Ecco cosa prevede il dl sicurezza approvato.
Immigrazione. Legali, consulenti e associazioni incentivi per agevolare i rimpatri
La norma sui rimpatri stava per far saltare l’intero decreto Sicurezza, per profili di incostituzionalità. Contrastata dalle opposizioni, dagli avvocati e dai magistrati, prevedeva un contributo di 615 euro, pagato dallo Stato, all’avvocato che segue la pratica di rimpatrio volontario assistito di un migrante e purché il cliente torni a casa. Sabato scorso il Consiglio nazionale forense si è dissociato. La norma è poi finita sotto la lente del Colle ed è stata corretta da un nuovo decreto ad hoc, in cui è stato cancellato totalmente il doppio riferimento al Consiglio nazionale forense, massimo organismo di rappresentanza dei legali che avrebbe dovuto accordarsi con il legislatore ed essere il tramite per l’erogazione dei compensi. All’avvocato, attraverso un decreto attuativo, si aggiungeranno altre figure professionali, tra cui consulenti o associazioni. In…
Ecco cosa prevede il dl sicurezza approvato.
Immigrazione. Legali, consulenti e associazioni incentivi per agevolare i rimpatri
La norma sui rimpatri stava per far saltare l’intero decreto Sicurezza, per profili di incostituzionalità. Contrastata dalle opposizioni, dagli avvocati e dai magistrati, prevedeva un contributo di 615 euro, pagato dallo Stato, all’avvocato che segue la pratica di rimpatrio volontario assistito di un migrante e purché il cliente torni a casa. Sabato scorso il Consiglio nazionale forense si è dissociato. La norma è poi finita sotto la lente del Colle ed è stata corretta da un nuovo decreto ad hoc, in cui è stato cancellato totalmente il doppio riferimento al Consiglio nazionale forense, massimo organismo di rappresentanza dei legali che avrebbe dovuto accordarsi con il legislatore ed essere il tramite per l’erogazione dei compensi. All’avvocato, attraverso un decreto attuativo, si aggiungeranno altre figure professionali, tra cui consulenti o associazioni. Inoltre nel nuovo testo si precisa che il compenso sarà erogato alla chiusura del procedimento e non più all’esito della partenza del migrante.
Armi da taglio. Coltelli, divieto totale per i minori, in caso di reato multe ai genitori
Stretta sulla vendita di coltelli. Il decreto vieta di vendere o cedere a minori di diciotto anni “strumenti da punta o da taglio atti ad offendere’’. E chiunque, senza giustificato motivo, porta fuori dalla propria abitazione coltelli con lama superiore agli 8 centimetri è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Se a commettere il reato è un minore, il genitore sarà punito con sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro. In Senato è stato aggiunto che l’opzione “giustificato motivo” vale anche per lame superiori ai 5 centimetri. Le norme nascono dalla volontà della maggioranza di imprimere una stretta anche sull’onda di episodi legati a violenza giovanile nei centri urbani.
Il decreto inoltre potenzia il daspo urbano, la misura di allontanamento dalle città: il prefetto può applicarlo a persone denunciate negli ultimi cinque anni su zone specifiche con “gravi o ripetuti episodi di criminalità o di illegalità”.
Ordine pubblico. Sanzioni senza l’ok a manifestare, fermo preventivo fino a 12 ore
Manifestazioni e cortei vietati, per un massimo di 12 mesi, a chi ha condanne, maturate in precedenti cortei. Nell’articolo 10 del decreto si fa riferimento, tra gli altri, ai reati di terrorismo, danneggiamento, devastazione e saccheggio, lesioni, attentato alla sicurezza dei trasporti, violenza o minaccia a pubblico ufficiale o a corpo politico, strage, incendio doloso, omicidio. Il testo prevede un fermo preventivo di massimo 12 ore. Viene anche introdotta l’ipotesi di arresto in flagranza differita nei confronti di chi ha commesso il reato di danneggiamento. Chi organizza manifestazioni senza un preavviso di almeno tre giorni alle autorità può essere multato con sanzioni tra 1000 e 10 mila euro. E per chi crea scompiglio in corteo travisando il viso come minimo riceverà una sanzione amministrativa da 2000 euro. Le sanzioni toccano quota 20 mila euro in caso di “disobbedienza all’ordine di scioglimento” della riunione o dell’assembramento. La multa invece può arrivare a un massimo di 12mila euro se il questore aveva vietato la manifestazione.
Legittima difesa. Registro degli indagati ad hoc per chi spara “con giustificazione”
Tra le norme più contestate a sinistra, c’è il cosiddetto scudo penale per chi commette un reato con “causa di giustificazione”. In questo caso si viene iscritti in un registro degli indagati ad hoc e il pubblico ministero avrà 120 giorni per svolgere accertamenti prima di procedere. La novità — inizialmente solo per le forze dell’ordine, ora estesa a tutti — è stata influenzata mediaticamente dal caso di Abdherraim Mansouri, il marocchino ucciso a gennaio a Rogoredo dal poliziotto Carmelo Cinturrino. L’agente aveva parlato di legittima difesa, poi sconfessato dalle indagini. Prevista anche tutela legale e rimborso spese per le forze dell’ordine. E poi ancora, chi non si ferma all’alt della polizia rischiando la vita propria o altrui è punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni, oltre alla possibile sospensione della patente e confisca del veicolo. E infine viene inserito l’arresto in flagranza differita: esteso l’arresto entro 48 ore, tramite prove foto e video, anche per aggressioni a personale pubblico e danneggiamenti.
Polizia giudiziaria. Più poteri alle forze dell’ordine che operano sotto copertura
Il decreto amplia la figura dell’agente sotto copertura e i poteri investigativi della polizia penitenziaria per reati gravi commessi in carcere. È così consentito agli ufficiali di polizia giudiziaria che appartengono ai Nuclei investigativi (Nucleo centrale e Nuclei regionali), nel corso di specifiche operazioni di polizia svolte nell’ambito delle attività di loro competenza, di operare in modalità sotto copertura.
Il decreto Sicurezza interviene anche sullo spaccio e sui parcheggiatori abusivi. Con un emendamento a prima firma Lisei (FdI) approvato dal Senato, è caduta l’attenuante della lieve entità di stupefacente per chi spaccia “in modo continuativo e abituale”. E inoltre, scatta la confisca degli autoveicoli usati per commettere il reato. Arrivano nuove sanzioni per chi, non autorizzato, chiede denaro controllando area di sosta. Si va da 769 euro a 3.095 euro, che raddoppiano se recidivi. Fino all’arresto, da otto mesi a un anno e mezzo, se coinvolgono minori nell’attività.