Lettera Ue a Biennale: “Servizi al governo russo contro le sanzioni”. Fondazione: “Norme rispettate”
di Serena Riformato“Ci risulta che fornirete servizi al governo russo, potrebbe essere una violazione delle sanzioni”. Non c’è solo la lettera che la Commissione Ue ha inviato al governo per chiedere ulteriori chiarimenti sulla riapertura del padiglione russo alla Biennale 2026. Una seconda missiva dell’esecutivo europeo è arrivata ieri al presidente della fondazione Pietrangelo Buttafuoco.
Repubblica ha preso visione del carteggio ed è in grado di anticiparne i contenuti. “Vi è stato richiesto di fornirci le vostre osservazioni entro 30 giorni”, si legge nel testo firmato da un funzionario dell’Agenzia esecutiva per l’istruzione e la cultura, articolazione della Commissione Ue. Per non perdere i 2 milioni di fondi erogati dall’Europa per il triennio 2025-2028. “Nel frattempo però è stato portato alla nostra attenzione che la decisione di accettare la partecipazione della Russia, con un padiglione nazionale finanziato e promosso dal governo russo, possa costituire una seconda violazione” del Regolament…
“Ci risulta che fornirete servizi al governo russo, potrebbe essere una violazione delle sanzioni”. Non c’è solo la lettera che la Commissione Ue ha inviato al governo per chiedere ulteriori chiarimenti sulla riapertura del padiglione russo alla Biennale 2026. Una seconda missiva dell’esecutivo europeo è arrivata ieri al presidente della fondazione Pietrangelo Buttafuoco.
Repubblica ha preso visione del carteggio ed è in grado di anticiparne i contenuti. “Vi è stato richiesto di fornirci le vostre osservazioni entro 30 giorni”, si legge nel testo firmato da un funzionario dell’Agenzia esecutiva per l’istruzione e la cultura, articolazione della Commissione Ue. Per non perdere i 2 milioni di fondi erogati dall’Europa per il triennio 2025-2028. “Nel frattempo però è stato portato alla nostra attenzione che la decisione di accettare la partecipazione della Russia, con un padiglione nazionale finanziato e promosso dal governo russo, possa costituire una seconda violazione” del Regolamento Sanzioni.
L’ipotesi dell’Europa è che la Biennale non abbia rispettato l’articolo 5n che impedisce “la fornitura di determinati servizi” al governo di Vladimir Putin. “In base alle informazioni a disposizione – argomenta la Commissione Ue – ci risulta che la Biennale fornirà servizi al governo della Russia per l’organizzazione di alcune attività” nel padiglione di Mosca. Tra questi “servizi” ci sarebbero “consulenza legale, pubblicità, servizi commerciali e di gestione, pubbliche relazioni”. Collaborazioni possibili solo con specifiche autorizzazioni.
Nella prima lettera della Commissione, il 10 aprile, si menzionava invece solo una possibile violazione dell’articolo 5t, in base al quale “è vietato accettare donazioni, benefici economici o sostegno, compresi finanziamenti e assistenza finanziaria, direttamente o indirettamente” dal Cremlino.
Su entrambi i punti la Commissione Ue ieri ha sollecitato anche il governo – tramite il rappresentante permanente a Bruxelles Vincenzo Celeste – a fornire più dettagli e “una valutazione fattuale”.
Cambiano dunque i termini concessi alla Biennale per produrre la propria difesa all’Ue: la fondazione avrà 30 giorni a partire dalla seconda lettera del 4 maggio. Dunque, fino ai primi di giugno.
Il comunicato della fondazione
La Biennale ha confermato con una nota di aver ricevuto ieri la seconda lettera dell’Agenzia esecutiva per l’istruzione e la cultura, articolazione della Commissione Ue. La fondazione rende noto che si “esprimerà nei tempi e termini dovuti le proprie controdeduzioni”.
"In merito alla partecipazione della Federazione russa alla 61. Esposizione la Biennale di Venezia ribadisce di aver verificato e rispettato tutte le norme nazionali e internazionali, e su ciò ha fornito informazioni anche agli ispettori inviati dall’Autorità vigilante del Ministero della Cultura”. L’istituzione culturale garantisce di aver “operato nell’ambito e nei limiti delle proprie competenze, non avendo nessuna autorità per introdurre altre sanzioni, e ciò è stato rappresentato compiutamente a tutti i soggetti titolari di potere di intervento”.