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“Bisogna chiarire”. Il pressing di FdI su Piantedosi che tace

Claudia Conte

 

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Ancora zone grigie sul curriculum di Claudia Conte. E Crosetto rifiutò l’intervista per il documentario sull’alluvione
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ROMA – È ormai una settimana che la signora Claudia Conte ha rivelato di avere «una relazione» con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il capo del Viminale non ha ancora fornito una sua versione, né definitiva né abborracciata, dell’accaduto. Nessuno pretende un bollettino sentimentale, ci mancherebbe, ma una qualche considerazione sul lato pubblico della faccenda, quello in cui si affollano incarichi, trasmissioni e piccole prebende, dalla Rai a Montecitorio, strappati dalla 34enne di Cassino mentre era in corso quella che la donna ha raccontato come una «relazione». Finora dal Viminale giunge soltanto un coro disciplinato di «no comment», che ha il pregio della brevità e il difetto della sostanza.

Anche ai piani alti di FdI, però, si sono resi conto che il tacere non è diga, ma invito al pettegolezzo. Indiscrezioni, consulenze, buchi nel curriculum della giornalista, che continuano a venire a galla. Ecco perché, confermano più fonti, alcuni emissari del partito della prem…

ROMA – È ormai una settimana che la signora Claudia Conte ha rivelato di avere «una relazione» con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il capo del Viminale non ha ancora fornito una sua versione, né definitiva né abborracciata, dell’accaduto. Nessuno pretende un bollettino sentimentale, ci mancherebbe, ma una qualche considerazione sul lato pubblico della faccenda, quello in cui si affollano incarichi, trasmissioni e piccole prebende, dalla Rai a Montecitorio, strappati dalla 34enne di Cassino mentre era in corso quella che la donna ha raccontato come una «relazione». Finora dal Viminale giunge soltanto un coro disciplinato di «no comment», che ha il pregio della brevità e il difetto della sostanza.

Anche ai piani alti di FdI, però, si sono resi conto che il tacere non è diga, ma invito al pettegolezzo. Indiscrezioni, consulenze, buchi nel curriculum della giornalista, che continuano a venire a galla. Ecco perché, confermano più fonti, alcuni emissari del partito della premier avrebbero chiesto all’interessato, durante il weekend pasquale, di fare «chiarezza» almeno sul piano comunicativo. Un pressing a cui finora l’ex prefetto di Roma avrebbe resistito.

Nel frattempo si moltiplicano le zone grigie sul curriculum della giornalista (non professionista) ciociara, iscritta all’elenco dei pubblicisti dal 28 settembre 2023. Tra gli aspetti da chiarire, anche questo: Conte ha ottenuto il primo programma in Rai (su Isoradio, “Cambiare si può. Storie di successi al femminile”) cinque mesi prima di diventare giornalista. Prima messa in onda il 23 aprile 2023, grazie all’ex dirigente leghista Angela Mariella, che le aprì la «matricola» a viale Mazzini. Non è irregolare ottenere una trasmissione in Rai senza essere iscritti all’ordine dei giornalisti, ma perché l’emittente di Stato, che ha oltre 1.700 cronisti, ha deciso di affidare un programma a una ragazza di 32 anni che ancora non aveva nemmeno il «patentino» da pubblicista?

In base a quale curriculum? Quello presentato sia alla “Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia”, che fa capo al Viminale, per alcune «docenze» tra il 2023 e il 2024, sia in tempi più recenti ad alcune partecipate di Stato, è un modulo compilato a penna. Chiaramente non conforme agli standard richiesti per pubbliche selezioni nella Pa: è appuntata, scritta a mano, una «laurea in giurisprudenza». Ma non viene specificato né l’ateneo né la data del diploma, rendendo impossibile qualsiasi verifica. In alcune interviste degli anni scorsi, come quella a Biltz Quotidiano, Conte viene presentata come laureata alla Luiss e lei non smentisce. La laurea alla prestigiosa università legata a Confindustria, però, non risulta. Nello stesso curriculum scritto a penna, è menzionato un «master scuola politica», anch’esso privo di coordinate, come un indirizzo scritto sulla sabbia.

Alla Rai, Conte ha anche venduto — per una cifra modesta, pare intorno ai 500 euro — un documentario: “2023. L’onda maledetta, vittime ed eroi”, sull’alluvione in Emilia Romagna, prodotto dalla sua società, la Shallow srls. Un filmato di appena 20 minuti, collage di materiale d’archivio fornito dai vigili del fuoco e interviste non a vittime e sfollati, ma ad alcuni esponenti dell’esercito. Conte, risulta a Repubblica, per irrobustire il prodotto, avrebbe chiesto un’intervista anche al ministro della Difesa, Guido Crosetto, ma i suoi uffici hanno declinato. La 34enne ciociara conduce attualmente su Radio1 il programma “La mezz’ora legale”, trasmesso alle 23.30. Il martedì: oggi dovrebbe essere mandata in onda una puntata già registrata da tempo, prima dell’annuncio della «relazione» al podcast Money.it. Ma in molti, dentro la maggioranza, pronosticano: a giugno la trasmissione non sarà riconfermata.

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