Ci sarà anche Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura del governo Meloni, oggi capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Campania dopo qualche mese da corrispondente della Rai a Parigi, alla presentazione della proposta di legge sulla remigrazione, il 24 aprile a Napoli. Il luogo della presentazione verrà comunicato nei prossimi giorni ma comunque, accanto a Sangiuliano ci sarà Luca Marsella, presidente del comitato Remigrazione e Riconquista e già portavoce nazionale di CasaPound, più altri esponenti del medesimo ambiente. È il segnale che FdI si apre al nuovo cavallo di battaglia delle destre più radicali e che, al di là dell’invenzione della nuova parola, si traduce in “deportazione”?
Fino a ieri, la linea ufficiale di FdI sul tema era stato più che altro il silenzio. Un silenzio calcolato che a Milano — dove oggi si tiene la manifestazione con Salvini e i Patrioti e con in agenda anche questo argomento — si è tradotto nell’uscita dall'aula del Consiglio c…
Ci sarà anche Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura del governo Meloni, oggi capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Campania dopo qualche mese da corrispondente della Rai a Parigi, alla presentazione della proposta di legge sulla remigrazione, il 24 aprile a Napoli. Il luogo della presentazione verrà comunicato nei prossimi giorni ma comunque, accanto a Sangiuliano ci sarà Luca Marsella, presidente del comitato Remigrazione e Riconquista e già portavoce nazionale di CasaPound, più altri esponenti del medesimo ambiente. È il segnale che FdI si apre al nuovo cavallo di battaglia delle destre più radicali e che, al di là dell’invenzione della nuova parola, si traduce in “deportazione”?
Fino a ieri, la linea ufficiale di FdI sul tema era stato più che altro il silenzio. Un silenzio calcolato che a Milano — dove oggi si tiene la manifestazione con Salvini e i Patrioti e con in agenda anche questo argomento — si è tradotto nell’uscita dall'aula del Consiglio comunale quando due giorni fa si è votato un ordine del giorno contro l'iniziativa. Né un sì né un no: solo un vuoto che, però, in politica significa sempre qualcosa. Ora quel vuoto si riempie con un nome che pesa. Sangiuliano non è un esponente qualsiasi: è uno degli uomini che incarnano la lunga marcia della destra italiana dall’Msi alla stanza dei bottoni.
La remigrazione non è una politica di rimpatri ma, come ha scritto il vocabolario Treccani, un “eufemismo per ritorno forzato di persone immigrate nel loro paese d'origine”. Anche se hanno nel frattempo ottenuto la cittadinanza italiana. Un progetto fondato su criteri etnico-culturali che richiama perciò, senza troppi sotterfugi, logiche di deportazione di massa. I suoi teorici europei, a partire da Martin Sellner, già bannato da diversi paesi e schedato dai servizi tedeschi come estremista di destra, non fanno mistero degli obiettivi. Eppure, Sangiuliano perora la causa. E lo fa il giorno prima della Festa della Liberazione.
Non è la prima volta che la remigrazione, cavallo di battaglia anche di Roberto Vannacci, bussa alle porte delle istituzioni italiane. Lo scorso 30 gennaio, un gruppo di deputati di opposizione aveva occupato la sala stampa della Camera per bloccare una conferenza sulla remigrazione organizzata dal leghista Domenico Furgiuele, alla quale erano stati invitati proprio Marsella e Ivan Sogari, esponente del gruppo neonazista Veneto Fronte Skinheads. Quei deputati di opposizione, che avevano semplicemente impedito a figure dell'estrema destra neofascista di tenere una conferenza in Parlamento, furono sanzionati. I promotori dell'evento, no.