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Crosetto su Sigonella: “Rispettare i trattati non vuol dire essere in guerra”. Scontro alla Camera

Guido Crosetto alla Camera

 

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Il ministro ribadisce la linea del “rispetto dei Trattati”. Le opposizioni: “Continuano a non dire che Trump deve fermarsi”
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ROMA – L’Italia «non è in guerra con nessuno e rispetta i patti» che durano da tre quarti di secolo. Il ministro della Difesa Guido Crosetto risponde a muso duro alle opposizioni sottolineando che la politica estera non cambia secondo il colore politico di chi governa. In un’informativa urgente sull’utilizzo delle basi americane in Italia, negate a Donald Trump per usi militari, ma concesse per attività logistiche, il titolare della Difesa in Aula alla Camera sostiene che l’applicazione degli accordi è «sempre stata caratterizzata da una coerente continuità in 75 anni», come successo pochi giorni fa per Sigonella. Per il ministro non ci sono dunque strappi all’orizzonte, perché «nessun governo ha mai disatteso, messo in discussione o ventilato l’ipotesi di non attuare gli accordi bilaterali». Per questo non accetta «rotture isteriche né subordinazioni infantili», perché la via maestra resta quella dei trattati internazionali e della Costituzione.

La maggioranza applaude. Sui banc…

ROMA – L’Italia «non è in guerra con nessuno e rispetta i patti» che durano da tre quarti di secolo. Il ministro della Difesa Guido Crosetto risponde a muso duro alle opposizioni sottolineando che la politica estera non cambia secondo il colore politico di chi governa. In un’informativa urgente sull’utilizzo delle basi americane in Italia, negate a Donald Trump per usi militari, ma concesse per attività logistiche, il titolare della Difesa in Aula alla Camera sostiene che l’applicazione degli accordi è «sempre stata caratterizzata da una coerente continuità in 75 anni», come successo pochi giorni fa per Sigonella. Per il ministro non ci sono dunque strappi all’orizzonte, perché «nessun governo ha mai disatteso, messo in discussione o ventilato l’ipotesi di non attuare gli accordi bilaterali». Per questo non accetta «rotture isteriche né subordinazioni infantili», perché la via maestra resta quella dei trattati internazionali e della Costituzione.

La maggioranza applaude. Sui banchi del governo siedono solo i ministri Tommaso Foti, Roberto Calderoli e Gianmarco Mazzi. Fratelli d’Italia è presente con quasi tutti i suoi deputati, mentre la Lega ne conta poco più di dieci. Anche Forza Italia è presente con una decina di parlamentari. Dall’altra parte, la segretaria del Pd Elly Schlein ascolta seduta accanto alla sua capogruppo Chiara Braga, che prende la parola: «Nemmeno oggi Crosetto ha avuto la capacità di dire che quelle azioni di Trump devono essere fermate». E poco più tardi la leader del Nazareno dirà che il ministro «è venuto in aula a fare l’informativa su quello che hanno fatto i governi precedenti invece che su quello che sta facendo il governo in carica. Deve dire quattro parole, Trump si deve fermare».

Nicola Fratoianni, co-leader di Avs, attacca l’esecutivo chiedendo di chiudere lo spazio aereo «come ha fatto la Spagna» e denunciando l’ambiguità verso l’alleato americano: «Cercate di smarcarvi dalla tragedia di Trump, ma non eravate i patrioti?». Crosetto lasciando l’Aula va all’attacco dell’opposizione, definendo «surreale» il livello del dibattito in aula: «Non hanno capito una cosa molto chiara. Io ho detto che ho fatto quello che avrebbe fatto Guerini» o un altro ministro se fosse «stato al mio posto» perché «stiamo applicando dei trattati che sono molto definiti. Se Fratoianni vuole cambiarlo lo ponga se e quando sarà in maggioranza».

Il punto, per il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi, è la «differenza rispetto al 2018. Oggi c’è Trump che ha detto che una civiltà sta per morire» e che, «insieme al genocida Netanyahu, ha scatenato l’inferno a Gaza. C’è una guerra contro il diritto internazionale che sta destabilizzando tutto il mondo». E il segretario di +Europa, Riccardo Magi, archivia l’appello all’unità come «un’arma di distrazione di massa».

A Montecitorio il ministro svicola le domande dirette su Trump, risponderà in serata ospite di Cinque minuti su Rai1. Sottolineando che l’Italia resterà nella Nato, immagina che il presidente degli Stati Uniti «vorrà scatenare un attacco più pesante di quelli scatenati finora». E poi si augura «che questa guerra possa finire come quella in Ucraina e tutte le altre». Secondo Crosetto, gli Stati Uniti «probabilmente pensavano che l’Iran si sarebbe piegato più facilmente. Così non è stato, è stato un errore di valutazione». E sulle minacce lanciate da Trump, «stanotte un’intera civiltà morirà», il titolare della Difesa è convinto che «un Paese non cade in una notte».

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