Arriva la solidarietà dei riformisti Pd ai radicali italiani con bandiere ucraine aggrediti e allontanati dal corteo del 25 aprile di Roma.
"Un comportamento intollerante e fascista, tanto più grave nel giorno della Liberazione dal fascismo”, recita una nota dell’area dem riformista. “Non sentire la causa dell'Ucraina – continuano – come una grande battaglia di liberazione dalla dittatura restituisce la cecità, per fortuna soltanto di frange minoritarie e violente che non sporcheranno il 25 aprile. Resta la macchia della vergogna per gli aggressori che si nascondono sotto le bandiere di una causa che dovrebbe unirci tutti, quella della lotta contro la tirannia e per la libertà dei popoli".
"Un comportamento indegno, intollerante e figlio di una cultura fascista dura a morire. Giù le mani dal 25 aprile, giù le mani dalla democrazia", ribadisce su X la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno.
Arriva la solidarietà dei riformisti Pd ai radicali italiani con bandiere ucraine aggrediti e allontanati dal corteo del 25 aprile di Roma.
"Un comportamento intollerante e fascista, tanto più grave nel giorno della Liberazione dal fascismo”, recita una nota dell’area dem riformista. “Non sentire la causa dell'Ucraina – continuano – come una grande battaglia di liberazione dalla dittatura restituisce la cecità, per fortuna soltanto di frange minoritarie e violente che non sporcheranno il 25 aprile. Resta la macchia della vergogna per gli aggressori che si nascondono sotto le bandiere di una causa che dovrebbe unirci tutti, quella della lotta contro la tirannia e per la libertà dei popoli".
"Un comportamento indegno, intollerante e figlio di una cultura fascista dura a morire. Giù le mani dal 25 aprile, giù le mani dalla democrazia", ribadisce su X la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno.
"Oggi, durante la nostra partecipazione alla manifestazione del 25 aprile a Roma, siamo stati aggrediti da fascisti con le bandiere rosse: ci hanno picchiati e ci hanno spruzzato addosso spray al peperoncino". Questa la ricostruzione di Filippo Blengino e Patrizia De Grazia segretario e tesoriera di Radicali italiani che denunciano il soccorso in ambulanza del presidente Matteo Hallissey.
"Insieme a militanti Radicali e a Ivan Grieco, siamo stati poi allontanati dal corteo solo perché avevamo con noi bandiere ucraine e di altri popoli oppressi (palestinesi, ndr). Un gesto vergognoso contro chi, da sempre, partecipa alle lotte antifasciste. Esigiamo una netta presa di distanza da parte dell'Anpi: il diritto di manifestare alla Festa della Liberazione appartiene a tutti. Questa vergogna non ha precedenti. Il fascismo è qui", continuano i radicali.
“Siamo stati aggrediti brutalmente al corteo del 25 aprile da militanti di Cambiare Rotta", conferma Hallissey.
Vicinanza agli aggrediti e condanna per il gesto sono giunte da gran parte del mondo politico italiano. Dal leader di Azione Carlo Calenda che parla di “fascisti rossi”, al senatore di Italia viva Ivan Scalfarotto che sottolinea come “che certe persone non hanno capito nulla del senso profondo del 25 aprile”. “Incredibile che i simboli del popolo che oggi resiste in Europa contro un invasore fascista vengano banditi con la forza dalle celebrazioni della Resistenza italiana”, dichiara il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova.
Anche una delegazione di più Europa è stata oggetto di un’aggressione. Lo denuncia la vicesegretaria Antonella Soldo. Il gruppo era arrivato in piazza con uno striscione che recitava "No Kings No Zar" e le bandiere di Europa, Ucraina, Iran, Palestina, Venezuela, Rojava.