25 aprile, Mattarella: “Il prevalere della legge del più forte crea barbarie in vita internazionale”
di Concetto Vecchio«Libertà e pace non sono elementi e dati acquisiti una volta per tutte. Sono beni resi fragili dalla dissennatezza e che richiedono consapevolezza e impegno. Un patrimonio che deve essere custodito, fatto vivere, trasmesso alle nuove generazioni». È un 25 aprile che cade dentro un contesto mondiale drammatico. Guerre. Leader autoritari. Democrazie in pericolo. Sprezzo del diritto internazionale. Sergio Mattarella lo sottolinea parlando ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’Arma riuniti al Quirinale. I valori della Resistenza hanno nutrito la nostra Repubblica. Quel giacimento civile e morale è minacciato in molti paesi. È perciò richiesto un supplemento di vigilanza civica. «Il prevalere della legge imposta da chi si ritenga provvisoriamente più forte è destinato, infatti, a seminare lutti e distruzioni, aprendo a una condizione di conflitti permanenti, di barbarie nella vita internazionale». È quel che vediamo con Trump e Putin. «Siete testimoni - dice perciò ai …
«Libertà e pace non sono elementi e dati acquisiti una volta per tutte. Sono beni resi fragili dalla dissennatezza e che richiedono consapevolezza e impegno. Un patrimonio che deve essere custodito, fatto vivere, trasmesso alle nuove generazioni». È un 25 aprile che cade dentro un contesto mondiale drammatico. Guerre. Leader autoritari. Democrazie in pericolo. Sprezzo del diritto internazionale. Sergio Mattarella lo sottolinea parlando ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’Arma riuniti al Quirinale. I valori della Resistenza hanno nutrito la nostra Repubblica. Quel giacimento civile e morale è minacciato in molti paesi. È perciò richiesto un supplemento di vigilanza civica. «Il prevalere della legge imposta da chi si ritenga provvisoriamente più forte è destinato, infatti, a seminare lutti e distruzioni, aprendo a una condizione di conflitti permanenti, di barbarie nella vita internazionale». È quel che vediamo con Trump e Putin. «Siete testimoni - dice perciò ai suoi ospiti - di una storia che non è materia per archivi ma perennemente vivente».
Mattarella domani sarà a San Severino Marche. Quattro anni fa alla città venne conferita, su richiesta del capo dello Stato, la medaglia d’oro al merito civile per la sua lotta al nazifascismo. Cerimonia al teatro Feronia. Con testi letti da Neri Marcoré. Musiche di Daniele Di Bonaventura. Due artisti marchigiani. I discorsi del presidente in occasione del 25 aprile conquistano sempre le prime pagine. Tre anni fa, a Cuneo, pronunciò il famoso «ora e sempre resistenza». «San Severino Marche- spiega - ha offerto un contributo significativo alla lotta di Liberazione, pagando un prezzo alto in termini di sofferenze e sacrifici. Come molte realtà del nostro Paese rappresenta un luogo simbolico della Resistenza, chiamata quest’anno - ottantesimo anniversario della scelta repubblicana effettuata dalle italiane e dagli italiani - a rinnovarne il messaggio, a farne un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale».
Ecco, il 25 aprile per la destra spesso è un giorno vissuto con fastidio. Ricorda Mattarella: «La lotta di liberazione è una delle pagine fondanti della storia repubblicana. Essa segna il riscatto morale e civile di un popolo che, nella Resistenza, espresse la forza e la capacità di affermare i valori di libertà, giustizia, pace, democrazia. Questi valori, scolpiti nella nostra Costituzione, non sono soltanto il frutto di una stagione storica: costituiscono il fondamento dei valori della nostra convivenza civile e della presenza dell’Italia nel contesto internazionale. Una condizione ottenuta a caro prezzo, che ci richiama rigorosamente, ogni giorno, alla responsabilità di difenderla e rinnovarla». La lotta di Liberazione - ricorda agli smemorati - «è stata decisiva per il destino dell’Italia», «una «delle pagine fondanti della storia repubblicana». L’oppressione fu «nazifascista», e non solo «nazista», come tendono a dire i sovranisti. Ci sono uomini e donne «che hanno lottato, sofferto, sacrificato la propria vita per restituire alla patria onore e libertà».
Perciò quest’anno la ricorrenza assume un significato più largo. «In molte, troppe parti del mondo, uomini, donne, bambini vivono contesti di guerra, spesso sotto il gioco di regimi autoritari, privati dei diritti fondamentali, della libertà di espressione, della possibilità di scegliere il proprio destino. Sono scenari scandalosi, in cui la dignità umana viene calpestata, in cui la violenza di guerre ingiustificabili colpisce indiscriminatamente le popolazioni civili, in cui il diritto internazionale viene apertamente violato e il diritto umanitario disatteso. Le sofferenze di questi popoli colpiscono profondamente e ci ricordano quanto sia prezioso quel che abbiamo conquistato».