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Barelli diventa sottosegretario, resta il nodo Consob-Antitrust

(ansa)

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Cinque i nominati oltre al forzista. Giorgetti si sbilancia: “Fiducia in Freni, fare presto”. Ma gli azzurri alzano la posta
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Nominati i cinque nuovi sottosegretari adesso ci sono altre due caselle da riempire, ben più pesanti, legate a doppio filo tra loro. «Non si può scambiare il presidente di un’importante authority con un sottosegretario. Casomai il presidente della Consob si scambia con quello dell’Antitrust»: un esponente forzista di rango ieri pomeriggio sintetizza così la partita in corso dentro il governo e dentro la maggioranza, che non si è certo conclusa con il giuramento dei membri del sottogoverno dopo il Consiglio dei ministri.

Ecco perché l’ex capogruppo di Forza Italia alla Camera, Paolo Barelli, è il nuovo sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento ma la sua nomina non è bastata per far ricevere a Federico Freni, voluto dalla Lega, il via libera azzurro alla presidenza della Consob. Mentre Alberto Balboni è stato designato alla Giustizia. L’attuale presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, che ha iniziato a fare politica con il Movimento sociale italiano, prende cos…

Nominati i cinque nuovi sottosegretari adesso ci sono altre due caselle da riempire, ben più pesanti, legate a doppio filo tra loro. «Non si può scambiare il presidente di un’importante authority con un sottosegretario. Casomai il presidente della Consob si scambia con quello dell’Antitrust»: un esponente forzista di rango ieri pomeriggio sintetizza così la partita in corso dentro il governo e dentro la maggioranza, che non si è certo conclusa con il giuramento dei membri del sottogoverno dopo il Consiglio dei ministri.

Ecco perché l’ex capogruppo di Forza Italia alla Camera, Paolo Barelli, è il nuovo sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento ma la sua nomina non è bastata per far ricevere a Federico Freni, voluto dalla Lega, il via libera azzurro alla presidenza della Consob. Mentre Alberto Balboni è stato designato alla Giustizia. L’attuale presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, che ha iniziato a fare politica con il Movimento sociale italiano, prende così il posto del dimissionario Andrea Delmastro. La premier ha scelto dunque un suo fedelissimo da collocare lì dove Fratelli d’Italia aveva lasciato un posto scoperto. Un posto strategico in un ministero finito più volte nella bufera.

Giampiero Cannella, attuale vicesindaco di Palermo, con un passato in Alleanza nazionale e uomo vicino a Ignazio La Russa, va a occupare la casella alla Cultura rimasta libera dopo la promozione a ministro del Turismo di Gianmarco Mazzi. Anche in questo caso la nomina è nel segno di una continuità segnata dal rapporto con il presidente del Senato. Per il Mimit è stata scelta la senatrice Mara Bizzotto, in quota Lega, che succede al collega leghista Massimo Bitonci, recentemente nominato assessore della regione Veneto. Infine Massimo Dell’Utri di Noi Moderati, avvocato di Caltanissetta vicino a Saverio Romano, è il nuovo sottosegretario al ministero degli Esteri.

Le cinque new entry hanno giurato nelle mani della premier nella Sala dei Galeoni. Tra i presenti anche il vicepremier e segretario di FI, Antonio Tajani, che ha poi pubblicato via social uno scatto della cerimonia scrivendo che «l’azione del governo prosegue più forte che mai». Assente a palazzo Chigi invece l’altro vice Matteo Salvini impegnato a Firenze: «Evidentemente non posso essere in Cdm. Ci sono le nomine dei sottosegretari che sono condivise, quindi le possono fare anche senza me».

Discorso diverso invece per la Consob. Da settimane la Lega spinge affinché venga indicato come presidente il leghista Federico Freni, attualmente sottosegretario al ministero dell’Economia. Ma il Carroccio trova il muro di Forza Italia che alza il prezzo. Per la prima volta il titolare del Mef, Giancarlo Giorgetti, lega il destino dell’authority che vigila sulla Borsa a quello del Garante per la concorrenza e il mercato, che «scade il 4 maggio». Dunque le due questioni vanno risolte a «brevissimo» e «insieme».

Il partito di Antonio Tajani continua a bocciare Freni, che invece Giorgetti definisce «bravissimo». Di certo gli azzurri puntano a una delle due poltrone. E c’è anche chi ipotizza che per Freni si possano aprire le porte dell’Agcm e non quelle della Consob. Anche perché, per l’authority che vigila sulla Borsa, resterebbe in pista l’attuale commissario Federico Cornelli, su cui Forza Italia invece non avrebbe nulla da ridire.

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