✕

Libano, spari israeliani su mezzi italiani. Meloni: “Irresponsabili”. Tajani convoca ambasciatore

Convoglio Unifil in Libano 

Ascolta l'audio

Colpi di avvertimento contro un convoglio Unifil. Crosetto: Onu intervenga. Schlein: “La premier cosa aspetta a dire basta a Netanyahu?”. È il quarto coinvolgimento di nostre postazioni dall’inizio della crisi regionale
2 minuti di lettura

ROMA – Nessun ferito, ma un episodio che ha provocato la reazione del governo italiano, quello avvenuto questa mattina in Libano, nel pieno dei raid israeliani, quando mezzi italiani sotto la bandiera delle Nazioni Unite sono stati oggetto di colpi di avvertimento da parte dell’Idf.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha chiesto l’intervento dell’Onu. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore israeliano alla Farnesina: “I militari italiani non si toccano”, le sue parole alla Camera. In serata arriva la “ferma condanna” della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che considera “del tutto inaccettabile che il personale che agisce sotto la bandiera dell’Onu sia messo a rischio con azioni irresponsabili come quelle odierne, che sono in palese violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite”. “Israele dovrà chiarire quanto accaduto”, aggiunge, chiedendo la cessazione “dei continui attacchi israeliani in Libano".

Mentre dalle opposizioni, la segretari…

ROMA – Nessun ferito, ma un episodio che ha provocato la reazione del governo italiano, quello avvenuto questa mattina in Libano, nel pieno dei raid israeliani, quando mezzi italiani sotto la bandiera delle Nazioni Unite sono stati oggetto di colpi di avvertimento da parte dell’Idf.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha chiesto l’intervento dell’Onu. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore israeliano alla Farnesina: “I militari italiani non si toccano”, le sue parole alla Camera. In serata arriva la “ferma condanna” della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che considera “del tutto inaccettabile che il personale che agisce sotto la bandiera dell’Onu sia messo a rischio con azioni irresponsabili come quelle odierne, che sono in palese violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite”. “Israele dovrà chiarire quanto accaduto”, aggiunge, chiedendo la cessazione “dei continui attacchi israeliani in Libano".

Mentre dalle opposizioni, la segretaria Pd Elly Schlein domanda: “Cos'altro deve accadere prima che il governo Meloni chieda chiaramente a Trump e Netanyahu di fermarsi?”. "Servono sanzioni nei confronti del governo israeliano”, aggiunge Nicola Fratoianni di Avs, “è arrivato il momento di smetterla di considerare quello di Israele un governo 'amico'. Non è amico dell'Italia, non è amico della pace".

I colpi di avvertimento

Il mezzo raggiunto dai colpi sarebbe un 'Lince', il veicolo tattico leggero in dotazione all'esercito italiano, incolonnato con diversi altri mezzi - a guida italiana - che stava andando a fare rifornimento. I colpi hanno interessato i pneumatici e il paraurti. Il convoglio, in movimento dalla base di Shama verso Beirut, è stato colpito a circa due chilometri dalla base di partenza. A seguito dell'episodio, la colonna ha immediatamente interrotto il movimento e ha fatto rientro in base.

"Solo lievi danni ai veicoli non si registrano feriti, ma fino a quando? – si chiede Crosetto – . È inaccettabile che militari italiani impegnati sotto bandiera delle Nazioni Unite, con compiti esclusivamente di garanzia della pace e della stabilità, vengano esposti a situazioni di rischio da parte dell'esercito israeliano”.

Il titolare della Difesa chiede dunque “alle Nazioni Unite di intervenire presso le autorità israeliane con la massima urgenza per chiarire l'accaduto, adottare tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza del contingente italiano e di tutto il personale Unifil, e ribadire con fermezza il rispetto del mandato e della protezione dovuta ai caschi blu”.

"Purtroppo l'appello lanciato dal presidente del Consiglio italiano e da altri leader internazionali non ha avuto risposta positiva per quanto riguarda il Libano. C'è stato il più violento bombardamento israeliano dalla ripresa della guerra, si parla di 150 aerei impegnati su tutto il Libano. In particolare a Beirut, Sidone e Tiro si contano decine di vittime fra i civili. Una colonna italiana dell'Unifil che portava elementi a Beirut per il rimpatrio è stata bloccata dall'Idf. I colpi di avvertimento israeliani hanno danneggiato un nostro veicolo, per fortuna nessun ferito ma la colonna è dovuta rientrare". Così Tajani durante il question time alla Camera.

Il quarto attacco contro italiani nella regione

Quello di stamattina è il quarto episodio che coinvolge nostri militari nella regione da quando israeliani e americani hanno attaccato l’Iran. L’ultimo risale al 2 aprile scorso quando un missile di difficile attribuzione, ha colpito la base Unifil di Shama.

Altro caso sempre a Shama il 16 marzo, quando frammenti dell’esplosione di un razzo di Hezbollah intercettato dai sistemi antimissile israeliani caddero all’interno del perimetro della base.

Senza dimenticare l’attacco dell’11 marzo alla base italiana nel Kurdistan iracheno, a Erbil: a Camp Singara, i 300 militari italiani si salvarono grazie al bunker, mentre saltavano in aria infrastrutture e veicoli.

Leggi i commenti