I rimpatri volontari assistiti sono un vecchio pallino di Matteo Piantedosi: un modo alternativo per rimandare a casa i migranti irregolari che l’Italia non vuole bypassando i mille ostacoli ai desiderata del governo posti dalle decisioni dei giudici e facendo leva sul piccolo contributo in denaro per avviare nei Paesi d’origine una attività economica.
E i soli 675 rimpatri volontari che l’Italia è riuscita a portare a compimento nel 2025, ultimo tra i Paesi europei, sono stati la molla che ha fatto scattare nel ministro dell’Interno la “strategia” che poi ha dato vita all’emendamento sull’incentivo agli avvocati che ha scatenato il putiferio, tra le proteste delle opposizioni, l’indignazione della magistratura e della stessa avvocatura e soprattutto i rilievi del Quirinale.
I rimpatri volontari assistiti sono un vecchio pallino di Matteo Piantedosi: un modo alternativo per rimandare a casa i migranti irregolari che l’Italia non vuole bypassando i mille ostacoli ai desiderata del governo posti dalle decisioni dei giudici e facendo leva sul piccolo contributo in denaro per avviare nei Paesi d’origine una attività economica.
E i soli 675 rimpatri volontari che l’Italia è riuscita a portare a compimento nel 2025, ultimo tra i Paesi europei, sono stati la molla che ha fatto scattare nel ministro dell’Interno la “strategia” che poi ha dato vita all’emendamento sull’incentivo agli avvocati che ha scatenato il putiferio, tra le proteste delle opposizioni, l’indignazione della magistratura e della stessa avvocatura e soprattutto i rilievi del Quirinale.
Come funzionano i rimpatri volontari
Il rimpatrio volontario assistito, lo ha detto ieri lo stesso ministro dell’Interno, non è certo un’invenzione di Piantedosi. È un programma, presente da anni, approvato dalle agenzie dell’Onu e portato avanti da personale dell’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni) con progetti specifici, in collaborazione con l’Unione europea e diversi Paesi tra cui l’Italia. Progetti che però, ovviamente, non prevedono alcun incentivo economico per chi favorisce il rientro nei paesi d’origine dei migranti interessati, men che meno se si tratta di avvocati.
Chi aderisce ad un rimpatrio volontario ha assicurato i biglietti di rientro nel Paese d’origine con assistenza alla partenza, un supporto economico e la formazione lavorativa per l’avvio di un’attività.
L’Italia è il Paese Ue che rimpatria di meno
I numeri sono significativi per spiegare il perché della “trovata” del governo Meloni. Nel 2025, come dicevamo, l’Italia ha portato a termine 675 rimpatri volontari assistiti, a fronte di 6.097 rimpatri forzati,in aumento da quando si è insediato il governo Meloni.Nello stesso anno, da Libia e Tunisia il personale dell’Oim ha portato a termine ben 80.000 rimpatri volontari. E questo perché è proprio in quei territori che l’alternativa del ritorno a casa, in sicurezza e con un aiuto economico, riesce a trovare adesioni significative tra i milioni di migranti da anni bloccati in un limbo di sofferenze e violenze senza riuscire a tentare la traversata in Europa.
Molto più difficile,naturalmente, è convincere a tornare a casa chi, seppure da irregolare è già in Europa. E comunque, tra i tanti Paesi europei che si servono di questo strumento,l’Italia resta il fanalino di coda. Il confronto lo ha reso noto lo stesso Piantedosi: la Germania 16.000, la Svezia oltre 9.000, il Belgio più di 3.000 e la Spagna oltre 2.000.In nessun caso però sono previsti incentivi per chi spinge i migranti verso il ritorno a casa.
Le modalità di adesione
Dovrebbero essere volontariamente gli stessi migranti interessati a farne richiesta. Basta rivolgersi a un qualsiasi sportello per l’immigrazione, alle associazioni,ai centri di accoglienza, a un qualsiasi operatore sociale o ad un legale. Il programma, che prevede l’incentivo sotto forma di aiuto economico al migrante per avviare l’attività, è rivolto a migranti senza permesso di soggiorno e a chi si è vista respingere la richiesta di asilo. Non possono accedere, di norma, persone con precedenti penali o considerate pericolose.Proprio quelle che il governo Meloni vuole con ogni mezzo rispedire a casa.