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Premio per i rimpatri, Serracchiani: “La destra ha perso ogni freno, l’obiettivo è la remigrazione”

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Intervista alla responsabile Giustizia del Pd sull’emendamento della maggioranza introdotto nel dl sicurezza
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"Non hanno perso solo i freni inibitori, ma anche lucidità politica". È perentoria Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd. Nessuno sconto alla maggioranza dopo quell'emendamento preso di mira da opposizioni, e contestato duramente da avvocati e magistrati, che introduce incentivi in denaro ai legali per favorire i rimpatri dei loro assistiti.

Voluta dalla Lega, difesa oggi dai meloniani che tengono il punto, mentre Forza Italia si smarca e già pensa a come cambiarla - come ha raccontato il neo-capogruppo di FI Enrico Costa, nell'intervista a Repubblica - la norma è inserita nel Dl Sicurezza, il decreto legge che dopo il primo sì di venerdì scorso in Senato, approda domani nell'aula della Camera dov'è atteso il via libera sul filo della scadenza dei termini per la conversione. Ma pesano non poco i dubbi sull'incostituzionalità della misura: un rompicapo su cui si concentrano anche gli uffici legislativi del Quirinale.

Escluso che vi siano i tempi per una modific…

"Non hanno perso solo i freni inibitori, ma anche lucidità politica". È perentoria Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd. Nessuno sconto alla maggioranza dopo quell'emendamento preso di mira da opposizioni, e contestato duramente da avvocati e magistrati, che introduce incentivi in denaro ai legali per favorire i rimpatri dei loro assistiti.

Voluta dalla Lega, difesa oggi dai meloniani che tengono il punto, mentre Forza Italia si smarca e già pensa a come cambiarla - come ha raccontato il neo-capogruppo di FI Enrico Costa, nell'intervista a Repubblica - la norma è inserita nel Dl Sicurezza, il decreto legge che dopo il primo sì di venerdì scorso in Senato, approda domani nell'aula della Camera dov'è atteso il via libera sul filo della scadenza dei termini per la conversione. Ma pesano non poco i dubbi sull'incostituzionalità della misura: un rompicapo su cui si concentrano anche gli uffici legislativi del Quirinale.

Escluso che vi siano i tempi per una modifica e il successivo, doppio passaggio al Senato, il testo supererà completamente il vaglio del Colle? O il presidente, dopo una prevedibile moral suasion, promulgherà la legge con un "messaggio di accompagnamento" che ammonisce sul superamento di quei profili? Sono i dubbi che spaccano la maggioranza e alimentano il clima incandescente con cui si apre la settimana politica.

Deputata Serracchiani, lei parla di una destra che appare poco lucida, perché?

"Introdurre una misura per pagare gli avvocati, legando gli incentivi a un preciso esito della loro funzione, cioè spingere al rimpatrio volontari i loro assistiti, è fuori dal diritto, ma anche della logica: un intervento di cui non hanno calcolato le conseguenze. Il tema è che questa norma gli è esplosa nel Paese, non nel Parlamento: visto che a insorgere, e non poteva essere diversamente, sono stati anche avvocati e magistrati. A partire dallo stesso Consiglio nazionale forense che viene chiamato direttamente in causa dalla norma, senza che il Cnf fosse stato avvertito, come ha ribadito il presidente Greco. E poi penalisti e civilisti italiani, i giovani avvocati dell'Aiga, l'Organismo congressuale forense e naturalmente la giunta dell'Associazione nazionale magistrati, quindi tutte le componenti delle toghe".

Il decreto Sicurezza era già contestato per le norme che aggraveranno la situazione carceraria, dal "fermo preventivo" alla cancellazione della "lieve entità" negli stupefacenti. Perché, secondo lei, indebolirlo anche con il compenso pro-rimpatri agli avvocati?

"Perché c'è un disegno ormai scoperto: spingere a ogni costo sul versante remigrazione. Con una destra che ha l'esigenza di forzare, di metterlo in vetrina, per così dire..."

È una concessione alla componente più estrema di Lega e Fratelli che rischia di farsi attrarre dalle sirene di Vannacci?

"E' una dinamica che incide. Nel timore di essere sorpassati a destra da Vannacci e per occhieggiare ai patrioti salviniani, che tra l'altro scendevano in piazza proprio sabato , subito dopo la prima approvazione in Senato, questa destra ha prodotto una delle norme più aberranti dal punto di vista giuridico che si siano mai viste nel nostro ordinamento. Eppure si persegue l'obiettivo con una doppia pressione, che ha due facce".

A cosa si riferisce?

"Non dimentichiamo che non c'è solo il premio per favorire i rimpatri. Ma anche la norma che cancella il patrocinio a spese dello Stato nel caso in cui i migranti facciano ricorso contro l'espulsione. E in quest'ultimo caso siamo nettamente contro le direttive europee. Il governo dovrà tenerne conto"

C'è una corsa al consenso e un'ansia di recupero che ha a che vedere con la disfatta referendaria?

"Sembrerebbe di sì. La maggioranza dopo il referendum assomiglia alle falene che accecate dalla luce sbattono da una parte all’altra. Il decreto Sicurezza era già ricco di norme di dubbia legittimità costituzionale ma le norme sul patrocinio a spese dello Stato e sul premio per il “patrocinio infedele” sono manifestamente incostituzionali".

Eppure i senatori Malan, Balboni, Lisei, i vertici di Fdi al Senato, e anche la Lega sono convinti di poter tirare dritto. In fondo, obiettano, "la norma non toglie e non aggiunge. Servirebbe solo a coprire le spese stragiudiziali a carico dell'assistito. E non sarà comunque applicabile, una volta che passerà la legge". Insomma: "è un grande equivoco strumentalizzato dalla sinistra".

"Ma Fdi li ha letti i durissimi comunicati del Consiglio nazionale forense, delle Camere penali e delle Camere civili? Hanno agito alle spalle dell’avvocatura italiana che chiede ora compattamente di cancellarla. Il tentativo di FdI di difendere l’indifendibile è grottesco".

Come se ne esce?

"È un problema della maggioranza e se ne esce solo cancellando questo obbrobrio giuridico e rimandando il ddl al Senato".

Ipotesi non contemplata: scadrebbero i tempi per la conversione

"Se scadranno i termini tanto meglio per gli italiani. Perché questo ennesimo decreto sicurezza fa molti seri danni e non risolve nulla".

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