C’è una distanza che non è soltanto nel tempo. Un tempo c’era Nicole. E oggi c’è Nicole. Un tempo c’erano le serate ad Arcore, le auto che partivano da Milano Due, gli appartamenti di via Olgettina, le feste e le buste piene di denaro che le ragazze che venivano offerte a Silvio Berlusconi dovevano ritirare. Oggi ci sono le ore passate in un doposcuola della Caritas, a Milano, tra bambini che fanno i compiti e famiglie in difficoltà.
È su questa distanza che gli avvocati di Nicole Minetti hanno costruito la richiesta di grazia arrivata al Quirinale: il racconto di un cambiamento, meglio di una trasformazione con presa di distanza e pentimento, almeno a credere agli atti, rispetto al passato.
Il punto di partenza resta quello che ha segnato una stagione. Le cene ad Arcore, le ragazze, una stagione politica e culturale che le sentenze hanno sintetizzato così: favoreggiamento della prostituzione di giovani donne a favore di Berlusconi. A questo si aggiunge la condanna per peculato legata…
C’è una distanza che non è soltanto nel tempo. Un tempo c’era Nicole. E oggi c’è Nicole. Un tempo c’erano le serate ad Arcore, le auto che partivano da Milano Due, gli appartamenti di via Olgettina, le feste e le buste piene di denaro che le ragazze che venivano offerte a Silvio Berlusconi dovevano ritirare. Oggi ci sono le ore passate in un doposcuola della Caritas, a Milano, tra bambini che fanno i compiti e famiglie in difficoltà.
È su questa distanza che gli avvocati di Nicole Minetti hanno costruito la richiesta di grazia arrivata al Quirinale: il racconto di un cambiamento, meglio di una trasformazione con presa di distanza e pentimento, almeno a credere agli atti, rispetto al passato.
Il punto di partenza resta quello che ha segnato una stagione. Le cene ad Arcore, le ragazze, una stagione politica e culturale che le sentenze hanno sintetizzato così: favoreggiamento della prostituzione di giovani donne a favore di Berlusconi. A questo si aggiunge la condanna per peculato legata al periodo da consigliera regionale in Lombardia, per l’utilizzo di fondi pubblici destinati all’attività politica. Due vicende che hanno portato a una pena definitiva complessiva di 3 anni e 11 mesi di reclusione, oggi al centro della richiesta di clemenza.
Ma, così come è stato sin dal principio, quando sulla scena è arrivata Nicole, l’igienista dentale finita nel cuore del Cavaliere, in una favola che poi si è fatta farsa e infine (per lei) tragedia, la storia di Minetti è una sceneggiatura. E così il simbolo delle Olgettine, la favorita che diventa improvvisamente anche politica, in un’ascesa che si rompe solo davanti alla giustizia, cambia traiettoria. E lontano dall’Italia trova quello che sembrava impossibile.
Nel 2013, Minetti lascia tutto e va in Uruguay – raccontano le carte – per seguire l’amore, il suo nuovo compagno Giuseppe Cipriani. È un imprenditore importante e con lui in Sud America da un lato costruiscono un investimento turistico milionario (il più importante della storia del paese, raccontano) ma dall’altro avviano iniziative a favore di strutture per l’infanzia. Il punto di riferimento è un istituto che ospita bambini in condizioni difficili: non solo contributi economici, ma presenza, attività, tempo condiviso, con un impegno che negli anni diventa quotidiano.
Avrebbe voluto restare lì, dice. Ma le incombenze giudiziarie non glielo consentono. Rientra in Italia, per affrontare la fase esecutiva della condanna. Ma sempre – racconta – con la volontà di proseguire il percorso intrapreso. E così prima la formazione con la Lega italiana per la lotta contro i tumori, poi l’attività in ospedale e infine l’impegno con la Caritas. Oggi Minetti collabora nel doposcuola della chiesa di San Marco, seguendo i più piccoli nei pomeriggi lontano da casa. A questo si aggiunge la necessità di assistere un minore, una vicenda descritta negli atti e coperta da privacy, che richiede cure costanti e una presenza continua e che ha un peso centrale nel quadro valutato per la richiesta di grazia. «Ecco perché merita una grazia» scrivono gli avvocati nella richiesta, che in realtà è il racconto della storia di due vite, la distanza tra Nicole e Nicole.