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Ecco la sentenza che ha dato il via libera all’adozione ma in Uruguay scoppia il caso Minetti

Nicole Minetti 
Così il tribunale ha concesso il bimbo alla coppia italiana. I genitori biologici fecero causa all’istituto per fragili. Interrogazioni al governo
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Una famiglia che non c’è. Un istituto pubblico che interviene, chiede il disconoscimento di quella originaria e ne chiede l’affidamento. E un’altra famiglia che, negli anni, quel bambino lo prende con sé e chiede di poterlo tenere.

Questa è la storia di Nicole Minetti, Giuseppe Cipriani e del bambino adottato, per come la raccontano le 16 pagine della sentenza numero 729101 del 15 febbraio 2023 del tribunale di Maldonado di cui Repubblica è in possesso. Primo punto: la causa è tra i genitori naturali e l’Inau, l’Istituto che accoglie i minori fragili. L’Inau chiede la perdita della potestà genitoriale e, insieme, l’adozione da parte della nuova famiglia.I genitori naturali «non si sono mai presentati […] né hanno partecipato al processo». Nessun contatto, nessuna iniziativa, nessuna opposizione. Per il giudice «il vincolo con i genitori è inesistente». Il bambino, nato nel 2017, entra subito nel circuito dell’Inau. Non emergono parenti disponibili. Il percorso resta istituzionale fino…

Una famiglia che non c’è. Un istituto pubblico che interviene, chiede il disconoscimento di quella originaria e ne chiede l’affidamento. E un’altra famiglia che, negli anni, quel bambino lo prende con sé e chiede di poterlo tenere.

Questa è la storia di Nicole Minetti, Giuseppe Cipriani e del bambino adottato, per come la raccontano le 16 pagine della sentenza numero 729101 del 15 febbraio 2023 del tribunale di Maldonado di cui Repubblica è in possesso. Primo punto: la causa è tra i genitori naturali e l’Inau, l’Istituto che accoglie i minori fragili. L’Inau chiede la perdita della potestà genitoriale e, insieme, l’adozione da parte della nuova famiglia.I genitori naturali «non si sono mai presentati […] né hanno partecipato al processo». Nessun contatto, nessuna iniziativa, nessuna opposizione. Per il giudice «il vincolo con i genitori è inesistente». Il bambino, nato nel 2017, entra subito nel circuito dell’Inau. Non emergono parenti disponibili. Il percorso resta istituzionale fino all’incontro con Minetti e Cipriani.

All’inizio sono volontari. Poi, negli atti, si legge che «nella quotidianità» il bambino «chiede di vederli». Il rapporto si stabilizza, diventa affido, poi convivenza. Nel 2021 arriva la richiesta di adozione. Quando il tribunale decide, la situazione è definita: «Il minore è inserito nella famiglia». Le relazioni sono concordi: «Il vincolo è positivo, affettivo e significativo», «non si rilevano indicatori di vulnerazione dei diritti del minore». Il bambino vive con loro, li chiama «mamma e papà», ha bisogni coperti: «Alimentazione, ricreazione, educazione ed emotività».

Nel fascicolo compare una «condizione medica» che ha richiesto accertamenti e un intervento al Boston Children’s Hospital nel 2021. Sul piano giuridico il giudice richiama un criterio: «Non rileva l’interesse dei genitori né quello dello Stato: l’unico interesse da considerare è quello del bambino». E quindi: «Non è possibile mantenere il minore nella famiglia d’origine».

La famiglia adottiva è selezionata dall’Inau, istituto verso il quale la coppia Minetti-Cipriani ha fatto donazioni. Il tribunale prende atto, «non apprezza alcun motivo fondato per discostarsi da tale selezione». Il bambino mantiene anche un legame identitario: chiede di conservare il cognome originario accanto a quello della nuova famiglia. Ora, scrivono i giudici, il bambino «ha una famiglia, che, pur non essendo quella d’origine, è quella che ha». E aggiungono: «L’adozione è un processo di attaccamento e si può dire che sia stato realizzato», il bimbo «si sente parte della famiglia e viene amato come un figlio». Da qui la decisione: perdita della potestà genitoriale e adozione piena.

«Vorrei sapere in che modo è stata realizzata l’adozione — dichiara Graciela Barrera, parlamentare del Frente Amplio che ha presentato un’interrogazione al governo uruguayano — I minori che si trovano nell’Inau sono sotto tutela dello Stato, è fondamentale verificare che non ci siano state irregolarità». Il governo uruguaiano ha 20 giorni per rispondere. Tra i punti: eventuali contatti con il governo italiano, possibili donazioni all’Inau da parte di Cipriani o Minetti, e se minori dell’Inau abbiano frequentato le proprietà di Cipriani.

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