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Palazzo Chigi: il popolo iraniano non paghi per il regime

Giorgia Meloni e Guido Crosetto 

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Nella nota del governo la parziale presa di distanze dalle minacce di Trump. Crosetto in aula: “Non siamo in guerra”
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ROMA – A sera, il governo italiano racchiude in dodici righe il timore che tutto stia davvero sfuggendo di mano. Giorgia Meloni fa mettere agli atti in un comunicato ufficiale l’enorme preoccupazione per il «rischio di un’ulteriore escalation militare che potrebbe coinvolgere l’intero territorio iraniano, senza distinzione tra obiettivi strategici, militari e civili». E chiede a Donald Trump, che ha minacciato «stanotte un’intera civiltà morirà», di preservare la popolazione iraniana e le infrastrutture civili da un’offensiva totale.

È un atto politico quello della premier. Una critica diretta e preventiva alla strategia minacciata dall’alleato su cui molto, quasi tutto ha investito nell’ultimo anno e mezzo. E così, dopo aver ribadito la «ferma e risoluta condanna nei confronti delle condotte destabilizzanti del regime di Teheran», tra cui gli attacchi missilistici contro il Golfo, la repressione del popolo iraniano e il blocco dello Stretto di Hormuz, la premier chiede a Washing…

ROMA – A sera, il governo italiano racchiude in dodici righe il timore che tutto stia davvero sfuggendo di mano. Giorgia Meloni fa mettere agli atti in un comunicato ufficiale l’enorme preoccupazione per il «rischio di un’ulteriore escalation militare che potrebbe coinvolgere l’intero territorio iraniano, senza distinzione tra obiettivi strategici, militari e civili». E chiede a Donald Trump, che ha minacciato «stanotte un’intera civiltà morirà», di preservare la popolazione iraniana e le infrastrutture civili da un’offensiva totale.

È un atto politico quello della premier. Una critica diretta e preventiva alla strategia minacciata dall’alleato su cui molto, quasi tutto ha investito nell’ultimo anno e mezzo. E così, dopo aver ribadito la «ferma e risoluta condanna nei confronti delle condotte destabilizzanti del regime di Teheran», tra cui gli attacchi missilistici contro il Golfo, la repressione del popolo iraniano e il blocco dello Stretto di Hormuz, la premier chiede a Washington di «distinguere nettamente tra le responsabilità di un regime e il destino di milioni di cittadini comuni. La popolazione civile iraniana non può e non deve pagare il prezzo delle colpe dei propri governanti». Non solo: Roma si dice nel solco di quanto già dichiarato dall’Unione europea «sulla necessità di preservare l’integrità delle infrastrutture civili, oltre che l’incolumità della popolazione iraniana». chiedendo che «si possa presto giungere a una soluzione negoziale della crisi».

In mattinata era stato Guido Crosetto, in un’informativa alla Camera, a dire che l’Italia «non è in guerra con nessuno e rispetta i patti» che durano da tre quarti di secolo. Patti che rigurdano anche l’utilizzo delle basi americane in Italia, negate a Donald Trump per usi militari, ma concesse per attività logistiche. Per l’esponente di governo non ci sono dunque strappi all’orizzonte, perché «nessun governo ha mai disatteso, messo in discussione o ventilato l’ipotesi di non attuare gli accordi bilaterali».

La maggioranza applaude. Dall’altra parte, la segretaria del Pd Elly Schlein ascolta seduta accanto alla sua capogruppo Chiara Braga. Poco più tardi la leader del Nazareno dirà che il ministro «è venuto in aula a fare l’informativa su quello che hanno fatto i governi precedenti invece che su quello che sta facendo il governo in carica. Deve dire quattro parole, Trump si deve fermare». Nicola Fratoianni, co-leader di Avs, attacca l’esecutivo chiedendo di chiudere lo spazio aereo «come ha fatto la Spagna». Crosetto lasciando l’aula va all’attacco dell’opposizione, definendo «surreale» il livello del dibattito: «Io ho detto che ho fatto quello che avrebbe fatto Guerini» o un altro ministro se fosse «stato al mio posto» perché «stiamo applicando dei trattati che sono molto definiti». Il punto, per il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi, è la «differenza rispetto al 2018. Oggi c’è Trump che ha detto che una civiltà sta per morire». A Montecitorio il ministro svicola le domande dirette su Trump, risponderà in serata ospite di Cinque minuti su Rai1. Sottolineando che l’Italia resterà nella Nato, immagina che il presidente degli Stati Uniti «vorrà scatenare un attacco più pesante di quelli scatenati finora». E poi si augura «che questa guerra possa finire come quella in Ucraina e tutte le altre». Secondo Crosetto, gli Stati Uniti «probabilmente pensavano che l’Iran si sarebbe piegato più facilmente. Così non è stato, è stato un errore di valutazione», ma è convinto, «un Paese non cade in una notte».

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