ROMA – Un’indagine interna per verificare le modalità con cui l’Inau – l’ente uruguaiano che si occupa di adozioni – ha affidato il bambino a Nicole Minetti e al suo compagno Giuseppe Cipriani. Un approfondimento, spiega però una fonte dell’Interpol a Repubblica, che non punta a capire perché il minore sia stato dato in adozione, ma perché siano stati scelti i genitori italiani rispetto ad altri.
Dagli atti emerge infatti che la famiglia d’origine non ha mai chiesto l’affidamento: la madre non si è mai presentata alle convocazioni del tribunale dei minorenni, circostanza che – secondo le associazioni che si occupano di adozioni internazionali – non è insolita in casi simili. Risulta però agli atti che María de los Ángeles Colinet, la madre biologica, negli anni è entrata e uscita dal carcere: nel 2015 è stata processata per omicidio, scontando circa tre anni di detenzione; nel 2019 è stata nuovamente arrestata per furto aggravato – aveva sottratto un televisore da 32 pollici e un dec…
ROMA – Un’indagine interna per verificare le modalità con cui l’Inau – l’ente uruguaiano che si occupa di adozioni – ha affidato il bambino a Nicole Minetti e al suo compagno Giuseppe Cipriani. Un approfondimento, spiega però una fonte dell’Interpol a Repubblica, che non punta a capire perché il minore sia stato dato in adozione, ma perché siano stati scelti i genitori italiani rispetto ad altri.
Dagli atti emerge infatti che la famiglia d’origine non ha mai chiesto l’affidamento: la madre non si è mai presentata alle convocazioni del tribunale dei minorenni, circostanza che – secondo le associazioni che si occupano di adozioni internazionali – non è insolita in casi simili. Risulta però agli atti che María de los Ángeles Colinet, la madre biologica, negli anni è entrata e uscita dal carcere: nel 2015 è stata processata per omicidio, scontando circa tre anni di detenzione; nel 2019 è stata nuovamente arrestata per furto aggravato – aveva sottratto un televisore da 32 pollici e un decoder da un supermercato – mentre oggi risulta indagata per spaccio.
Nulla, invece, emergerebbe a carico di Minetti e Cipriani, secondo quanto appreso finora dall’Interpol. I precedenti penali di Minetti, pur non menzionati nella sentenza e finiti al centro delle perplessità di alcuni parlamentari uruguaiani, risultano comunque acquisiti nel fascicolo. L’allora direttore della divisione Adozioni, Darío Moreira, aveva inizialmente ritenuto quei precedenti sufficienti per interrompere la valutazione della famiglia italiana. Il quadro cambia con il ricorso presentato dai legali Santiago Martínez e Lucía Lorente: la loro tesi è che il reato per cui Minetti è stata condannata in Italia non possa essere considerato allo stesso modo in Uruguay, dove la prostituzione è legale. Un argomento che, insieme ad alcune valutazioni negative sull’altra famiglia, ribalta l’esito della procedura. È a questo punto che emerge un ulteriore elemento, riportato dal quotidiano El Observador. La direttrice dell’Inau, Valeria Caraballo, avrebbe segnalato una denuncia per violenza domestica presentata da una ex compagna a carico dell’uomo della coppia concorrente. Un dettaglio che, a parità di pendenze, potrebbe aver orientato la scelta finale.
Il problema è che di quella denuncia, sempre secondo la stessa ricostruzione, non ci sarebbe traccia nei fascicoli ufficiali, né negli atti successivi del ministero dell’Interno. L’uomo, anzi, aveva presentato un certificato di buona condotta per proseguire l’iter. Poi, all’improvviso, la procedura si blocca. E poco dopo arriva la comunicazione, informale e per telefono: il bambino è stato affidato a una famiglia straniera.
Dal canto loro, i legali della coppia Minetti-Cipriani, Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra, respingono ogni ombra. Parlano di «illazioni e inesattezze» e rivendicano la piena trasparenza del procedimento, sostenendo che i precedenti penali italiani di Minetti siano stati regolarmente comunicati. La scelta dei giudici uruguaiani, spiegano, sarebbe il risultato di una valutazione comparativa «ben ponderata» e fondata su elementi oggettivi. E chiariscono anche un altro punto: l’avvocata trovata carbonizzata non rappresentava i genitori biologici, ma era il tutore del minore e, in tale veste, aveva espresso parere favorevole all’adozione. C’è però polemica anche attorno alla figura di Cipriani. La trasmissione Report, nella puntata di oggi, ricostruisce una rete di relazioni internazionali che da Punta del Este porta ai circuiti più esclusivi tra Stati Uniti ed Europa. Tra questi, il rapporto con Jeffrey Epstein, figura centrale in uno dei più gravi scandali globali legati allo sfruttamento sessuale. Secondo quanto emerge, Epstein non era soltanto un frequentatore abituale dei locali Cipriani, ma avrebbe anche condiviso con lui interessi economici, in particolare un accordo per il finanziamento di un locale a Londra. Un legame che, pur non costituendo di per sé un elemento di responsabilità, contribuisce a definire il perimetro delle relazioni in cui si inserisce anche la vicenda uruguaiana.