Claudia Conte laurea all’ateneo online, Miur conferma. Il suo documentario in onda in Rai due volte
di Giuliano FoschiniClaudia Conte
Nessuna laurea alla Luiss. Ma una presa in pochi mesi in una università telematica. E tanti dubbi sul curriculum tanto che persino la polizia non aveva mai provveduto a pagarle i lavori svolti alla scuola di formazione. Una ricostruzione che era già stata anticipata da Repubblica e che ora trova conferma nella risposta ufficiale del ministero dell’Università e della ricerca all’interrogazione del deputato di Avs Angelo Bonelli.
Il ministero mette in fila, nero su bianco, l’intero percorso universitario. “Abbiamo provveduto ad effettuare gli accertamenti richiesti dagli Interpellanti, acquisendo i dati necessari dall’Anagrafe nazionale degli studenti e dei laureati”, si legge nella risposta. Dai controlli emerge che Claudia Conte “si è immatricolata nell’anno accademico 2011/2012 presso la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali – Luiss Guido Carli per frequentare il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza”.
Alla Luiss, però, il percorso non si conclude.…
Nessuna laurea alla Luiss. Ma una presa in pochi mesi in una università telematica. E tanti dubbi sul curriculum tanto che persino la polizia non aveva mai provveduto a pagarle i lavori svolti alla scuola di formazione. Una ricostruzione che era già stata anticipata da Repubblica e che ora trova conferma nella risposta ufficiale del ministero dell’Università e della ricerca all’interrogazione del deputato di Avs Angelo Bonelli.
Il ministero mette in fila, nero su bianco, l’intero percorso universitario. “Abbiamo provveduto ad effettuare gli accertamenti richiesti dagli Interpellanti, acquisendo i dati necessari dall’Anagrafe nazionale degli studenti e dei laureati”, si legge nella risposta. Dai controlli emerge che Claudia Conte “si è immatricolata nell’anno accademico 2011/2012 presso la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali – Luiss Guido Carli per frequentare il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza”.
Alla Luiss, però, il percorso non si conclude. Il ministero precisa infatti che “ha sostenuto, negli anni accademici tra il 2011/2012 e il 2015/2016, diversi esami di profitto […] prima di effettuare la rinuncia agli studi presso la citata università il 5 aprile 2016”.
A quel punto avviene il passaggio decisivo. “Nell’anno accademico 2015/2016, Claudia Conte risulta essersi immatricolata presso l’Università telematica Pegaso”, dove “ha sostenuto […] i restanti esami di profitto e l’esame di laurea finale nell’anno 2017”. È lì, dunque, che “ha […] completato positivamente il proprio percorso di studi […] conseguendo il titolo di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza”.
Una sequenza che conferma il punto centrale: nessun titolo conseguito alla Luiss e laurea ottenuta successivamente in un ateneo telematico, dopo il trasferimento.
La risposta del ministero affronta poi anche il capitolo degli incarichi con la Scuola di perfezionamento per le Forze di Polizia. “La dottoressa Claudia Conte è stata invitata a partecipare a quattro iniziative formative”, con ruoli limitati: “a due […] ha partecipato in qualità di moderatrice, ad un’altra […] in qualità di autrice di un libro”.
Ma soprattutto chiarisce perché non sia mai stata pagata: “Le prestazioni in argomento non sono state liquidate a causa dell’incompletezza della documentazione richiesta all’interessata ai fini del pagamento”. Un passaggio che conferma come i dubbi sul curriculum abbiano avuto conseguenze concrete anche nei rapporti con il Viminale. Ma non, a credere a lei, in quello con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Che continua a rifugiarsi nella sua Irpinia dove nel weekend ha organizzato un trilaterale blindato sulla sicurezza con i colleghi francese e tedesco.
Anche Claudia Conte si è chiusa nel silenzio. È riapparsa solo in tv, precisamente su Rainews dove ieri, complice lo sciopero dei giornalisti, è stato mandato in onda – per bene due volte alle 5.30 e alle 15.30 – il documentario dal titolo "Benedetto Padre d’Europa”. Nel lavoro di approfondimento, datato 2024, la giornalista appare in video, in un’intervista in cui spiega la regola di San Benedetto, “ora et labora”.