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Meloni sull’attacco al Papa: “Non so quanti leader hanno parlato come me su Trump”

(reuters)
La premier a margine del Vinitaly a Verona: “Sospeso il rinnovo automatico dell'accordo di difesa con Israele”
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VERONA – Il pezzo forte della mattinata - tra un brindisi a prosecco, coretti da stadio, decine di selfie e il previsto bagno di folla (bagnato) - è l'annuncio della sospensione del rinnovo automatico dell'accordo sulla Difesa con Israele. "Il governo ha preso questa decisione in considerazione della situazione che stiamo vivendo", dice Giorgia Meloni appena arrivata alla 58ma edizione di Vinitaly.

Quindici minuti di ritardo sul programma. La premier è accolta dai "suoi" due ministri, qui per istituzionale competenza: l'ex cognato Lollobrigida e il veronese Gianmarco Mazzi. Si ferma a parlare coi giornalisti, torrentizia come poche volte ultimamente: più di dieci minuti, quasi una conferenza stampa.

Meloni ribadisce la sua contrarietà all'attacco di Trump contro Papa Leone: "Quando non si è d'accordo con un alleato bisogna dirlo. Non mi sentirei a mio agio in una società dove i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Le parole di Trump sono inaccettabili, ho espres…

VERONA – Il pezzo forte della mattinata - tra un brindisi a prosecco, coretti da stadio, decine di selfie e il previsto bagno di folla (bagnato) - è l'annuncio della sospensione del rinnovo automatico dell'accordo sulla Difesa con Israele. "Il governo ha preso questa decisione in considerazione della situazione che stiamo vivendo", dice Giorgia Meloni appena arrivata alla 58ma edizione di Vinitaly.

Quindici minuti di ritardo sul programma. La premier è accolta dai "suoi" due ministri, qui per istituzionale competenza: l'ex cognato Lollobrigida e il veronese Gianmarco Mazzi. Si ferma a parlare coi giornalisti, torrentizia come poche volte ultimamente: più di dieci minuti, quasi una conferenza stampa.

Meloni ribadisce la sua contrarietà all'attacco di Trump contro Papa Leone: "Quando non si è d'accordo con un alleato bisogna dirlo. Non mi sentirei a mio agio in una società dove i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Le parole di Trump sono inaccettabili, ho espresso la mia solidarietà al Papa". E aggiunge, rispondendo a chi le domandava perché non avesse criticato subito le parole del tycoon: "A me pareva che il post pubblicato alle 8.30 del mattino fosse un segnale chiaro, poi ovviamente servivano parole più chiare e abbiamo detto anche parole più chiare. Non so quanti leader le abbiano espresse, questo per quanti dicono che ci sarebbe una sudditanza”.

Poi la Russia, l'Ucraina, le accise. E soprattutto il gas russo: "Capisco Descalzi, ma serve attenzione". Una frenata che si prende i titoli delle agenzie.

Descalzi - spiega la capa del governo - è un operatore di settore e chiaramente ha il dovere di porre le questioni per come le vede. Io continuo a sperare che a gennaio 2027 saremo riusciti a fare dei passi avanti" e "non dobbiamo dimenticare che la pressione economica che abbiamo esercitato sulla Russia in questi anni è l'arma più efficace che abbiamo per costruire la pace".

Chi si aspettava una visita lampo - aziende vitivinicole in primis - si lecca i baffi vedendo che la premier si ferma e con piacere "copre" la road map dei vini pianificata dai suoi con metodo. E al suo fianco tra gli stand c’è sempre il governatore delle Marche, Francesco Acquaroli. Alle 12.30 si intrattiene con Bruno Vespa, noto esperto e produttore, allo stand di "Cafarella" in partnership con "Vignaioli per passione" che del conduttore Rai è l'azienda. Lì Meloni incrocia Salvini, arrivato a Vinitaly alle 10.30, 40 minuti prima della premier. La leader di FdI si ferma per pranzo, poi ancora un breve giretto. Fino alle 15. Quattro ore di bagno di folla.

