Onorevole Marianna Madia perché ha deciso di uscire dal Pd?
“Sto scommettendo, non alla cieca ma razionalmente, sull’allargamento e il rafforzamento del centrosinistra in un’area che sarà decisiva per la vittoria della coalizione progressista alle prossime politiche. È stata la stessa segretaria Elly Schlein a dire per prima che il Pd da solo non è sufficiente: servono alleanze con tutte le forze – civiche, oltre che politiche - per offrire un progetto di alternativa alla destra. E allora io vado dove si determinerà lo scontro elettorale: non in Italia viva, bensì in qualcosa di più grande e diverso, dove certo Matteo Renzi giocherà un ruolo importante, ma che sarà utile allo scopo solo se ci saranno anche altre e altri”.
Sta dicendo che intende contribuire alla nascita della quarta gamba centrista che manca a una coalizione altrimenti troppo sbilanciata a sinistra?
“Io non la chiamerei centrista. Ciò a cui io penso è un’area di riformismo radicale, in grado di entrare dentro i proble…
Onorevole Marianna Madia perché ha deciso di uscire dal Pd?
“Sto scommettendo, non alla cieca ma razionalmente, sull’allargamento e il rafforzamento del centrosinistra in un’area che sarà decisiva per la vittoria della coalizione progressista alle prossime politiche. È stata la stessa segretaria Elly Schlein a dire per prima che il Pd da solo non è sufficiente: servono alleanze con tutte le forze – civiche, oltre che politiche - per offrire un progetto di alternativa alla destra. E allora io vado dove si determinerà lo scontro elettorale: non in Italia viva, bensì in qualcosa di più grande e diverso, dove certo Matteo Renzi giocherà un ruolo importante, ma che sarà utile allo scopo solo se ci saranno anche altre e altri”.
Sta dicendo che intende contribuire alla nascita della quarta gamba centrista che manca a una coalizione altrimenti troppo sbilanciata a sinistra?
“Io non la chiamerei centrista. Ciò a cui io penso è un’area di riformismo radicale, in grado di entrare dentro i problemi reali delle persone e indicare delle soluzioni concrete: dalla start tax, una forma di tassazione agevolata per favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, alla regolamentazione dell’uso incontrollato e prematuro dei social che sta danneggiando la salute fisica e mentale dei nostri ragazzi. Solo due esempi di quello che intendiamo proporre per dare un’identità e una fisionomia chiara alla coalizione progressista”.
Ma non poteva farlo dentro il Pd? Forse non ci stava più bene?
“Quella mia di oggi è una scelta personale, che spero porti allo stesso impegno altre persone che magari si sono allontanate dai partiti, ma vogliono liberare l’Italia da questo pessimo governo. Il punto non è come io stavo nel Pd, ma da quale prospettiva si può essere più utili per costruire un centrosinistra forte dal quale oggi passa il bene dell’Italia e dell’Europa”.
Esce perché non sarebbe stata ricandidata da Schlein?
“E quindi secondo lei per essere rieletta lascio il primo partito di opposizione per andare in una nuova formazione ancora tutta da fare? Credo che la risposta possa darsela da sola”.
Italia viva viaggia intorno al 2%, sotto la soglia di sbarramento. Crede davvero che il suo esempio possa spingere altri ad unirsi a voi e a far risalire la china?
“Io non spingo nessuno, Italia viva è solo un pezzo di questo progetto più grande e ambizioso, come ha spiegato lo stesso Renzi. L’esito del referendum costituzionale dimostra che c’è uno scarto tra chi ha detto no al governo Meloni e chi oggi si riconosce in una proposta politica progressista: noi è a loro che dobbiamo rivolgerci, da queste persone dobbiamo farci ascoltare e convincerle a darci fiducia per cambiare il Paese”.
Il leader di questo nuovo rassemblement riformista sarà Silvia Salis?
“Che la sindaca di Genova sia molto capace non ci sono dubbi, lo si vede anche da come sta già affrontando la sua esperienza amministrativa. Dopodiché non so se lei ne avrebbe voglia. E d’altra parte bisogna prima capire chi aderirà a questo progetto e per fare cosa. Ho però una certezza: le nostre idee, un’impostazione convintamente riformista, saranno decisive per rafforzare la proposta di governo del centrosinistra. Alla fine è l’unica cosa che conta davvero”.