ROMA – Il tempo della giustizia, ancora una volta, si misura in scadenze. Non quelle dei processi, ma quelle anagrafiche. Settant’anni oggi, forse settantadue domani. È questo il confine attorno al quale il governo sta ragionando da settimane: riportare a 72 anni l’età pensionabile dei magistrati. Un’ipotesi che prende forma mentre gli uffici giudiziari iniziano a fare i conti con un vuoto sempre…