Prima di tuffarsi tra bottiglie e selfie, la presidente del Consiglio si sofferma sulla situazione internazionale. "Bisogna continuare a lavorare per mandare avanti i negoziati di pace, fare ogni sforzo possibile per stabilizzare la situazione, riaprire lo Stretto" di Hormuz "che per noi è fondamentale. Chiaramente non solo per i carburanti, ma anche per i fertilizzanti, altro elemento fondamentale per il settore del quale parliamo oggi".

Nel 2023 e nel 2024 la premier aveva già fatto visita a Vinitaly. Quest'anno si è presa più tempo. È come se avesse cercato il contatto approvazione della gente in un momento delicato per l'esecutivo. Ad una fiera che si è aperta nel segno della diplomazia e dei rapporti coi mercati internazionali.

Stati Uniti in primis. Dice Meloni: "Il rapporto dell'Italia con gli Stati Uniti va avanti da qualche anno e non riguarda il singolo governo. Noi cerchiamo di fare del nostro meglio, chiaramente in questo contesto, considerando gli Stati Uniti un nostro alleato strategico e prioritario. Però quando si è amici e quando si ha degli alleati, particolarmente se sono strategici, bisogna anche avere il coraggio di dire quando non si è d'accordo, che è quello che io faccio ogni giorno. Quando sono d'accordo dico di essere d'accordo, quando non sono d'accordo dico di non essere d'accordo perché credo che questo faccia bene all'Europa, agli Stati Uniti e all'Occidente in genera.

La premier vuole che la scena, oggi, sia tutta sua. E se la prende. È tutto un "grazie Giorgia", "Giorgia salvaci dal male", le gridano due ragazzi. Alberto Stefani, insieme a tutte le autorità locali e al presidente leghista di Verona Fiere Federico Bricolo, un tempo bossiano di ferro, sorridono.

Dopo il lungo e improvvisato punto stampa, la presidente del Consiglio aveva iniziato il Vinitaly tour infilandosi nel gigantesco tunnel-bottiglia rosso allestito dal Ministero delle politiche agricole: all'interno della galleria sono esposte sei statue provenienti dalle Gallerie degli Uffizi che rimandano all'immaginario di Dioniso e al corteo dionisiaco. Lollobrigida e Mazzi - nel corteo istituzionale c'è anche il sindaco di Verona Damiano Tommasi - "raccontano" a Meloni i "componenti" del corteo dionisiaco: le Menadi, i Satiri, Sileno, le Horae, Appello.

È il momento dei brindisi e degli omaggi. Il serpentone che accompagna la premier fa due tappe: la prima nel padiglione della Regione Lazio. Motivi di appartenenza. "Giorgia! Giorgia!", la acclamano. Padrone di casa Lollobrigida. La seconda tappa è il padiglione del Veneto. "Una terra meravigliosa, siete eccellenza" elargisce elogi Meloni, foto, strette di mano, ancora "Giorgia lalalala Giorgia lalalala" , coretto da stadio. Con il presidente Stefani c'è praticamente la giunta regionale al completo

Dopo una breve sosta allo stand di una nota cantina della Valpolicella dove sono ospiti dei rugbysti - "è uno sport che amo, siete forti", li benedice, e loro "grazie Giorgia per quello che hai fatto per il rugby!"- la premier brinda con un "Lessini doc" nello stand ufficiale della Regione Veneto. Dieci minuti. Una speaker le dà il benvenuto.

Le regalano un leone di San Marco in vetro di Murano e foglia d'oro. È tutto un "vai Giorgia, tieni duro". Lei sorride e si concede all'entusiasmo veneto, qui, dove una grande scritta recita "the land of wine".

Immancabile il momento-Prosecco. Meloni sale in un salottino, è mezzogiorno, il momento giusto per una bollicina. Chiacchiera molto con Mazzi, meno con Lollobrigida. Lascerà Verona tre ore dopo.

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