito di presentarsi in conferenza e rispondere alle domande dei giornalisti. Inevitabile quella sulle polemiche che stanno coinvolgendo il titolare del Viminale: «Matteo Piantedosi non è mio collega di partito, non mi risulta essere iscritto alla Lega. Credo che non sia una questione politica, almeno io al momento non vedo questioni politiche», taglia corto.
Poco dopo Conte torna a parlare. Lo fa intercettata dalla telecamera del programma È sempre cartabianca che si è appostata di fronte al ristorante di famiglia che si trova vicino al Vaticano nonché di fronte alla sede della sua società Shallow Srl. Prima ha cercato di evitare le domande, con momenti di tensione, come si vede nel video sui social dalla trasmissione. «Parleremo prima possibile, non vi preoccupate, avrete tutte le risposte», dice. E di nuovo tira in ballo il suo avvocato. Suona come un avvertimento: «Ho un legale che sta tutelando la mia immagine e la mia reputazione. Vi ringrazio dell’interesse però vi chiedo un po’ di rispetto. Basta con l’odio, bisogna mandare un messaggio di pace. Siamo a Pasqua, state tranquilli, avrete tutte le risposte». E scappa via in auto.
«Il punto è politico», per Matteo Renzi: «Sapere con chi va a letto il ministro dell’Interno è un problema suo, della moglie». Il leader di Iv, ospite di La7, quindi domanda: «Perché la destra oggi tira fuori questa cosa per indebolire Piantedosi?». Replica Raffaele Nevi, il portavoce di Forza Italia: «Il ministro ha un curriculum specchiato, non si deve gettare fango su una persona per vicende personali». E considera «ridicola» l’interrogazione presentata da Angelo Bonelli alla premier su questa vicenda. Giovedì prossimo Meloni sarà in Aula per parlare dell’azione di governo. Le opposizioni proveranno a incalzarla. Per adesso la questione è rinviata a dopo Pasqua. I ministri mangeranno tutti la colomba, quella portata in Cdm dalla titolare dell’Università, Anna Maria Bernini, per alleggerire un po’ il clima.