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Senato, Floridia denuncia lo stallo su riforma Rai e Ronzulli la silenzia: “Violenza istituzionale”

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Scontro in aula durante l’esame del dl sicurezza. La 5S presidente della commissione Vigilanza ricorda l’appello di Mattarella, la forzista la blocca: “Non è all’ordine dei lavori”
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Mentre il caso Rai diventa sempre più insostenibile, la presidente della Vigilanza viene letteralmente zittita, durante i lavori in corso nell'aula del Senato, dalla vicepresidente di turno, la forzista Licia Ronzulli.

“Sul tema dell'umiliazione del Parlamento vorrei riportare qui le parole di ieri del presidente della Repubblica”, comincia il suo intervento la senatrice M5S Barbara Floridia. "No, scusi, non ho capito, non sento bene", la stoppa una prima volta la collega che guida l'assemblea, con all'ordine del giorno la discussione - che sarà anch'essa molto accesa - sul decreto Sicurezza. Floridia pensa inizialmente davvero a un problema di audio: “Stavo dicendo che in relazione a un Parlamento costantemente umiliato, voglio richiamare l'attenzione dell'aula a quanto ha detto il presidente Mattarella definendo inaccettabile (il caso Rai, ndr). Ronzulli a quel punto usa l'accetta: "No mi dispiace. Non è all'ordine dei lavori... ". Floridia insiste: “Se mi fa parlare le spiego perch…

Mentre il caso Rai diventa sempre più insostenibile, la presidente della Vigilanza viene letteralmente zittita, durante i lavori in corso nell'aula del Senato, dalla vicepresidente di turno, la forzista Licia Ronzulli.

“Sul tema dell'umiliazione del Parlamento vorrei riportare qui le parole di ieri del presidente della Repubblica”, comincia il suo intervento la senatrice M5S Barbara Floridia. "No, scusi, non ho capito, non sento bene", la stoppa una prima volta la collega che guida l'assemblea, con all'ordine del giorno la discussione - che sarà anch'essa molto accesa - sul decreto Sicurezza. Floridia pensa inizialmente davvero a un problema di audio: “Stavo dicendo che in relazione a un Parlamento costantemente umiliato, voglio richiamare l'attenzione dell'aula a quanto ha detto il presidente Mattarella definendo inaccettabile (il caso Rai, ndr). Ronzulli a quel punto usa l'accetta: "No mi dispiace. Non è all'ordine dei lavori... ". Floridia insiste: “Se mi fa parlare le spiego perché invece è legato...” . E Ronzulli: “Mi spiace, non può intervenire su questo”. A quel punto sale la tensione, si levano le voci delle opposizioni, si grida alla "grave censura". E l'aula sospende i lavori per 5 minuti. Mentre Raffaella Paita, dai banchi di Iv denuncia in generale l'inadeguata gestione della collega di FI: "Si chieda perché solo quando c'è lei a presiedere accadono sempre di questi episodi".

Uno scontro dietro il quale si cela ormai il macigno Rai. Sintetizzato dalle parole gravi di Sergio Mattarella: "Non è accettabile che, dopo un anno e mezzo, al servizio pubblico nazionale manchi ancora l'assetto dei propri organi amministrativi - ha sottolineato il capo dello Stato - e che la commissione di Vigilanza non sia in grado di esercitare i suoi compiti".

Tutto parte dal nuovo stop di ieri in ufficio di presidenza della commissione di Vigilanza: dove la maggioranza ha ribadito ancora una volta di voler continuare con il boicottaggio, nonostante il cda della Rai continui a procedere, anche senza la ratifica di Agnes. Uno stallo che si intreccia con il blocco della riforma Rai, in ottava commissione al Senato, dovuta al fatto che il ministro Giancarlo Giorgetti ha posto il veto sul testo, ritenendo che il Mef non possa essere estromesso dalla nomina dei vertici Rai, nonostante - sottolineano da tempo le opposizioni - il Media Freedom Act europeo chieda proprio di spezzare il legame diretto tra governo e governance.

Dall'Europa ci sono movimenti in corso per attivare la procedura di infrazione, una circostanza che difficilmente gli uffici del Quirinale ignorano. Ed un primo passo poteva essere il segnale della maggioranza con il riavvio delle attività in vigilanza: segnale che, puntualmente, non è arrivato. Con l'ulteriore beffa della presidente della vigilanza stoppata in Senato proprio mentre riportava il monito del presidente della Repubblica.

"Quanto avvenuto in aula è l'ennesima dimostrazione dell'insofferenza della maggioranza alle regole ed è evidente che la destra non ha accolto le parole del presidente della Repubblica e questo è molto grave. In aula non è stato consentito di parlare alla presidente Floridia", sottolinea Francesco Boccia, presidente dei senatori Pd. “Recepire il Media freedom act è un dovere del nostro ordinamento ma il governo ignora questo dovere e continua l'inaccettabile ostruzionismo della maggioranza, che avviene sia in Commissione vigilanza che in Parlamento". Protesta anche Avs. "È proprio come se Ronzulli avesse tolto la parola al presidente della Repubblica. Incredibilmente in Vigilanza Rai siamo davanti all'ostruzionismo della maggioranza che rende sostanzialmente impossibile il lavoro della commissione. Un modo per legittimare e garantire che vada avanti TeleMeloni senza controllo. Un preciso progetto politico da parte del governo e della maggioranza", attacca Peppe De Cristofaro, a margine.

Il caso scoppia anche alla Camera dove Pd, M5S, Avs, Italia Viva e Azione chiedono un’informativa al governo, e in particolare al titolare del Mef Giorgetti, rispetto agli accadimenti che riguardano la governance della Rai. “La misura è colma e siamo ormai alle porte di una infrazione - punta il dito la deputata M5S, Anna Laura Orrico – perché l'Italia non ha recepito lo European Freedom Act, una direttiva europea che consente di riformare la governance del servizio pubblico radiotelevisivo per renderla definitivamente autonoma e indipendente, non solo sul piano del finanziamento pubblico e quindi delle risorse a disposizione, ma soprattutto autonoma e indipendente rispetto alla politica e alle scelte dei partiti".

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