ROMA – Un’azione «inaccettabile». Di più, «irresponsabile». Per la prima volta Giorgia Meloni sceglie toni così duri nei confronti di Israele. È una nota serale di Palazzo Chigi a mettere nero su bianco la riprovazione (e i timori) del governo per i colpi di avvertimento sparati contro i nostri soldati della missione Unifil in Libano.
Alle sette di sera, incalzata dalle opposizioni che le chiedevano di prendere posizione, la premier esprime la «ferma condanna» dell’esecutivo di Roma. Ricorda, Meloni, che il convoglio dei militari italiani era «chiaramente individuabile» come mezzo delle Nazioni Unite, che lungo la blu line «agiscono nell’interesse del mantenimento della pace». Dunque, anche per l’inquilina di Palazzo Chigi è «del tutto inaccettabile che il personale che agisce sotto la bandiera dell’Onu sia messo a rischio con azioni irresponsabili come quelle odierne, che sono in palese violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni unite».
Benjamin Netanyahu non viene mai menz…
ROMA – Un’azione «inaccettabile». Di più, «irresponsabile». Per la prima volta Giorgia Meloni sceglie toni così duri nei confronti di Israele. È una nota serale di Palazzo Chigi a mettere nero su bianco la riprovazione (e i timori) del governo per i colpi di avvertimento sparati contro i nostri soldati della missione Unifil in Libano.
Alle sette di sera, incalzata dalle opposizioni che le chiedevano di prendere posizione, la premier esprime la «ferma condanna» dell’esecutivo di Roma. Ricorda, Meloni, che il convoglio dei militari italiani era «chiaramente individuabile» come mezzo delle Nazioni Unite, che lungo la blu line «agiscono nell’interesse del mantenimento della pace». Dunque, anche per l’inquilina di Palazzo Chigi è «del tutto inaccettabile che il personale che agisce sotto la bandiera dell’Onu sia messo a rischio con azioni irresponsabili come quelle odierne, che sono in palese violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni unite».
Benjamin Netanyahu non viene mai menzionato, ma Meloni chiede a Israele di «chiarire quanto accaduto» e «attende gli esiti della convocazione» alla Farnesina dell’ambasciatore di Tel Aviv. Nella nota del governo, viene ricordato il cessate il fuoco concertato tra Usa e Iran, che sarebbe «un’opportunità da cogliere per porre fine anche alla guerra in Libano». La premier definisce come «irresponsabile» la decisione di Hezbollah «di trascinare la nazione in questo conflitto» ma critica «i continui attacchi israeliani in Libano, che hanno già provocato troppi morti e un’inaccettabile numero di sfollati». Quindi, aggiunge, «devono cessare immediatamente». Così come alle Nazioni unite viene chiesto «con fermezza» di assicurare la sicurezza dei soldati. Il ministro Guido Crosetto aveva spedito la settimana scorsa una lettera ad António Guterres, chiedendo il cambio delle regole della missione o un ritiro rapido di tutto il contingente.
Per FI, parla il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Mentre il capo della Lega, Matteo Salvini, non cita mai Israele: «Ogni atto contro gli uomini in divisa è inaccettabile». Stop. L’opposizione, come detto, dal pomeriggio chiede alla premier di intervenire. «Cos’altro deve accadere — domanda la dem Elly Schlein — prima che chieda chiaramente a Trump e Netanyahu di fermarsi?».