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Caso Minetti, in Uruguay spunta una coppia che era disponibile ad adottare il bambino

Il ranch di Cipriani a punta del Este, in Uruguay (ansa)

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Rivelati da Telenoche nuovi elementi che sembrano contraddire quanto sostenuto finora dall’Inau
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BUENOS AIRES – Dall’Uruguay spuntano nuovi elementi che sembrano contraddire quanto sostenuto fino ad ora dall’Inau, l’ente statale che si è occupato dell’adozione del minore uruguaiano da parte di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani. Nelle ultime ore ha fatto notizia la dichiarazione, rilasciata al media uruguaiano Telenoche, di una coppia di Maldonado – la città di provenienza del bambino e dove si è svolta l’adozione – sul fatto che loro avrebbero voluto adottare il minore. Fatto che sembrerebbe smentire che il bambino non avesse alcuna famiglia disponibile ad adottarlo, eccezion fatta per la ex consigliera regionale lombarda.

Per ora l’Inau non ha ancora rilasciato dichiarazioni su quanto affermato dalla coppia, che sostiene che il minore avrebbe vissuto p…

BUENOS AIRES – Dall’Uruguay spuntano nuovi elementi che sembrano contraddire quanto sostenuto fino ad ora dall’Inau, l’ente statale che si è occupato dell’adozione del minore uruguaiano da parte di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani. Nelle ultime ore ha fatto notizia la dichiarazione, rilasciata al media uruguaiano Telenoche, di una coppia di Maldonado – la città di provenienza del bambino e dove si è svolta l’adozione – sul fatto che loro avrebbero voluto adottare il minore. Fatto che sembrerebbe smentire che il bambino non avesse alcuna famiglia disponibile ad adottarlo, eccezion fatta per la ex consigliera regionale lombarda.

Per ora l’Inau non ha ancora rilasciato dichiarazioni su quanto affermato dalla coppia, che sostiene che il minore avrebbe vissuto per due anni (a tempo parziale) con loro, che speravano di poter adottare definitivamente il bambino. I due uruguaiani hanno dichiarato a Telenoche di aver avviato la procedura per adottare il bambino.

“Ho iniziato a presentarmi all'Inau – ha spiegato la donna - e ho cominciato ad avere contatti con il bambino, informandomi sulla possibilità di adozione: mi hanno detto di sì e abbiamo iniziato a sbrigare le pratiche”. Mentre il compagno ha aggiunto: “Ci hanno chiesto un certificato di buona condotta e siamo andati da diversi psicologi. Ci hanno detto che eravamo idonei all'adozione”. Secondo quanto dichiarato dalla coppia, l’Inau li avrebbe poi informati che il minore era stato adottato da un’altra coppia, una famiglia straniera: Minetti e Cipriani.

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