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Meloni con Zelensky, partnership sui droni: “Iran, faremo il nostro”

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A palazzo Chigi intesa con il leader ucraino, coinvolta Leonardo. Poi la replica indiretta alle accuse di disimpegno della Casa Bianca
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Al termine del suo incontro a Palazzo Chigi con Volodymyr Zelensky, la premier Giorgia Meloni approfitta del punto stampa congiunto per rispondere indirettamente al presidente statunitense Donald Trump che, per due giorni consecutivi, l’ha attaccata per il mancato coinvolgimento dell’Italia nella guerra con l’Iran. Nessuna risposta diretta, soltanto messaggi in codice nel tentativo di inviare segnali concilianti.

Ricordando di essersi confrontata con il presidente ucraino anche sulla crisi iraniana, Meloni dichiara di «voler ribadire» che «l’Italia è come sempre pronta a fare la sua parte», in particolare per «difendere la libertà di navigazione» in collaborazione «con i partner europei». «Abbiamo offerto la nostra disponibilità quando lo consentiranno le condizioni di sicurezza», precisa. Un chiaro riferimento al piano europeo per lo Stretto di Hormuz.

Poi, tornando sul tema in agenda, il conflitto in Ucraina, la presidente del Consiglio sottolinea la necessità della «solidità dell’a…

Al termine del suo incontro a Palazzo Chigi con Volodymyr Zelensky, la premier Giorgia Meloni approfitta del punto stampa congiunto per rispondere indirettamente al presidente statunitense Donald Trump che, per due giorni consecutivi, l’ha attaccata per il mancato coinvolgimento dell’Italia nella guerra con l’Iran. Nessuna risposta diretta, soltanto messaggi in codice nel tentativo di inviare segnali concilianti.

Ricordando di essersi confrontata con il presidente ucraino anche sulla crisi iraniana, Meloni dichiara di «voler ribadire» che «l’Italia è come sempre pronta a fare la sua parte», in particolare per «difendere la libertà di navigazione» in collaborazione «con i partner europei». «Abbiamo offerto la nostra disponibilità quando lo consentiranno le condizioni di sicurezza», precisa. Un chiaro riferimento al piano europeo per lo Stretto di Hormuz.

Poi, tornando sul tema in agenda, il conflitto in Ucraina, la presidente del Consiglio sottolinea la necessità della «solidità dell’alleanza euro-atlantica» tra Europa e Stati Uniti «perché un Occidente diviso e un’Europa spaccata sarebbero l’unico vero regalo che potremmo fare a Mosca». E ancora: «L’instabilità — dice — sta diventando pian piano la nostra nuova normalità, uno scenario che disorienta, che può spaventare. Ma è soprattutto in momenti come questi che l’amicizia fra popoli fratelli, che si sono dati una mano nei momenti più difficili della propria storia, fa la differenza». Sono tutte dichiarazioni in merito al rapporto fra Roma e Kiev, ma non sfuggono le allusioni sottintese al rapporto con lo storico alleato statunitense.

Al presidente ucraino Zelensky, Meloni conferma invece «l’interesse» a «sviluppare una produzione congiunta soprattutto nel settore dei droni, ambito nel quale sappiamo che l’Ucraina è diventata una nazione guida». In oltre quattro anni di conflitto con la Russia, Kiev ha in effetti acquisito una notevole esperienza nel contrastare le minacce aeree, compresi i droni, e lo ha dimostrato inviando specialisti nei Paesi colpiti dall’Iran. Ed è pronta a condividere le sue competenze in cambio di «sistemi aggiuntivi di contraerea», come il franco-italiano Samp-T già inviato da Roma a Kiev.

Zelensky parla di drone deal, “accordo sui droni”, «un formato speciale per gli accordi di sicurezza». «La nostra competenza, la nostra esperienza militare, le nostre capacità di difesa nei settori dei droni, dei missili, della guerra elettronica e della condivisione dei dati: proponiamo di combinare tutto questo con le capacità dei nostri partner», spiega. «Un’esperienza preziosa», conferma Meloni, che «Italia e Ucraina vogliono mettere al centro della collaborazione tra le rispettive industrie della difesa».

L’ipotesi sul tavolo sarebbe quella di avviare una coproduzione di droni con Leonardo, l’azienda italiana che nei giorni scorsi ha visto un cambio al vertice deciso proprio dal governo Meloni: Lorenzo Mariani al posto di Roberto Cingolani. Se ne era discusso già lo scorso dicembre in occasione della precedente visita di Zelensky a Roma, come aveva detto il ministro degli Esteri Andrii Sybiha. Il volume di questa coproduzione non è chiaro, ma i tempi di questa partnership industriale non dovrebbero essere lunghi.

I rispettivi ministeri della Difesa, in seguito a un incontro tra Guido Crosetto e Zelensky, però non forniscono dettagli. Si limitano a confermare in una nota congiunta che Roma e Kiev «stanno lavorando alla definizione di un quadro di partenariato strategico» che dovrebbe «rafforzare la cooperazione bilaterale» in «difesa aerea, sistemi senza pilota, munizioni e settore marittimo». Zelensky ne discute anche con il presidente Sergio Mattarella, che ringrazia «per la sua posizione incrollabile e di principio a sostegno dell’Ucraina e del nostro popolo». E tracciando le fila di questa giornata su X, il presidente ucraino chiude con un «Grazie all’Italia».

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