Li ha definiti «gli amici di Sant’Egidio», e non a caso. Emmanuel Macron è giunto ieri sera a Roma per una visita di due giorni tutta dedicata al Vaticano — niente incontri col governo italiano — oggi vede per la prima volta Leone XIV, ma l’antipasto, ieri sera, è stata una passeggiata a Trastevere e una visita alla comunità dove è di casa. Questione di intesa intellettuale e convergenza di interessi, è la decima volta che il presidente francese incontra Andrea Riccardi, che ieri era affiancato dal presidente di Sant’Egidio Marco Impagliazzo e da Mario Giro. Per quasi due ore hanno discusso di Iran, Medio Oriente, si sono soffermati lungamente sulla situazione in Africa, e in particolare in Congo e Centrafrica, ma la questione forse più urgente è stata il Libano, che oggi è sotto le bombe ma da sempre sta a cuore tanto a Parigi quanto alla Santa Sede. Proprio ieri il cardinale Jean-Marc Aveline, presidente dei vescovi francesi, ha condannato i bombardamenti israeliani nel paese dei ce…
Li ha definiti «gli amici di Sant’Egidio», e non a caso. Emmanuel Macron è giunto ieri sera a Roma per una visita di due giorni tutta dedicata al Vaticano — niente incontri col governo italiano — oggi vede per la prima volta Leone XIV, ma l’antipasto, ieri sera, è stata una passeggiata a Trastevere e una visita alla comunità dove è di casa. Questione di intesa intellettuale e convergenza di interessi, è la decima volta che il presidente francese incontra Andrea Riccardi, che ieri era affiancato dal presidente di Sant’Egidio Marco Impagliazzo e da Mario Giro. Per quasi due ore hanno discusso di Iran, Medio Oriente, si sono soffermati lungamente sulla situazione in Africa, e in particolare in Congo e Centrafrica, ma la questione forse più urgente è stata il Libano, che oggi è sotto le bombe ma da sempre sta a cuore tanto a Parigi quanto alla Santa Sede. Proprio ieri il cardinale Jean-Marc Aveline, presidente dei vescovi francesi, ha condannato i bombardamenti israeliani nel paese dei cedri. «Macron sostiene che la rinascita del Libano deve essere nelle mani dei libanesi in un quadro internazionale: non si può lasciare solo il Libano», riferisce Impagliazzo a Repubblica. «È preoccupato, è un uomo di pace», ha detto Riccardi, «abbiamo fatto un’analisi di quello che l’Europa può fare». Anche sull’Iran, per l’inquilino dell’Eliseo è necessario tornare a un quadro multilaterale.
Durante la visita si è registrato anche un fuoriprogramma per il presidente che camminava con la moglie Brigitte in via del Corso: ha visto un uomo accasciato per terra ed è intervenuto, chiedendo a suoi medici personali di prestargli soccorso. Dopo un quarto d’ora, l’uomo si è ripreso, Macron l’ha salutato e ha ripreso la passeggiata.
Questa mattina alle 10 Macron viene ricevuto per la prima volta da papa Prevost. Si erano sentiti al telefono a inizio pontificato ma le agende sovraccariche hanno reso possibile solo ora un faccia a faccia. Con Francesco, che pure in 12 anni di pontificato non si è mai recato a Parigi, neppure per la riapertura di Notre Dame, Macron aveva stretto un rapporto confidenziale, al punto da dargli del tu.
Era venuto a trovare Bergoglio tre volte, nel 2018, nel 2021 e nel 2022, ora incontra il Papa americano. Ha molte attese e considera il ruolo della Santa Sede cruciale per la costruzione della pace: «È rimasto colpito da quello che il Papa ha detto martedì scorso a Castel Gandolfo», riferisce Impagliazzo, quando papa Prevost ha definito «inaccettabile» la minaccia di Trump nei confronti dell’Iran e ha auspicato che si riaprisse un negoziato. Se sul piano delle politiche interne c’è distanza — la Francia ha inserito in Costituzione il diritto di aborto e Macron ha insistito per una legge sul fine vita osteggiata dai vescovi — su quello internazionale, particolarmente urgente in questo momento dominato dall’imprevedibilità di Donald Trump, la sintonia è nelle cose.
Nel seguito del presidente c’è, tra gli altri, Jean-Marc Sauvé, che ha presieduto la commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa che ha suscitato irritazione in Vaticano all’epoca di Francesco. Dopo l’udienza dal Papa e dal cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, Macron si recherà a San Giovanni in Laterano dove i presidenti francesi hanno ereditato dai re d’Oltralpe il titolo di protocanonico d’onore.