L’intervista cade a puntino, proprio nei momenti più tesi dei rapporti tra Stati Uniti, Italia e Vaticano, a ridosso della visita nel nostro Paese del segretario di Stato americano Marco Rubio, atteso giovedì e venerdì: Donald Trump su Truth rilancia il colloquio di Matteo Salvini a Breitbart, sito di informazione americano di destra nazionalista, fondato nel 2007 e diventato la piattaforma mediatica di riferimento del movimento Maga e di Steve Bannon. Il vicepresidente del Consiglio loda il presidente americano, ricorda che lui e la Lega lo hanno sempre sostenuto, nel primo mandato e ora nel secondo. Le sue parole però sono di febbraio, quando c’erano le Olimpiadi e l’intervistatore Matthew Boyle (capo della redazione di Washington del sito) era a seguire il team americano che vinceva la medaglia d’oro di hockey maschile.
Così ieri Breitbart mette l’intervista al segretario del Carroccio in apertura di homepage e la titola, citandolo: “Il coraggio di Trump nel porre fondamenta cultur…
L’intervista cade a puntino, proprio nei momenti più tesi dei rapporti tra Stati Uniti, Italia e Vaticano, a ridosso della visita nel nostro Paese del segretario di Stato americano Marco Rubio, atteso giovedì e venerdì: Donald Trump su Truth rilancia il colloquio di Matteo Salvini a Breitbart, sito di informazione americano di destra nazionalista, fondato nel 2007 e diventato la piattaforma mediatica di riferimento del movimento Maga e di Steve Bannon. Il vicepresidente del Consiglio loda il presidente americano, ricorda che lui e la Lega lo hanno sempre sostenuto, nel primo mandato e ora nel secondo. Le sue parole però sono di febbraio, quando c’erano le Olimpiadi e l’intervistatore Matthew Boyle (capo della redazione di Washington del sito) era a seguire il team americano che vinceva la medaglia d’oro di hockey maschile.
Così ieri Breitbart mette l’intervista al segretario del Carroccio in apertura di homepage e la titola, citandolo: “Il coraggio di Trump nel porre fondamenta culturali sta salvando l’Occidente”. «Le relazioni tra Italia e Stati Uniti sono eccellenti, anche se l’intero sistema mediatico italiano cerca di dipingere il presidente Trump come instabile», dice (va) Salvini. Non c’erano ancora state le sparate del tycoon contro il Papa né contro una delle sue alleate più fedeli, cioè Giorgia Meloni; uscite improvvide poi criticate dallo stesso Salvini. Anche per questo a un Trump isolato fa comodo rilanciare un leader europeo che parla un gran bene del suo lavoro. «Ora c’è molto più focus, anche con figure come JD Vance, su un profondo assetto culturale e non solo su questioni economiche superficiali», ragionava sempre Salvini, che sui dazi commentava: «Il presidente Trump non si sveglia la mattina parlando di dazi perché si annoia. È chiaro che c’è un progetto, un obiettivo», cioè — faceva intendere — contenere l’ascesa della Cina.
La condivisione dell’intervista non era concordata in alcun modo con lo staff del vicepremier, ma comunque il presidente Usa fa un utilizzo abbastanza compulsivo e quindi imprevedibile dei social, con una media di 18 “lanci” al giorno (nella notte tra il 1° e il 2 dicembre 2025 pubblicò 158 post in tre ore, quasi uno al minuto, e non era neanche il suo record personale). Salvini aggiungeva: «Spero di poter venire presto in America. Stiamo lavorando a una missione negli Stati Uniti su opere pubbliche, infrastrutture e ferrovie, e spero di poterla realizzare entro l’anno». In realtà in programma non c’è ancora nulla di definito sul fronte trasferte americane, ma comunque il vicepremier traccia i suoi prossimi obiettivi: «Approvare tutti i decreti sicurezza in Parlamento, poi vincere le elezioni e tornare al ministero dell’Interno». Meloni lo sa già, il suo vice glielo ricorda ancora.