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Biennale, l’Ue: vetrina per i russi. Ma la fondazione contrattacca

(afp)

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Bruxelles scrive di nuovo a Buttafuoco: date servizi a Mosca, sanzioni violate. Fazzolari: invito al Cremlino un inutile pastrocchio
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ROMA – La Biennale apre sabato. Ironia della sorte, è la Giornata dell’Europa: dovrebbe essere un giorno per celebrare la pace, non un’occasione per la Russia di mettersi in mostra». Nelle stesse ore in cui la 61esima esposizione internazionale d’arte si dischiude a giornalisti e addetti ai lavori, a Bruxelles la vicepresidente della Commissione Ue Henna Virkkunen spara ad alzo zero contro a delegazione di Mosca in Laguna. E la pressione non si limita alle dichiarazioni: l’esecutivo europeo ha scritto una seconda lettera all’istituzione veneziana – dopo la prima ad aprile – per rimarcare l’intenzione di toglierle 2 milioni di sovvenzioni comunitarie «sulla base di ulteriori prove», dice Virkkunen. Il testo è stata inviato venerdì e ricevuto dalla fondazione lunedì, mentre una missiva simile arrivava alla Farnesina, per il tramite del rappresentante permanente a Bruxelles Vincenzo Celeste. Repubblica ha preso visione di entrambe le comunicazioni.

Nella comunicazione indirizzata al pres…

ROMA – La Biennale apre sabato. Ironia della sorte, è la Giornata dell’Europa: dovrebbe essere un giorno per celebrare la pace, non un’occasione per la Russia di mettersi in mostra». Nelle stesse ore in cui la 61esima esposizione internazionale d’arte si dischiude a giornalisti e addetti ai lavori, a Bruxelles la vicepresidente della Commissione Ue Henna Virkkunen spara ad alzo zero contro a delegazione di Mosca in Laguna. E la pressione non si limita alle dichiarazioni: l’esecutivo europeo ha scritto una seconda lettera all’istituzione veneziana – dopo la prima ad aprile – per rimarcare l’intenzione di toglierle 2 milioni di sovvenzioni comunitarie «sulla base di ulteriori prove», dice Virkkunen. Il testo è stata inviato venerdì e ricevuto dalla fondazione lunedì, mentre una missiva simile arrivava alla Farnesina, per il tramite del rappresentante permanente a Bruxelles Vincenzo Celeste. Repubblica ha preso visione di entrambe le comunicazioni.

Nella comunicazione indirizzata al presidente Pietrangelo Buttafuoco, l’Ue torna ad accusare la fondazione di non aver rispettato le restrizioni contro il Cremlino. Sotto la lente d’ingrandimento ci sarebbero nuovi elementi. L’ipotesi è una violazione dell’articolo 5n del Regolamento sanzioni: «In base alle informazioni a disposizione – argomenta la Commissione Ue – ci risulta che la Biennale fornirà servizi al governo della Russia per l’organizzazione di alcune attività» nel padiglione di Mosca. Tra questi “servizi” ci sarebbero «consulenza legale, pubblicità, servizi commerciali e di gestione, pubbliche relazioni». Collaborazioni illegali senza specifiche autorizzazioni. Nella prima lettera dei funzionari europei, il 10 aprile, invece, l’unico richiamo all’articolo 5t, in base al quale «è vietato accettare donazioni, benefici economici o sostegno, compresi finanziamenti e assistenza finanziaria, direttamente o indirettamente» dal governo russo.

La Biennale garantisce che «esprimerà nei tempi e termini dovuti le proprie controdeduzioni». E intanto assicura: «La fondazione ha operato nell’ambito e nei limiti delle proprie competenze». Entro l’11 maggio dovrà comunque rispondere alla prima missiva dell’Ue. Per la seconda avrà tempo fino al 4 giugno.

Quello europeo è l’ultimo vero terreno di scontro per la Biennale. Il governo – o meglio una sua parte – per ora si limita a lanciare strali, ma a ribadirne «l’autonomia». Ieri, per la prima volta, il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari si è pronunciato in chiaro contro il padiglione russo, «un inutile pastrocchio – ha detto all’Agi – testimoniato anche dal fatto che rimarrà chiuso nei giorni aperti al pubblico» per «aggirare le sanzioni contro la Russia». Una mossa che ha causato «polemiche che la Biennale avrebbe potuto risparmiarsi, atteso che la sua missione istituzionale è quella di occuparsi di arte e cultura e non di altro». Tutto il contrario dell’entusiasmo espresso a più riprese dal vicepremier Matteo Salvini: venerdì andrà a visitare lo spazio di Mosca. A dare voce alla difesa leghista c’è anche l’ex presidente del Veneto Luca Zaia: «All’Ue rispondo con chiarezza: giù le mani dalla Biennale».

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