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Viaggio nel padiglione della discordia alla Biennale. La curatrice: incomprensibile quanto successo

Viaggio nel padiglione della discordia alla Biennale. La curatrice: incomprensibile quanto successo

Commissione Ue: “Mostra non sia vetrina per la Russia”. Fazzolari: “Inutile pastrocchio”

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Venezia - "Le sembrano aggressivi questi musicisti. Stanno minacciando qualcuno?". La curatrice Anastasia Karneeva indica l'ensemble Toloka. Il gruppo folk russo che apre le esibizioni del Padiglione di Mosca che riapre alla Biennale di Venezia. La polizia presidia lo spazio.

Addetti ai lavori iniziano a entrare. Karneeva si difende: "Non riesco a capire quello che è successo. È davvero incomprensibile. La cultura deve essere separata dalla politica. Qui non fomentiamo guerre. Leggete i testi del progetto? I nostri amici italiani che ho ringraziato nel video? Lo sapevo che mi faceva questa domanda. Prima bisogna guardare la nostra opera".

Alberi, fiori, vestiti usati da raccogliere con una busta a zero euro per beneficenza. "Pensiamo alle periferie", precisa lei. L'installazione russa è soprattutto sonora. Il coro Toloka, accusato di essere filogovernativo e putiniano, riempie la scena con la musica. Un italiano del team moscovita indossa una maschera. Non vuole farsi riconoscere? "È parte del progetto".

Fazzolari: “Scelta su Russia inutile pastrocchio”

Intanto, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, tornando su tutte le polemiche, commenta: "La fondazione La Biennale di Venezia gode di ampia autonomia ed è stata una sua scelta autonoma quella di riaprire il padiglione russo, nonostante il parere contrario del governo italiano espresso attraverso il ministro della Cultura". E spiega: "Che questa decisione della Biennale sia stata un pastrocchio è testimoniato anche dal fatto che il padiglione russo rimarrà chiuso nei giorni aperti al pubblico e che durante quei giorni saranno proiettati solo dei filmati visibili dall'esterno. E, da quello che è emerso, tutto questo sarebbe stato un trucco escogitato dalla fondazione per aggirare le sanzioni contro la Russia e l'impossibilità concreta di aprire il padiglione".

Commissione Ue: "Condanniamo la decisione della Biennale, non sia vetrina per la Russia”

Arriva poi l’ennesima condanna della Commissione europea, che per bocca della vicepresidente Henna Virkkunen dice: "Posso confermare che abbiamo inviato una seconda lettera alla Biennale sulla base di ulteriori prove. E ritengo importante concentrarci sul messaggio principale: sono stata molto chiara nel condannare con forza la decisione della Biennale di consentire alla Russia di partecipare alla mostra d'arte. La Biennale apre sabato. Ironia della sorte, sabato è la Giornata dell'Europa. E la Giornata dell'Europa dovrebbe essere un giorno per celebrare la pace, non un'occasione per la Russia di mettersi in mostra alla Biennale".

Virkkunen aggiunge: "Se la violazione della sovvenzione di due milioni di euro sarà confermata, non esiteremo a sospenderla o a revocarla, perché il denaro dei contribuenti europei dovrebbe salvaguardare i valori democratici e la diversità. E sappiamo che questi valori non sono rispettati nella Russia di oggi".

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