Biennale, regista russo Sokurov assente a evento sulla pace. Tensione davanti al padiglione di Mosca
dal nostro inviato Dario PappalardoVENEZIA – Il regista russo Aleksandr Sokurov non ci sarà e nemmeno la scrittrice e architetta palestinese Suad Amiry. Mentre le Pussy Riot protestano davanti al Padiglione di Mosca con fumogeni e passamontagna fucsia, altro cambio di programma.
L'acclamato filmaker di Arca Russa doveva inaugurare oggi le tre serate dedicate al dissenso e alla pace volute da Pietrangelo Buttafuoco per stemperare le polemiche. Ma niente da fare. Ci sarà solo la serata corale di venerdì dalle ore 19 alle 20 con i direttori artistici dei settori della Biennale di Venezia, che apre al pubblico il 9 maggio: Alberto Barbera (Cinema); Caterina Barbieri (Music); Willem Dafoe (Teatro); Wayne McGregor (Danza); Wang Shu e Lu Wenyu (Biennale Architettura 2027).
A inaugurare il padiglione russo oggi è stato l'ambasciatore in Italia Alexey Paramonov. “C'è qualcosa di veramente morboso e irrazionale nell'ossessione dell'Ue di perseguitare la cultura e …
VENEZIA – Il regista russo Aleksandr Sokurov non ci sarà e nemmeno la scrittrice e architetta palestinese Suad Amiry. Mentre le Pussy Riot protestano davanti al Padiglione di Mosca con fumogeni e passamontagna fucsia, altro cambio di programma.
L'acclamato filmaker di Arca Russa doveva inaugurare oggi le tre serate dedicate al dissenso e alla pace volute da Pietrangelo Buttafuoco per stemperare le polemiche. Ma niente da fare. Ci sarà solo la serata corale di venerdì dalle ore 19 alle 20 con i direttori artistici dei settori della Biennale di Venezia, che apre al pubblico il 9 maggio: Alberto Barbera (Cinema); Caterina Barbieri (Music); Willem Dafoe (Teatro); Wayne McGregor (Danza); Wang Shu e Lu Wenyu (Biennale Architettura 2027).
A inaugurare il padiglione russo oggi è stato l'ambasciatore in Italia Alexey Paramonov. “C'è qualcosa di veramente morboso e irrazionale nell'ossessione dell'Ue di perseguitare la cultura e l'arte russa attraverso sanzioni e ogni sorta di restrizione”, il messaggio lasciato sui social dopo la nuova condanna "con forza" dell'Unione Europea alla partecipazione della Russia alla 61esima esposizione d'Arte e di una nuova lettera al governo italiano per chiarimenti sulle sanzioni.
Biennale, festa techno al padiglione russo e balli con la t-shirt-omaggio a Buttafuoco
"È molto deplorevole che la leadership italiana, così come la direzione della Biennale, siano diventate bersaglio di inaccettabili e brutali diktat e pressioni da parte dell'Ue i cui burocrati grigi e senza volto hanno fatto di tutto per abbassare la 'cortina di ferro' e impedire qualsiasi scambio tra i paesi Ue e la Russia – continua Paramonov – Siamo ben consapevoli che la maggior parte delle persone di buon senso in Italia non condivide questo approccio e non intende recidere i secolari legami culturali con la Russia, uno dei cui simboli è il padiglione russo nella Laguna. La nostra presenza alla Biennale dimostra soltanto la disponibilità della Russia, come quella di molti altri Paesi, a continuare a comunicare con l'Italia non attraverso la coercizione e la dittatura, ma nel linguaggio della cultura e dell'arte, per condurre un dialogo normale, reciprocamente rispettoso e paritario. La nostra presenza in Laguna rappresenta la naturale prosecuzione della tradizione di legami culturali con l'Italia”.
Mentre le polemiche e le proteste non si fermano, Ottavia Piccolo ha letto uno stralcio dai Canti Pisani di Ezra Pound, numero 81, aprendo la conferenza stampa di presentazione della Biennale con il presidente Pietrangelo Buttafuoco e il team della curatrice Koyo Kouoh, scomparsa a maggio 2025. "Strappa da te la vanità...l'errore è in ciò che non si è fatto" dice un verso di Pond letto dalla Piccolo.
Durante l’opening ufficiale si sono poi registrate tensione davanti al padiglione russo. Un cordone della polizia si è schierato all'ingresso per impedire un blitz di manifestanti per la maggior parte ucraini e di cittadini russi anti-Putin residenti in vari paesi europei. l manifestanti hanno gridato "La Russia è uno stato terrorista, via dalla Biennale". Dentro il padiglione al piano superiore durante un'esibizione un giovane ha lanciato verso il pubblico il contenuto di una bottiglia di latte e ha scaraventato contro il muro una fetta di parmigiano, ma è stato subito bloccato dalle forze dell'ordine.