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La Russa contro Flotilla: “Propaganda che non salva vite, se vengono fermati gridano alla tortura”

(ansa)

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Il presidente del Senato commenta la missione: “Quanti palestinesi hanno aiutato? Sono operazioni strumentali”. Report lavora a una inchiesta su di lei
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L’attacco alla Flotilla: «Quanti palestinesi hanno salvato? Zero». E la stoccata a Sigfrido Ranucci: «Lui spesso inventa e se vuole mi quereli». Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, entra nella contesa politica sparando bordate da due palchi milanesi, alla presentazione di due libri. Mentre parlava de «L’impronta», il volume della giornalista del Tg1 Giancarla Rondinelli sui mali della giustizia, a partire dal caso Garlasco, ha trovato il modo di attaccare il conduttore di Report. Rispondendo a una domanda sul rapporto tra magistrati e pressione mediatica, dice, a freddo: «Già mi vedo Ranucci che ne trova tre al posto di uno e altrimenti inventa. Perché Ranucci spesso inventa e se vuole mi quereli». Un attacco dritto, in un contesto non richiesto. Motivo per cui ieri in tanti, compresi Sigfrido Ranucci e i giornalisti di Report, si sono domandati: ma perché questo attacco? «È davvero una coincidenza?». La domanda non è casuale. Perché, secondo quanto risulta a Repubblica, la tr…

L’attacco alla Flotilla: «Quanti palestinesi hanno salvato? Zero». E la stoccata a Sigfrido Ranucci: «Lui spesso inventa e se vuole mi quereli». Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, entra nella contesa politica sparando bordate da due palchi milanesi, alla presentazione di due libri. Mentre parlava de «L’impronta», il volume della giornalista del Tg1 Giancarla Rondinelli sui mali della giustizia, a partire dal caso Garlasco, ha trovato il modo di attaccare il conduttore di Report. Rispondendo a una domanda sul rapporto tra magistrati e pressione mediatica, dice, a freddo: «Già mi vedo Ranucci che ne trova tre al posto di uno e altrimenti inventa. Perché Ranucci spesso inventa e se vuole mi quereli». Un attacco dritto, in un contesto non richiesto. Motivo per cui ieri in tanti, compresi Sigfrido Ranucci e i giornalisti di Report, si sono domandati: ma perché questo attacco? «È davvero una coincidenza?». La domanda non è casuale. Perché, secondo quanto risulta a Repubblica, la trasmissione sta lavorando da settimane a un’inchiesta proprio su La Russa, destinata ad andare in onda a breve. Un lavoro già in fase avanzata, tanto che allo stesso presidente del Senato sarebbero stati chiesti commenti e chiarimenti su alcuni passaggi dell’inchiesta. Un elemento che, nella lettura della redazione, colloca le parole pronunciate a Milano dentro una sequenza più ampia. Ranucci, dal canto suo, ha ricordato anche un precedente: in passato La Russa aveva querelato Report, ma l’azione giudiziaria si era conclusa senza esito favorevole per il presidente del Senato.

Nello stesso giorno, sempre a Milano, La Russa è intervenuto anche alla presentazione del libro «Dalla parte delle divise» di Matteo Piantedosi e Annalisa Chirico, alla libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele II. In quell’occasione ha parlato della Flotilla, la flotta di nuovi pacifisti bloccata da Israele in Grecia per evitare che arrivassero a Gaza. Gli attivisti sono stati arrestati, hanno denunciato torture, tanto che si è mossa anche la procura di Roma. «Quanti palestinesi ha salvato la Flotilla?», ha detto la seconda carica dello Stato. «Quanti bambini sono rimasti in vita? Quanti israeliani hanno dovuto ricredersi sul fatto che siano altri a volere non la fine della guerra ma la scomparsa di Israele “dal fiume al mare”? Zero». E ancora: «Si tratta di operazioni strumentali e propagandistiche ad alto contenuto mediatico. Se poi hai la fortuna di essere fermato e dire che sei stato torturato, è il massimo che puoi aspettarti». Parole con cui ha ribadito una lettura fortemente critica dell’iniziativa.

Una posizione condivisa dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha detto di «sottoscrivere pienamente», aggiungendo che iniziative come la Flotilla hanno «poco l’obiettivo di portare veramente aiuti, irrisori rispetto a quelli garantiti dai governi», e sottolineando i rischi per chi vi partecipa. Piantedosi ha richiamato anche la linea dell’esecutivo sulla necessità di tutelare l’incolumità degli attivisti, pur mantenendo una valutazione negativa sull’efficacia politica dell’iniziativa. Intanto Ranucci è impegnato su un altro fronte che incrocia direttamente il governo, quello con il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Dopo le sue dichiarazioni a Cartabianca, in cui aveva parlato di «una notizia da verificare su Nordio a casa Cipriani in Uruguay», nel mentre della decisione sulla grazia a Minetti, il conduttore ha riconosciuto un «eccesso», spiegando di «coprirsi il capo di cenere», ma ha precisato di non aver dato una notizia falsa, bensì di aver riferito che la redazione stava verificando un’informazione. Nordio è stato più di un anno fa in Sud America, ma ha smentito di essere mai stato nel ranch del compagno di Nicole Minetti.

Dalle fonti del ministero della Giustizia è emerso che, dopo le scuse, non procederà con una querela personale contro Ranucci. Resta però aperta la possibilità di un’azione risarcitoria nei confronti del programma.

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