Sembrava una delle sue solite filippiche contro gli ucraini e i loro «alleati europei», ma si è trasformata in uno dei più virulenti attacchi contro la premier. Parlando un italiano un po’ forzato, Vladimir Solovyev, il “propagandista-in-capo” russo, ha ricoperto Giorgia Meloni di insulti. «Gravissime e offensive dichiarazioni», le ha definite il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani convocando l’ambasciatore russo Aleksej Paramonov. Mentre la presidente del Consiglio non si è lasciata scomporre: «Per sua natura, un solerte propagandista di regime non può impartire lezioni né di coerenza né di libertà. Non prendiamo ordini: queste caricature non ci faranno cambiare strada».
L’attacco è arrivato il 16 aprile scorso. Il presentatore parlava dell’esercito ucraino, un «esercito di vigliacchi ed infanticidi». «Basta avere pietà nei loro confronti. E bisogna annientare anche i loro alleati in Occidente. L’Europa è entrata direttamente nella guerra contro di noi», ha detto prima di l…
Sembrava una delle sue solite filippiche contro gli ucraini e i loro «alleati europei», ma si è trasformata in uno dei più virulenti attacchi contro la premier. Parlando un italiano un po’ forzato, Vladimir Solovyev, il “propagandista-in-capo” russo, ha ricoperto Giorgia Meloni di insulti. «Gravissime e offensive dichiarazioni», le ha definite il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani convocando l’ambasciatore russo Aleksej Paramonov. Mentre la presidente del Consiglio non si è lasciata scomporre: «Per sua natura, un solerte propagandista di regime non può impartire lezioni né di coerenza né di libertà. Non prendiamo ordini: queste caricature non ci faranno cambiare strada».
L’attacco è arrivato il 16 aprile scorso. Il presentatore parlava dell’esercito ucraino, un «esercito di vigliacchi ed infanticidi». «Basta avere pietà nei loro confronti. E bisogna annientare anche i loro alleati in Occidente. L’Europa è entrata direttamente nella guerra contro di noi», ha detto prima di lanciarsi in una serie di offese in italiano contro quella che ha chiamato “Giorgia PuttaMeloni”: «Vergogna della razza umana. Bestia umana. Idiota patentata. Che brutta donnuccia. Cattiva». Poi tornando alla sua lingua madre ha accusato «questa carogna fascista» di aver «tradito i suoi elettori» perché «si era candidata con slogan del tutto diversi». «“Tradimento” è il suo secondo nome. Ha tradito anche Trump a cui aveva giurato la fedeltà», ha concluso.
Dal 2015 conduttore del programma Serata con Vladimir Solovyev su Rossija 1, l’ammiraglia della tv russa, nel marzo 2020 il noto propagandista ha lanciato anche il canale YouTube Solovyev Live che, dopo essere stato bloccato sulla piattaforma video, dal 7 aprile 2022, va in onda sulla tv russa sulle frequenze precedentemente di proprietà di Euronews. Piattaforme che usa per diffondere la propaganda e disinformazione di Mosca. Un anno fa aveva indirizzato più o meno gli stessi epiteti rivolti a Meloni contro l’europarlamentare Pina Picierno che aveva fermato la sua partecipazione a un programma su Rai3.
Non è la prima volta che le autorità italiane vengono prese di mira da Mosca. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato più volte attaccato dalla portavoce della diplomazia russa Maria Zakahrova ed è stato persino inserito in una “lista di leader occidentali russofobi” pubblicata sul sito del ministero degli Esteri moscovita, mentre nel novembre 2023 Meloni stessa era rimasta vittima del duo russo specializzato in burle telefoniche Vovan e Lexus, al secolo Vladimir Kuznetsov e Aleksej Stoljarov.
Dinanzi al violento attacco di ieri, la reazione dell’Italia è stata immediata. Mattarella ha fatto pervenire alla premier un messaggio di solidarietà nel quale ha espresso indignazione per le volgari parole del conduttore russo. Convocando l’ambasciatore russo, il ministro Tajani le ha dichiarato «tutta la sua solidarietà e vicinanza». Guido Crosetto, ministro della Difesa, ha detto di ritenere «doveroso» che l’ambasciata russa in Italia «prenda le distanze da parole e toni». Solidarietà alla premier è stata espressa anche dai leader di Pd e 5S Elly Schlein («Siamo offesi da accuse sessiste») e Giuseppe Conte («Sono frasi inqualificabili»).
«Hanno preso una cantonata, convocandomi al Ministero degli Affari Esteri italiano» ha commentato l’ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov sui social: «Meloni è un capo di governo legittimo e nessun rappresentante delle autorità russe ha mai espresso giudizi offensivi nei confronti suoi o dell'Italia», ha detto, aggiungendo che «a nessuna persona ragionevole verrebbe mai in mente d'interpretare valutazioni personali di chicchessia come dichiarazioni ufficiali del governo di uno Stato».