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Futuro nazionale, tensioni tra massoni e ultradestra cattolica. Pozzolo “unico referente al Nord”

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Nel partito di Vannacci cresce lo spazio del fronte massonico. Sforzini: “Spero ci sia confronto”. In risposta annuncia l’ingresso in Fn il circolo vicino al cardinale cattolico Burke
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C’è una guerra intestina dentro Futuro nazionale, il partito del generale Roberto Vannacci, tra due fazioni che si guardano molto male a vicenda: l’ala legata alla massoneria e quella cattolica ultra conservatrice che ha legami con l’estrema destra e in Vaticano con gli amici del cardinale Burke. E dietro tutto questo oltre ai “valori” ci sono anche i soldi e la gestione dei finanziamenti volontari che in queste settimane i circoli vannacciani, nati spontaneamente e senza molto “controllo” centrale, stanno raccogliendo.

Proprio in quest’ultimo fronte si sta prestando molta attenzione all’attivismo di Luca Sforzini, non gradito ai fedelissimi paracadutisti del movimento Mondo al Contrario, la vecchia guardia di Vannacci. L'ala dura …

C’è una guerra intestina dentro Futuro nazionale, il partito del generale Roberto Vannacci, tra due fazioni che si guardano molto male a vicenda: l’ala legata alla massoneria e quella cattolica ultra conservatrice che ha legami con l’estrema destra e in Vaticano con gli amici del cardinale Burke. E dietro tutto questo oltre ai “valori” ci sono anche i soldi e la gestione dei finanziamenti volontari che in queste settimane i circoli vannacciani, nati spontaneamente e senza molto “controllo” centrale, stanno raccogliendo.

Proprio in quest’ultimo fronte si sta prestando molta attenzione all’attivismo di Luca Sforzini, non gradito ai fedelissimi paracadutisti del movimento Mondo al Contrario, la vecchia guardia di Vannacci. L'ala dura dei parà vannacciani vorrebbe addirittura l'espulsione di Sforzini da Futuro nazionale.

Ma intanto Sforzini, nell'anarchia della fase costituente si presenta con giornalisti e amministratori locali, come referente di Vannacci nel Nord. Ed ecco che l’attivismo di aria massonica ha provocato una reazione dal mondo cattolico con entrature in Vaticano. Lo storico centro studi Patria e libertà (fondato nel 2011 a Roma) “per promuovere i valori tradizionali cristiani e patriottici italiani”, con tanto di nota ufficiale “ha deciso, alla unanimità, di sostenere il nuovo progetto politico Futuro nazionale, promosso dal generale Roberto Vannacci”. Presidente del centro studi è “il Cavaliere di Gran Croce Conte Professore Fernando Crociani Baglioni”, noto e attivissimo aristocratico cattolico romano. Vice presidente è la “principessa Silvia Comneno d'Otranto”. Basta andare su Google per vedere le foto di Crociani Baglioni accanto a Burke in diverse occasioni: "Ci sentiamo in dovere di sostenere questo coraggioso e giusto progetto politico che mette al centro la difesa della nostra identità culturale e religiosa cristiana" ha dichiarato Fernando Crociani Baglioni.

Sempre in area cattolica c'è la nomina di Lorenzo Gasperini, ex Lega oggi responsabile per Fn della provincia di Livorno (dove lo scorso ottobre ha organizzato l'iniziativa "Road to remigration"), a responsabile nazionale del programma. Gasperini è un ultra-cattolico con posizioni oscurantiste, propalatore di idee che addirittura negano la singolarità dell'individuo e il suo pieno e libero arbitrio, per privilegiare invece gli aspetti gerarchici e confessionali dell'"idea", le comunità di destino e così via. La sua missione al programma di Fn? «La custodia del fuoco e delle radici di una visione italiana, cattolica e romana della politica. Senza moderatismi e senza paure». Un profilo che fa a pugni con l'ala massonica, e rivendicata tra l'altro, del centro studi del partito, Rinascimento nazionale. «Futuro Nazionale — le parole di Sforzini, commentando i prossimi stati generali “Nord-Ovest chiama Italia” del 30 maggio al Castello di Castellar Ponzano — ha una propria visione chiara: nazione, identità, sovranità. Ma una visione, se vuole essere seria, non teme il confronto. Lo cerca. Anche quando è scomodo. Anche quando costringe a precisare, correggere, rafforzare». Un approccio laico insomma, e non integralista, che fa un po' da sfondo a queste due anime che per ora convivono dentro Fn.

Ma come detto il tema è anche economico e nei giorni scorsi si sono tenute due riunioni organizzate da Emanuele Pozzolo (l’ex FdI allontanato dai meloniani per la vicenda dello sparo di Capodanno alla festa con il sottosegretario Andrea Delmastro), definito come “unico vero referente del generale Roberto Vannacci nel nord ovest”, come si legge e non a caso in una nota, che continua: “Presenti una trentina di presidenti e referenti dei comitati costituenti, e altrettanti amministratori e dirigenti locali provenienti da Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia ma anche da liste civiche e persino dal Movimento 5 Stelle. L'assemblea dei "futuristi nazionali" è stata promossa dall'avvocato milanese Renato Maturo (già dirigente di Alleanza Nazionale, ed ex collaboratore del presidente del Senato, Ignazio La Russa)”. E fra gli interventi si sottolineano solo quelli legati al mondo di destra e ultracattolico: “Fra gli intervenuti anche volti noti della destra italiana come: l'ex assessore regionale lombardo Piergianni Prosperini e Roberto Jonghi Lavarini (il "barone nero"). E proprio Jonghi Lavarini ha detto come si temano “infiltrati” in Futuro nazionale: “"Futuro nazionale è un progetto ambizioso, il generale un vero campione, bravi i tre deputati e il coordinatore, ma dietro, per ora, vedo molti dilettanti allo sbaraglio, troppi riciclati in cerca di poltrone e persino qualche infiltrato, spia e provocatore, mandato da altri partiti e, probabilmente, da servizi segreti stranieri, atlantisti e sionisti".

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