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Giuli e Kiev contro Salvini, atteso oggi al padiglione russo

(ansa)

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L’ambasciatrice ucraina: grave che il vicepremier legittimi Mosca. Le critiche del ministro della Cultura. Ultimatum della Ue
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VENEZIA – Governo e centrodestra in frantumi, ultimatum Ue, Venezia scossa dalle proteste e Roma esposta all’imbarazzo internazionale. La Biennale apre domani, il caos regna già. Ultimo innesco, l’arringa contro Europa e democrazia del presidente Pietrangelo Buttafuoco. Per difendere il suo via libera al padiglione russo, ha usato l’invito agli artisti ad essere «liberi e audaci» del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rivolto in un contesto del tutto diverso. Risultato: la riesplosione dello scontro con il ministro della Cultura Alessandro Giuli, interna a FdI, e di questo con il vicepremier Matteo Salvini. Il leghista sfida la comunità internazionale e annuncia per oggi la sua visita «a tutti i padiglioni nessuno escluso». Compreso il russo, in tempo prima che chiuda.

Non sarà l’unico ministro a visitare la Biennale. Come anticipato da Repubblica lo seguirà anche Giuli, entro maggio nel padiglione Italia. Aveva assicurato che, causa «l’accordo fatto alle spalle del govern…

VENEZIA – Governo e centrodestra in frantumi, ultimatum Ue, Venezia scossa dalle proteste e Roma esposta all’imbarazzo internazionale. La Biennale apre domani, il caos regna già. Ultimo innesco, l’arringa contro Europa e democrazia del presidente Pietrangelo Buttafuoco. Per difendere il suo via libera al padiglione russo, ha usato l’invito agli artisti ad essere «liberi e audaci» del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rivolto in un contesto del tutto diverso. Risultato: la riesplosione dello scontro con il ministro della Cultura Alessandro Giuli, interna a FdI, e di questo con il vicepremier Matteo Salvini. Il leghista sfida la comunità internazionale e annuncia per oggi la sua visita «a tutti i padiglioni nessuno escluso». Compreso il russo, in tempo prima che chiuda.

Non sarà l’unico ministro a visitare la Biennale. Come anticipato da Repubblica lo seguirà anche Giuli, entro maggio nel padiglione Italia. Aveva assicurato che, causa «l’accordo fatto alle spalle del governo», avrebbe disertato l’esposizione. Ci ha ripensato: FdI non può regalare la destra filo-putiniana a Lega e a Vannacci. La conseguenza dello scontro Buttafuoco-Giuli-Salvini è il coinvolgimento diretto dell’esecutivo di Giorgia Meloni. A chiarire pasticcio e richiesta di chiarimenti al massimo livello, Bruxelles. «Condanniamo fermamente – dice il portavoce della Commissione Ue – la decisione della Biennale di consentire alla Russia di aprire il suo padiglione. Ha tempo fino a domenica per rispondere alla prima lettera sulla possibile violazione delle sanzioni: se la risposta non sarà soddisfacente, sospenderemo o rescinderemo il contratto per i 2 milioni di finanziamenti». A rivelare il peso dell’allarme, la reazione di Giuli contro Buttafuoco e Salvini. «La premier ha chiarito che non siamo d’accordo – ha detto a SkyTg24 - ma la Russia è in mostra alle spalle del governo. Se avessimo potuto conoscere dall’inizio i termini della questione, avremmo potuto porla sul tavolo del negoziato». Oltre al raggiro, a Buttafuoco il ministro rimprovera «l’inopportuna sgrammaticatura di aver portato fino a Venezia le parole di Mattarella». Nessuna richiesta di dimissioni: «Andrò a visitare il padiglione dell’Italia - l’annuncio sibillino - . Non so se ci sarà Buttafuoco, o se avrà altro da fare: gli ho scritto un messaggio di dissenso, non ho avuto risposta». Quindi l’affondo contro Salvini. «Quando ho visto il suo post sugli assenti che hanno sempre torto – ha detto Giuli – ho pensato che facesse autocritica per scusarsi del fatto che frequenta poco il suo ministero. Poi ho capito: ma non è importante che Salvini prediliga la Biennale, non quella del dissenso, ma della disinformazione».

Non la pensano così dissidenti e attivisti russi e le delegazioni dell’Ucraina. «Sarei sorpresa se il vicepremier italiano in persona legittimasse la partecipazione di Mosca alla Biennale – ha detto Tetiana Berezhna, ministra della Cultura di Kiev, inaugurando il padiglione ucraino -: lui rappresenta il governo». Solo la polizia ha fermato il blitz anti-Putin alla Biennale di Pussy Riot e Femen. Hanno cercato invano Buttafuoco: la leader Nadia Tolokonnikova ha lasciato una lettera per lui. Oggi nuove manifestazioni, domani il corteo della Biennale del dissenso, allargata ai dimostranti contro Israele e pro-Palestina: arte e pace, miraggi lontani.

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