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Meloni: “L’instabilità è normalità”. Crosetto: “Unifil non ha più senso”

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Federalberghi

 (lapresse)

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La premier agli albergatori: il quadro cambia continuamente, con la tregua navi a Hormuz. Il ministro della Difesa: pronti in 25 giorni. E torna a lanciare l’allarme sul Libano
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ROMA – È in auto verso il salone delle Fontane dell’Eur dove è riunita l’assemblea nazionale di Federalberghi quando la storia cambia di nuovo. In risposta al blocco statunitense, l’Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz, che era stato aperto solo il giorno prima. Giorgia Meloni sale sul palco, prova a rassicurare la folta platea degli albergatori ma allo stesso tempo, quasi a sfogarsi, dichiara che «l’instabilità sta diventando la nostra normalità». Il giorno dopo la riunione in Francia con i partner europei alla ricerca di una difficile soluzione sulla guerra in Iran, la premier non può che osservare che «il quadro cambia continuamente».

A confermare quanto l’allerta sia alta in tutto il quadrante mediorientale, arrivano notizie preoccupanti dal Libano, con l’uccisione di un soldato francese. Anche il contingente italiano è finito sotto tiro nelle scorse settimane e infatti il ministro della Difesa Guido Crosetto, in un’intervista al Tg1, dopo aver osservato che «fa parte della tattica…

ROMA – È in auto verso il salone delle Fontane dell’Eur dove è riunita l’assemblea nazionale di Federalberghi quando la storia cambia di nuovo. In risposta al blocco statunitense, l’Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz, che era stato aperto solo il giorno prima. Giorgia Meloni sale sul palco, prova a rassicurare la folta platea degli albergatori ma allo stesso tempo, quasi a sfogarsi, dichiara che «l’instabilità sta diventando la nostra normalità». Il giorno dopo la riunione in Francia con i partner europei alla ricerca di una difficile soluzione sulla guerra in Iran, la premier non può che osservare che «il quadro cambia continuamente».

A confermare quanto l’allerta sia alta in tutto il quadrante mediorientale, arrivano notizie preoccupanti dal Libano, con l’uccisione di un soldato francese. Anche il contingente italiano è finito sotto tiro nelle scorse settimane e infatti il ministro della Difesa Guido Crosetto, in un’intervista al Tg1, dopo aver osservato che «fa parte della tattica di Hezbollah non consentire che la tregua si consolidi», avverte: «Nelle attuali condizioni» la missione Unifil «non ha più senso, l’ho anche scritto al segretario generale dell’Onu». In una lettera, anticipata da Repubblica, in cui sosteneva che le alternative sono cambiare le regole d’ingaggio o ritirare i contingenti.

Quanto alla missione in preparazione per mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz, Crosetto conferma l’impegno italiano: in 20-25 giorni i cacciamine «potrebbero essere presenti» in quelle acque nell’ambito di una missione internazionale. Parole che confermano l’impegno preso a Parigi da Meloni di fornire unità navali italiane in presenza di una tregua permanente e con il via libera del Parlamento.

Parlando agli albergatori preoccupati dalla crisi economica, la premier spiega così l’impegno del governo: «Affrontiamo la più difficile congiuntura degli ultimi anni, però dobbiamo farlo con la consapevolezza che possiamo dimostrare di che pasta siamo fatti, la nostra storia parla per noi. Nelle fasi più complicate, per paradosso spesso abbiamo dato il meglio di noi stessi». E garantisce che l’esecutivo è «al lavoro ogni minuto per stabilizzare il quadro in scenari che ormai si sono moltiplicati» e «per tornare a garantire la libertà di navigazione in un quadrante di estrema importanza per molti Paesi». La chiusura del corridoio marittimo rischia però di avere effetti immediati sui mercati e sui prezzi dell’energia, con ricadute dirette anche sull’economia europea. «Mi sono occupata personalmente di energia - assicura la premier - recandomi prima in Algeria, poi nei Paesi del Golfo, per garantire che non ci fossero contrazioni nell’approvvigionamento delle risorse energetiche fondamentali. La stessa cosa che farò in Azerbaijan tra un paio di settimane», afferma ufficializzando così questa nuova tappa. Di fronte ai ministri Gianmarco Mazzi, Adolfo Urso e Francesco Lollobrigida, la premier torna a dire che l’obiettivo del governo, per far fronte alla crisi energetica, è diversificare le fonti e conseguentemente rafforzare la sicurezza energetica del Paese.

Le opposizioni sollevano dubbi. Pur riconoscendo il vertice dei Volenterosi come «un fatto positivo», il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, sostiene che «prima di avventurarsi in missioni dal perimetro ancora incerto, il governo deve dire con chiarezza cosa intende fare per sostenere le imprese italiane che stanno pagando un prezzo altissimo». In vista del passaggio parlamentare il co-leader di Avs Angelo Bonelli chiede che la missione navale militare italiana sia «dotata di un chiaro mandato dell’Onu e inserita in un quadro di cessate il fuoco permanente» solo così «potrà avere il nostro consenso in Parlamento». Il leader di Azione Carlo Calenda già annuncia il suo sì a una missione «condotta e coordinata insieme ai partner europei».

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