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Legge elettorale, via alle audizioni. I costituzionalisti: “Premio eccessivo, non rispetta Consulta”

(ansa)

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In commissione Affari costituzionali alla Camera parleranno circa 70 professori. Il presidente Pagano: “Cerchiamo di finire entro maggio”. Bonafè (Pd): “Già evidenti criticità”
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ROMA – L’obiettivo è fissato: approvare almeno alla Camera la proposta di legge elettorale entro la pausa estiva di agosto. Da ieri, la commissione Affari costituzionali di Montecitorio è alle prese con un lungo ciclo di audizioni: circa 70, sforbiciate rispetto alle 100 e passa richieste iniziali: “L'intenzione sarebbe quella di chiudere tutte le audizioni entro il mese di maggio, vediamo se ci riusciamo”, dice il presidente della commissione Nazario Pagano. Piano, veloce? “Come da indicazioni”. In maggioranza il partito che spinge sull’accelerazione è FdI: la scorsa settimana, nel corso di un ufficio di presidenza, il deputato Alessandro Urzì ha chiesto di utilizzare per l’esame della pdl ogni momento di pausa dai lavori di aula.

Di certo, per ora, le opposizioni continuano a fare muro: “Già queste prime audizioni hanno fatto emergere numerosi aspetti tecnici e costituzionali che non consentono un esame lampo della legge elettorale”, rimarca Simona Bonafè, capogruppo Pd in Affari c…

ROMA – L’obiettivo è fissato: approvare almeno alla Camera la proposta di legge elettorale entro la pausa estiva di agosto. Da ieri, la commissione Affari costituzionali di Montecitorio è alle prese con un lungo ciclo di audizioni: circa 70, sforbiciate rispetto alle 100 e passa richieste iniziali: “L'intenzione sarebbe quella di chiudere tutte le audizioni entro il mese di maggio, vediamo se ci riusciamo”, dice il presidente della commissione Nazario Pagano. Piano, veloce? “Come da indicazioni”. In maggioranza il partito che spinge sull’accelerazione è FdI: la scorsa settimana, nel corso di un ufficio di presidenza, il deputato Alessandro Urzì ha chiesto di utilizzare per l’esame della pdl ogni momento di pausa dai lavori di aula.

Di certo, per ora, le opposizioni continuano a fare muro: “Già queste prime audizioni hanno fatto emergere numerosi aspetti tecnici e costituzionali che non consentono un esame lampo della legge elettorale”, rimarca Simona Bonafè, capogruppo Pd in Affari costituzionali. “La maggioranza - aggiunge - non può pensare di approvarla da sola. Il testo all'esame è il frutto di un accordo interno alla sola maggioranza, ma quando si scrivono le regole del gioco è necessario condividerle insieme, con un confronto ampio e trasparente".

I primi sei professori, ieri, hanno messo in evidenza criticità dal punto di vista costituzionale sul premio e sulla garanzia di rappresentatività. Per Lara Trucco, professoressa di diritto costituzionale all'Università di Genova, con un il bottino di parlamentari extra fissato a 70 seggi alla Camera e 35 al Senato “si sfonda il 55% premiale indicato dalla Corte”. Aspetto rilevato anche da Lorenzo Spadacini, professore di diritto costituzionale presso l'università telematica “Mercatorum”: il premio "consente a chi vince di arrivare fino al 60% dei seggi" e questo non sarebbe coerente con le sentenze della Corte "incidendo su equilibri costituzionali delicati, inclusa l'elezione degli organi di garanzia". Spadicini ha bocciato anche le liste bloccate: "Secondo le sentenze della Corte sono tollerabili solo se compensate da fattori di attenuazione come liste effettivamente corte o la presenza di collegi uninominali. Nella proposta questi elementi mancano. Nel complesso si introduce un sistema integralmente fondato su liste bloccate, senza mitigazioni e così la proposta pare esposta a rilevanti dubbi di compatibilità con i principi costituzionali della rappresentanza democratica"

Francesca Biondi, professoressa di diritto costituzionale presso l'Università degli Studi di Milano, ha espresso "riserve sulla struttura stessa" del testo che "propone un sistema basato su una logica premiale che difficilmente sembra essere capace di garantire il principio di rappresentatività". Tra gli auditi richiesti dal centrodestra, professore di diritto costituzionale presso l'Università del Salento Mario Esposito si è detto “favorevole al testo” che può essere “una buona base di lavoro". Dello stesso avviso Alessandro Sterpa, professore di diritto costituzionale presso l'Università degli Studi della Tuscia: “L'esigenza di stabilità vige già nel nostro ordinamento giuridico, vale ad esempio per le leggi regionali. Un principio di dignità pari a quello della rappresentanza”.

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