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La trincea di Piantedosi: “Domani sarò in aula”. Schlein: adesso spieghi

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Ieri il summit con Fazzolari e Giorgetti per i ddl sulla sicurezza. Anche palazzo Chigi attende chiarimenti sul caso di Claudia Conte
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Roma – In aula ci sarò», confida ai colleghi Matteo Piantedosi, dopo una riunione a Palazzo Chigi per parlare di sicurezza. E la prima sicurezza è appunto questa: il ministro dell’Interno, alle prese con le conseguenze del caso Claudia Conte, non ha intenzione di diventare un fantasma, come già dicono all’opposizione. Non vuole chiarire, ma nemmeno scomparire. O peggio, dare l’impressione del fuggiasco. E così domani mattina vorrebbe presentarsi in Parlamento, quando Giorgia Meloni informerà le Camere sulla guerra in Iran e l’azione di governo dopo la débâcle referendaria.

CLAUDIA CONTE GIORNALISTA 

Il ministro non sarà oggi al ricevimento del Quirinale per la festa della polizia. «Ma non era prevista la sua presenza», fanno sapere dal suo staff. Ieri però è stato ricevuto a Palazzo Chigi. Non dalla premier, ma dai suoi bracci destri: i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzo…

Roma – In aula ci sarò», confida ai colleghi Matteo Piantedosi, dopo una riunione a Palazzo Chigi per parlare di sicurezza. E la prima sicurezza è appunto questa: il ministro dell’Interno, alle prese con le conseguenze del caso Claudia Conte, non ha intenzione di diventare un fantasma, come già dicono all’opposizione. Non vuole chiarire, ma nemmeno scomparire. O peggio, dare l’impressione del fuggiasco. E così domani mattina vorrebbe presentarsi in Parlamento, quando Giorgia Meloni informerà le Camere sulla guerra in Iran e l’azione di governo dopo la débâcle referendaria.

CLAUDIA CONTE GIORNALISTA 

Il ministro non sarà oggi al ricevimento del Quirinale per la festa della polizia. «Ma non era prevista la sua presenza», fanno sapere dal suo staff. Ieri però è stato ricevuto a Palazzo Chigi. Non dalla premier, ma dai suoi bracci destri: i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Obiettivo: discutere di migranti e strette securitarie varie. E quindi, indirettamente, «chiudere il capitolo» Conte, cioè Claudia Conte, la trentaquattrenne ciociara che ha rivelato una settimana fa di avere «una relazione» con il capo del Viminale. Vicenda che all’Interno derubricano a gossip, anche se restano tanti aspetti opachi da illustrare, aspetti molto pubblici: la consulenza alla Camera ottenuta dalla giornalista (non professionista) mentre era in corso «la relazione», i viaggi spesati dalle partecipate pubbliche, da Buenos Aires a Doha, le trasmissioni in Rai, il documentario venduto a viale Mazzini, il giro sull’elicottero dell’Esercito. Al ministero dell’Interno rimane, per ora, la trincea del «no comment», perché si tratterebbe di «fatti privati» e chiunque parla di favoritismi «ne risponderà». Come dire: querele pronte.

Conte ieri è tornata in onda sulla Rai. La sua trasmissione a Radio1, “La mezz’ora legale”, realizzata in collaborazione con la polizia, ha ospitato Francesca Pascale, in una puntata già registrata il 31 marzo, prima del patatrac. E poi? L’episodio successivo, già confezionato, ha come ospite il ministro dell’Ambiente (e collega di Piantedosi) Gilberto Pichetto Fratin. Sarà trasmesso? Pare proprio di no: il ministro forzista ha chiesto di «aggiornare» la puntata vista l’evoluzione dello scenario internazionale. Salterà. «Anche la trasmissione, per carenza di ospiti», profetizzano a destra.

Palazzo Chigi si aspetta che il ministro fornisca, prima o poi, una sua versione della faccenda. Ma intanto lo scuda, anche perché, cadesse Piantedosi, salterebbe il governo e servirebbe un Meloni bis. Ieri nel quartier generale del governo, con Piantedosi, Mantovano e Fazzolari c’erano anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, il capo della ragioneria, Daria Perrotta, e Gaetano Caputi, capo di gabinetto della premier. Un mucchio di provvedimenti sul tavolo, dal ddl sulla polizia locale, a quelli sulla sicurezza e l’immigrazione, già abbozzati e ora trasmessi in Parlamento.

Si è discusso di coperture, insomma di soldi. Trovati? Il vertice è stato «interlocutorio», riferiscono fonti di governo, mentre la leader del Pd, Elly Schlein, attacca: «Piantedosi è completamente sparito e non ha mai spiegato».

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