Mentre Leone XIV prosegue il suo lungo viaggio africano, facendo tappa nella città portuale angolana dalla quale nei secoli passati gli schiavi neri partirono in direzione degli Stati Uniti d’America, J.D. Vance prova ad archiviare gli attacchi dei giorni scorsi nei confronti del primo Papa americano della storia.
Toni concilianti
Il vicepresidente Usa ha preso spunto dal fatto che sabato Prevost ha ribadito che le sue parole in Africa non vanno lette come una risposta alle provocazioni di Trump («Non è affatto mio interesse»), per «ringraziare» il Papa: «Mentre la narrativa dei media alimenta costantemente i conflitti - e sì, disaccordi reali ci sono stati e ci saranno - la realtà è spesso molto più complicata», ha scritto Vance su X: «Papa Leone predica il Vangelo, come deve e inevitabilmente significa che offre le sue opinioni su questioni morali del momento. Il presidente e la sua intera amministrazione, lavorano per applicare questi principi morali in un mondo caotico. Lui sarà n…
Mentre Leone XIV prosegue il suo lungo viaggio africano, facendo tappa nella città portuale angolana dalla quale nei secoli passati gli schiavi neri partirono in direzione degli Stati Uniti d’America, J.D. Vance prova ad archiviare gli attacchi dei giorni scorsi nei confronti del primo Papa americano della storia.
Toni concilianti
Il vicepresidente Usa ha preso spunto dal fatto che sabato Prevost ha ribadito che le sue parole in Africa non vanno lette come una risposta alle provocazioni di Trump («Non è affatto mio interesse»), per «ringraziare» il Papa: «Mentre la narrativa dei media alimenta costantemente i conflitti - e sì, disaccordi reali ci sono stati e ci saranno - la realtà è spesso molto più complicata», ha scritto Vance su X: «Papa Leone predica il Vangelo, come deve e inevitabilmente significa che offre le sue opinioni su questioni morali del momento. Il presidente e la sua intera amministrazione, lavorano per applicare questi principi morali in un mondo caotico. Lui sarà nelle nostre preghiere – ha concluso il vice di Trump - e spero che noi saremo nelle sue».
Le distanze rimangono
I toni sono concilianti, le distanze rimangono, in particolare sulla dottrina cattolica della “guerra giusta” sulla quale Vance, nei giorni scorsi, ha consigliato al Papa, critico indefesso della guerra in Iran e Libano, «prudenza». Ma, come spiega a Repubblica lo storico del cristianesimo Daniele Menozzi, «l’articolazione della categoria di “‘guerra giusta”’ nell’attuale Catechismo è frutto di un millenario processo evolutivo, che, a dire di alcuni teologi, ne ha determinato una formulazione che ne rende praticamente impossibile la concreta applicazione alle odierne forme della guerra».
Libano, Medio Oriente, Ucraina
Al Regina Caeli che ha pronunciato ieri mattina a conclusione di una messa in Angola, ad ogni modo, papa Leone ha salutato la tregua annunciata in Libano come «un germoglio di sollievo per il popolo libanese e per il Levante», ed ha incoraggiato «coloro che si stanno adoperando per una soluzione diplomatica a proseguire i dialoghi di pace, per rendere permanente la cessazione delle ostilità in tutto il Medio Oriente». Leone ha altresì condannato «il recente intensificarsi degli attacchi contro l’Ucraina, che continuano a colpire anche i civili», rinnovando l’appello «perché tacciano le armi e si persegua la via del dialogo».
Il viaggio degli schiavi
Nel pomeriggio Leone è volato in elicottero da Luanda al santuario di Muxima, sulla costa al sud della capitale, dove nei secoli passati gli schiavi africani venivano prima battezzati dai colonizzatori e poi mandati Oltreatlantico. Lì oggi sorge un popolare santuario dove la Madonna è venerata con il nome di Madre del Cuore (“Mama Muxima”) e dove Prevost, che ha sangue creolo tra gli antenati, ha ricordato i tanti che qui «hanno pregato, in momenti gioiosi e anche in circostanze tristi e molto dolorose della storia di questo Paese». Alla fine del rosario, Leone ha esclamato: «È l’amore che deve trionfare, non la guerra!».