Stefania Craxi, da capogruppo di Forza Italia in Senato, come legge il riposizionamento di Giorgia Meloni in politica estera?
«Non c’è stato alcun cambio di rotta. Il baricentro dell’azione del governo è sempre stato l’interesse nazionale che, soprattutto per Forza Italia, si tutela all’interno delle alleanze naturali del Paese».
Ma la premier adesso parla di una missione nello stretto di Hormuz anche senza Trump.
«In un contesto internazionale instabile, la forza di una media potenza come l’Italia risiede nella chiarezza delle scelte e nella capacità di costruire ponti portando anche un punto di vista originale, mai con fughe in avanti, che talvolta può anche non piacere a qualche partner, Trump compreso».
Più Europa e meno America dopo gli attacchi di Trump a M…
Stefania Craxi, da capogruppo di Forza Italia in Senato, come legge il riposizionamento di Giorgia Meloni in politica estera?
«Non c’è stato alcun cambio di rotta. Il baricentro dell’azione del governo è sempre stato l’interesse nazionale che, soprattutto per Forza Italia, si tutela all’interno delle alleanze naturali del Paese».
Ma la premier adesso parla di una missione nello stretto di Hormuz anche senza Trump.
«In un contesto internazionale instabile, la forza di una media potenza come l’Italia risiede nella chiarezza delle scelte e nella capacità di costruire ponti portando anche un punto di vista originale, mai con fughe in avanti, che talvolta può anche non piacere a qualche partner, Trump compreso».
Più Europa e meno America dopo gli attacchi di Trump a Meloni?
«Serve equilibrio. Non siamo eroi quando neghiamo Sigonella, così come non siamo servi quando diciamo che il rapporto euro-atlantico va coltivato e rafforzato. Lo stesso vale sul piano comunitario. Chiedere una Ue più politica e più efficace su industria, energia e sicurezza non significa mettere in discussione l’Europa. Così come non siamo i campioni dell’europeismo se promuoviamo e sosteniamo un’iniziativa necessaria nello Stretto di Hormuz».
Che ruolo deve avere il Parlamento?
«Centrale, e lo dico non solo da capogruppo. Ma ciò non toglie che i governi, anche per la velocità dei processi devono poter agire».
Quale atteggiamento vi aspettate dalle opposizioni?
«Anche sui dossier più delicati non abbiamo visto quello spirito di responsabilità che il momento avrebbe richiesto. In Aula, troppo spesso, si cercano pretesti per alimentare il caos più che per contribuire a soluzioni utili al Paese. Noi continuiamo a lavorare e sarebbe auspicabile che l’opposizione decidesse di fare altrettanto».
Secondo il Pd, prima di una missione dal perimetro incerto, il governo deve dire con chiarezza cosa intende fare per sostenere le imprese italiane.
«Questo è benaltrismo. Le missioni, quando prendono il via, hanno un mandato e un perimento ben definito. Basti pensare ad Aspides piuttosto che Atalanta. E sul nostro sostegno alle imprese parlano i dati. L’export italiano continua a crescere e l’Italia si conferma come quarto esportatore mondiale, nonostante la congiuntura che conosciamo».
In cosa deve consistere questa missione definita dal presidente francese Macron neutrale e internazionale?
«L’obiettivo condiviso è quello di garantire la libera e sicura navigazione di Hormuz a condizione che ci sia una piena riapertura dello Stretto e un cessate il fuoco duraturo, con un’azione comune di almeno 12 Paesi non belligeranti».
Nel giro di ventiquattro ore lo stretto di Hormuz è stato aperto e poi richiuso, come si deve agire per stabilizzare la situazione?
«Bisogna trovare un punto di caduta al caos mediorientale senza dimenticare il popolo iraniano. Non c’è altra soluzione. La tregua tra Israele e Libano, che speriamo regga ai diversi tentativi di sabotaggio, è un punto di partenza. Ma molto si gioca nel secondo giro di negoziati».
Matteo Salvini propone di sospendere le sanzioni sul gas alla Russia, che ne pensa?
«Non è un’urgenza sul tavolo. Deciderà il governo quando ci sarà o un’emergenza che riguarda il gas o quando le condizioni saranno diverse».