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Meloni, la difesa tardiva: “Da Trump contro il Papa parole inaccettabili”. Opposizioni in pressing

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In mattinata un primo, timido, comunicato. In serata il comunicato dopo le critiche del centrosinistra. Solidarietà bipartisan al Pontefice
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ROMA – Soltanto alle sei del pomeriggio, per ultima, Giorgia Meloni prende le distanze da Donald Trump che nella notte (le tre in Italia) aveva attaccato pesantemente il Papa. «Trovo inaccettabili le parole del presidente Trump nei confronti del Santo Padre. È il capo della Chiesa cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra», ha messo nero su bianco in una dichiarazione. Ma ormai il suo silenzio era diventato un caso.

Alle 10,30, in una prima dichiarazione, la premier si era augurata che il Pontefice, in partenza per l’Africa, portasse la pace, senza però citare Trump. «Pensavo che il senso della mia dichiarazione della mattina fosse chiaro», si è giustificata nel comunicato del tardo pomeriggio, quando il coro di quelli che avevano fatto notare la sua assenza si era fatto ormai assordante. Anche perché già alle 11, dall’aereo papale, Leone XIV aveva risposto duramente alle critiche del presidente Usa («Non ho paura di Trump, non faccio dib…

ROMA – Soltanto alle sei del pomeriggio, per ultima, Giorgia Meloni prende le distanze da Donald Trump che nella notte (le tre in Italia) aveva attaccato pesantemente il Papa. «Trovo inaccettabili le parole del presidente Trump nei confronti del Santo Padre. È il capo della Chiesa cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra», ha messo nero su bianco in una dichiarazione. Ma ormai il suo silenzio era diventato un caso.

Alle 10,30, in una prima dichiarazione, la premier si era augurata che il Pontefice, in partenza per l’Africa, portasse la pace, senza però citare Trump. «Pensavo che il senso della mia dichiarazione della mattina fosse chiaro», si è giustificata nel comunicato del tardo pomeriggio, quando il coro di quelli che avevano fatto notare la sua assenza si era fatto ormai assordante. Anche perché già alle 11, dall’aereo papale, Leone XIV aveva risposto duramente alle critiche del presidente Usa («Non ho paura di Trump, non faccio dibattiti con lui») guadagnando le aperture di tutti i siti. Le opposizioni non avevano aspettato Prevost per fare notare l’enormità dell’attacco trumpiano («insultare il Papa per il suo fortissimo richiamo alla pace è un atto gravissimo», ha subito dichiarato Elly Schlein), a cui hanno avevano fatto seguito prese di posizione di Matteo Renzi, Carlo Calenda («Trump è un bullo»), del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, del verde Angelo Bonelli, e della stessa Cei. Quel che colpisce è che persino Matteo Salvini, tra i primi, già alle nove del mattino, aveva criticato l’amico Donald: «Attaccare il Papa, uomo simbolo di pace e guida spirituale per miliardi di cattolici, non mi sembra una cosa utile e intelligente da fare». Poco dopo anche il Quirinale ha diffuso un messaggio del presidente Sergio Mattarella: «Condividiamo la responsabilità di individuare assieme le risposte a tutte le sfide principali del nostro tempo». Una nota scritta prima che Trump attaccasse il Papa.

Col passare delle ore il dibattito si è quindi concentrato sulla mancata presa di distanza della premier. E quindi cresceva l’elenco di quelli che lo facevano notare, stupiti. Dal renziano Enrico Borghi a Rosy Bindi («Da Trump un tentativo di intimidazione: Meloni prenda le distanze»), con Renzi che si chiedeva: «Dove sono le madri, donne, cristiane? Quando dice queste cose sul Papa, perché non dicono che Trump si deve vergognare?». E il leader M5S Giuseppe Conte: «Meloni, madre, cristiana, ancora non si è schierata? Forse anche qui “non condanna e non condivide”, come sugli attacchi in Iran?»

«Trump non ha più limiti», sottolineava Nicola Fratoianni di Avs. Nel campo del centrodestra si segnalavano le critiche di Licia Ronzulli e Debora Bergamini, e di Fabio Rampelli, su X. Il vicepresidente della Camera, meloniano, ma geloso della propria autonomia di pensiero, scriveva: «Al presidente degli Stati Uniti Donald Trump un detto italiano: scherza con i fanti ma lascia stare i santi...». «Inopportune le parole del presidente Trump», metteva agli atti pure Maurizio Lupi di Noi Moderati. Poi, alle sei del pomeriggio, ecco che anche Giorgia Meloni condannava Donald Trump.

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