Cesare Mirabelli, da costituzionalista può spiegare chi propone un provvedimento di grazia?
«Il procedimento relativo alla grazia è disciplinato dal codice di procedura penale. La domanda può essere presentata dal condannato, da un prossimo congiunto o da un avvocato. Può essere concessa, se risponde ad un’esigenza di giustizia, anche in assenza di domanda».
Che ruolo ha il Procuratore generale?
«Il Procuratore generale della Corte d’appello assume le opportune informazioni e trasmette la domanda con le proprie valutazioni al ministro della Giustizia, il quale la sottopone con le proprie proposte al presidente della Repubblica e controfirma il decreto presidenziale».
Nel passaggio dal procuratore generale al Quirinale, cosa deve fare il Guardasigilli?
«Il ministro della Giustizia fa delle valutazioni e i suoi uffici possono integrare l’istruttoria con approfondimenti».
Che ruolo ha il presidente della Repubblica?
«Concedere la grazia e commutare le pene è un potere che la costituzione…
Cesare Mirabelli, da costituzionalista può spiegare chi propone un provvedimento di grazia?
«Il procedimento relativo alla grazia è disciplinato dal codice di procedura penale. La domanda può essere presentata dal condannato, da un prossimo congiunto o da un avvocato. Può essere concessa, se risponde ad un’esigenza di giustizia, anche in assenza di domanda».
Che ruolo ha il Procuratore generale?
«Il Procuratore generale della Corte d’appello assume le opportune informazioni e trasmette la domanda con le proprie valutazioni al ministro della Giustizia, il quale la sottopone con le proprie proposte al presidente della Repubblica e controfirma il decreto presidenziale».
Nel passaggio dal procuratore generale al Quirinale, cosa deve fare il Guardasigilli?
«Il ministro della Giustizia fa delle valutazioni e i suoi uffici possono integrare l’istruttoria con approfondimenti».
Che ruolo ha il presidente della Repubblica?
«Concedere la grazia e commutare le pene è un potere che la costituzione attribuisce direttamente al presidente della Repubblica. Un tempo si riteneva che fosse un potere “a due chiavi”, che la grazia dovesse essere proposta dal ministro e non potesse essere effetto della decisione del solo presidente. Risolvendo un conflitto tra ministro e presidente, la Corte costituzionale ha sottolineato che il potere di grazia è proprio del presidente e che il ministro può solamente segnalare eventuali ragioni che la rendono non opportuna».
È il ministero della Giustizia che deve verificare che le informazioni siano corrette?
«È un’attività che riguarda l’istruttoria. Dunque il procuratore generale deve svolgere questa attività istruttoria e controllare le situazioni di fatto che si presentano».
La grazia è revocabile?
«La grazia non è revocabile, ma può essere sottoposta a condizione. Nel decreto che concede la grazia vengono spesso poste delle condizioni. Ad esempio che sia riparato il danno cagionato alla persona offesa, oppure che chi riceve la grazia non subisca altre condanne che lo renderebbero non meritevole del provvedimento di clemenza. In sostanza una condizione o clausola risolutiva, posta nello stesso provvedimento che concede la grazia. Se si verificano quelle condizioni, non si producono o vengono meno gli effetti della grazia».
Nel caso di Nicole Minetti se non dovessero sussistere le condizioni di clemenza umanitaria si perderebbero i presupposti della concessione della grazia?
«Bisognerebbe sapere se il provvedimento di grazia è stato condizionato o meno da questi elementi o se ci sono nuove condanne per Minetti. Si legge che la cura del figlio, che ha motivato la grazia, si riferirebbe ad un bambino che ha viventi i genitori. Attenzione, non devono necessariamente mancare i genitori naturali perché vi sia lo stato di abbandono, che è il presupposto della adozione».
Ora cosa succede?
«Il provvedimento di grazia risponde a una esigenza umanitaria o di equità, che giustifica la non espiazione della pena, e non è sindacabile».