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Zangrillo: “Serve rinnovamento, i capigruppo una garanzia. FI adesso punti sui diritti civili”

Il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo

 (ansa)

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Il ministro della Pubblica amministrazione: “Descrizione non fedele di quanto accaduto dal presidente uscente dei nostri deputati”
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Il cambio dei capigruppo di Camera e Senato è «il risultato di una riflessione in corso da tempo», chi dice che «a imporlo sono stati Marina e Pier Silvio Berlusconi non sta raccontando la verità». Il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, da sempre considerato vicino alla famiglia del fondatore di Forza Italia, interviene nel dibattito interno al partito dicendo anche che non vi è «un’emergenza» per la quale bisogna celebrare i congressi regionali.

Era proprio necessaria la sostituzione di Maurizio Gasparri e Paolo Barelli con Stefania Craxi ed Enrico Costa?

«Craxi e Costa sono due persone di valore, sia Stefania sia Enrico masticano politica da sempre, in famiglia hanno sempre respirato politica. Danno la garanzia di essere politici competenti ed europeisti convinti».

Il cambio dei capigruppo di Camera e Senato è «il risultato di una riflessione in corso da tempo», chi dice che «a imporlo sono stati Marina e Pier Silvio Berlusconi non sta raccontando la verità». Il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, da sempre considerato vicino alla famiglia del fondatore di Forza Italia, interviene nel dibattito interno al partito dicendo anche che non vi è «un’emergenza» per la quale bisogna celebrare i congressi regionali.

Era proprio necessaria la sostituzione di Maurizio Gasparri e Paolo Barelli con Stefania Craxi ed Enrico Costa?

«Craxi e Costa sono due persone di valore, sia Stefania sia Enrico masticano politica da sempre, in famiglia hanno sempre respirato politica. Danno la garanzia di essere politici competenti ed europeisti convinti».

Si concretizza così il rinnovamento auspicato dalla famiglia Berlusconi?

«Io penso che il rinnovamento debba guardare alle caratteristiche e alla qualità delle persone. Loro ci garantiscono la possibilità di stimolare un dibattito».

Costa però era stato eletto con Azione, qualcuno ha storto il naso per questa promozione?

«Costa è uno che ha conosciuto anche ambiti diversi rispetto a Forza Italia, come quel mondo di centro a cui noi dobbiamo guardare. Quindi è una persona che ha più di una sensibilità».

È un punto di equilibrio tra i deputati più vicini al segretario Antonio Tajani e quelli più vicini alla famiglia Berlusconi?

«Questa distinzione la capisco fino a un certo punto».

Barelli, considerato troppo vicino a Tajani, ha detto che il partito si gestisce dall’interno. Come spiega questo attacco alla famiglia Berlusconi?

«Le affermazioni di Barelli sono una descrizione non fedele di quello che è accaduto. Fa bene a ribadire che i partiti si gestiscono dall’interno e FI è un partito che sempre viene gestito dall’interno, ma fare intuire che quello che è accaduto è una richiesta della famiglia significa non aver capito le sfide che abbiamo davanti».

Cosa serve adesso?

«In questo ultimo anno e mezzo di legislatura serve continuare a lavorare e cercare di portare a casa tutti gli impegni che ci siamo assunti in campagna elettorale. Da ministro ho reso più attrattiva la pubblica amministrazione, ora il mio impegno è farlo con il parttando su alcuni temi come i diritti civili».

Ne parlate ma poi non arrivano proposte concrete.

«Non era una delle priorità nel programma di FI di questo governo ma ora ci prepariamo a una nuova legislatura e dobbiamo aggiornare le nostre priorità».

I giovani al referendum hanno votato no. Non vi hanno seguito, perché?

«Dobbiamo migliorare la capacità di dialogare con le nuove generazioni. Io penso a una Forza Italia del futuro che è fatta non solo da quelli che hanno vissuto gli anni del berlusconismo ma anche dalle nuove generazioni».

Tajani vorrebbe celebrare i congressi entro maggio, possono essere utili?

«I congressi sono dei momenti in cui ci si confronta sulle idee, sono spazi di democrazia, non si deve parlare dell’adeguatezza di questo o di quel dirigente».

Sono una priorità?

«Vanno fatti quando ci sono condizioni concrete per discutere sul merito dei problemi. Non c’è l’urgenza o l’emergenza di fare i congressi ma bisogna garantire un percorso per arrivare preparati alle elezioni Politiche e poi il congresso nazionale».

Al congresso nazionale lei sarà della partita?

«La sostituzione del segretario nazionale non è sul tavolo di Forza Italia. Io mi preoccupo che il partito sia capace di essere attrattivo verso i giovani. Questo sarà il mio lavoro».

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