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Nodo primarie a sinistra, Renzi: “Salis si candidi”

MATTEO RENZI ITALIA VIVA 

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Il dem Franceschini: “La stagione dei federatori esterni è finita”. Conte: “Parlare adesso di nomi alimenta i personalismi”. Il Pd schierato in blocco in sostegno della segretaria nell’eventuale duello con l’ex premier 5S. Il leader di Iv: “Noi con la sindaca se accetta”
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La sfida è lanciata: primarie sì, niente “papa straniero” — leggi: Silvia Salis — da candidare a premier. Il fronte per Elly Schlein si compatta a Napoli, alla convention organizzata dall’eurodeputato dem Sandro Ruotolo su “La nuova questione meridionale”. Direzione: Politiche 2027. «La stagione dei federatori esterni è finita, i partiti hanno ampie personalità — dice Dario Franceschini —. Le primarie mi sembrano il sistema più trasparente, dovremmo evitare di parlarne tutti i giorni, dire quando le faremo e poi parlare di altro».

C’è tutto il correntone per Elly sulla stessa linea. Giuseppe Conte del M5s non fa paura? Piuttosto Andrea Orlando chiama alla mobilitazione interna: «Il Pd rafforzi la sua capacità di iniziativa». A Salis che si dice disponibile a recitare il ruolo di candidata se le arrivasse la proposta, Orlando replica secco: «Non vedo richieste al momento. E poi ci sono 25 papi stranieri». Quotato anche Gaetano Manfredi, il sindaco di Napoli: «È un sindaco, non è mica …

La sfida è lanciata: primarie sì, niente “papa straniero” — leggi: Silvia Salis — da candidare a premier. Il fronte per Elly Schlein si compatta a Napoli, alla convention organizzata dall’eurodeputato dem Sandro Ruotolo su “La nuova questione meridionale”. Direzione: Politiche 2027. «La stagione dei federatori esterni è finita, i partiti hanno ampie personalità — dice Dario Franceschini —. Le primarie mi sembrano il sistema più trasparente, dovremmo evitare di parlarne tutti i giorni, dire quando le faremo e poi parlare di altro».

C’è tutto il correntone per Elly sulla stessa linea. Giuseppe Conte del M5s non fa paura? Piuttosto Andrea Orlando chiama alla mobilitazione interna: «Il Pd rafforzi la sua capacità di iniziativa». A Salis che si dice disponibile a recitare il ruolo di candidata se le arrivasse la proposta, Orlando replica secco: «Non vedo richieste al momento. E poi ci sono 25 papi stranieri». Quotato anche Gaetano Manfredi, il sindaco di Napoli: «È un sindaco, non è mica il professore», spiega Franceschini. Riferimento all’ex premier Romano Prodi e alla necessità per Manfredi che ha già detto no alle primarie di scendere nell’agone. L’unico a frenare è Stefano Bonaccini, il presidente del partito: «Se io come forza politica avessi la pretesa di dire agli altri come si sceglie il candidato di tutti, non sarebbe un modo di stare insieme. Si possono fare le primarie, si possono non fare e magari scegliere dopo il leader del partito più grande». Anche perché al Sud l’esito non sarebbe cosi scontato.

Lo fa capire Roberto Fico, il presidente della Regione Campania: «Posso dire, con la massima onestà intellettuale che negli ultimi 13 anni il Sud viene rimesso al centro anche grazie al M5S, è una cosa che deve essere riconosciuta». Ci pensa Franceschini a ricordare che non può essere solo un derby Pd-5 Stelle: «C’è bisogno di una forza — dice l’ex ministro della Cultura — che ci aiuti a raccogliere voti dove non arriviamo noi, che riduca la frammentazione del centro e aumenti la capacità di ingresso nell’elettorato».

Matteo Renzi all’evento romano organizzato da Iv e intitolato “Primarie delle idee” insiste sul nome della sindaca di Genova come possibile candidata della coalizione: «Spero che cambi idea sulle primarie. Lei — dice parlando con Repubblica — pensa che le primarie siano il male perché dividono e rimangono strascichi. Invece le primarie sono una cosa buona, una festa di popolo. Se alle primarie c’è lei è la nostra candidata, altrimenti noi presenteremo comunque un nostro candidato riformista. Io le ho suggerito di guidare il centro: se vinci vai a Palazzo Chigi, se perdi comunque sei alla guida di un movimento che può valere il 10 per cento». L’ex premier assicura di voler essere costruttivo: «È cambiato tutto da quando ho abbracciato Schlein alla partita del cuore e non ci credeva nessuno: ora siamo tutti dell’idea di dare una mano». L’esito dell’opa di Renzi sull’area centrista e riformista, coinvolgendo ad esempio +Europa e Psi, non va dato per scontato. «Ora parliamo di proposte, di riforme, di idee per il bene di una coalizione. Non è il momento dei nomi», ragiona il segretario di +Europa Riccardo Magi. Non è il momento, ma non si parla d’altro. E Conte, all’assemblea 5S, a domanda torna su Salis: «Parlare di nomi alimenta i personalismi».

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