Premio per i rimpatri, Costa: “Intervenire sulla norma dopo un confronto con avvocati e magistrati”
di Conchita SanninoEnrico Costa
(ansa)L’onda clamorosa delle proteste viene anestetizzata sotto la categoria delle «osservazioni». Ma Enrico Costa comunque non nasconde la realtà: «Non si può non tener conto delle osservazioni arrivate dai vari ambiti in queste ore, è evidente. Quindi come Forza Italia interverremo». Da soli sei giorni capogruppo FI alla Camera (è il nuovo corso, aperto su input di Marina Berlusconi), Costa la prende alla larga, ma ammette che quel dissenso sulla norma degli incentivi agli avvocati che faranno rimpatriare i loro assistiti, indurrà ad «ascoltare tutti, intorno a un tavolo». Insomma, a fare marcia indietro.
Presidente Enrico Costa, non bastavano le norme «liberticide». Con gli incentivi agli avvocati siete riusciti a coalizzare contro la destra tutti i magistrati e gli avvocati?
«Se si parla del “fermo preventivo”, la misura garantisce ai cittadini di esercitare il diritto a manifestare senza essere affiancati dai violenti in grado di strumentalizzare la piazza. La libertà si esprime solo s…
L’onda clamorosa delle proteste viene anestetizzata sotto la categoria delle «osservazioni». Ma Enrico Costa comunque non nasconde la realtà: «Non si può non tener conto delle osservazioni arrivate dai vari ambiti in queste ore, è evidente. Quindi come Forza Italia interverremo». Da soli sei giorni capogruppo FI alla Camera (è il nuovo corso, aperto su input di Marina Berlusconi), Costa la prende alla larga, ma ammette che quel dissenso sulla norma degli incentivi agli avvocati che faranno rimpatriare i loro assistiti, indurrà ad «ascoltare tutti, intorno a un tavolo». Insomma, a fare marcia indietro.
Presidente Enrico Costa, non bastavano le norme «liberticide». Con gli incentivi agli avvocati siete riusciti a coalizzare contro la destra tutti i magistrati e gli avvocati?
«Se si parla del “fermo preventivo”, la misura garantisce ai cittadini di esercitare il diritto a manifestare senza essere affiancati dai violenti in grado di strumentalizzare la piazza. La libertà si esprime solo se è garantita la sicurezza di tutti...».
Ma lei sa che ora l’attenzione dell’opinione pubblica, e degli uffici del Quirinale, è tutta sul premio ai legali in funzione “remigrazione”.
«Su quella norma, penso sia essenziale soffermarsi sul ruolo del Consiglio nazionale forense e sulla funzione svolta dall’avvocato nell’esercizio del diritto di difesa».
Difatti il Cnf, così come le Camere Penali e l’Aiga, hanno detto no. Insieme alla giunta dell’Anm.
«E noi come Forza Italia riteniamo fondamentale affermare senza ambiguità l’attività del difensore per assicurare al cittadino l’effettività della tutela dei diritti e delle garanzie costituzionali».
FI rivendica il profilo garantista. Come si sposa con questa norma?
«Certo, siamo garantisti e liberali. Siamo perché il diritto di difesa sia effettivo, come dice la Costituzione, e mi fa piacere che a sinistra riscoprano l’articolo 24 della Carta. Ma siamo anche per l’immigrazione governata, rispettosa delle leggi, perciò contrastiamo quella irregolare e clandestina».
Ma uno Stato liberale non tutela i diritti delle persone migranti?
«Infatti è fondamentale mettere tutti in condizione di far valere le proprie ragioni, soprattutto i più deboli. E garantire alla difesa il massimo dell’indipendenza».
Quindi eliminerete la norma, ma come? Entro 4 giorni dovrete approvare il decreto alla Camera.
«Il dl sicurezza è in scadenza, vero, e va approvato. Ma questa norma non entrerà in vigore senza regole attuative. Pertanto, come FI, presenteremo subito un ordine del giorno che potrà essere il viatico per l’ascolto delle parti in causa, e per un intervento normativo all’esito del confronto».
Ci saranno avvocati e magistrati al tavolo che lei immagina?
«Sì, mi riferisco a tutte le parti, sarà un percorso condiviso».
Dopo questo grave pasticcio, si può dire che a destra c’è un serio problema di classe dirigente?
«Ma un emendamento che fa discutere non intacca la qualità dell’ottima classe dirigente del centrodestra. Anzi, il dibattito libero e franco, dimostra che c’è apertura e volontà di confronto».