‘’Come stai’’. Sorriso e un sussurro in italiano, così Giorgia Meloni saluta Marco Rubio a Palazzo Chigi, appena mette piede nel salone presidenziale. La premier porge la mano, il segretario di Stato Usa si allunga per un doppio bacio sulla guancia. Cordialità e sorrisi, ma senza troppa enfasi, battute, gesti di rilievo. I due si soffermano non più di quaranta secondi davanti alle telecamere. I media americani chiedono di stringersi di nuovo la mano, allora si concedono un’altra volta a favore di fotografi.
Nel cortile di Palazzo Chigi, dove Rubio è stato accolto dal consigliere diplomatico Fabrizio Saggio, il mega suv nero del segretario di Stato è fermo e in attesa della conclusione di un incontro che, almeno nelle intenzioni, serve a ricucire qualcosa, dopo i ripetuti attacchi di Donald Trump alla premier. Una “relazione speciale” con l’inquilino della Casa Bianca, logorata dagli strappi degli ultimi mesi.
Poca enfasi, dicevamo: frutto forse anche della cronaca di queste ore. Ment…
‘’Come stai’’. Sorriso e un sussurro in italiano, così Giorgia Meloni saluta Marco Rubio a Palazzo Chigi, appena mette piede nel salone presidenziale. La premier porge la mano, il segretario di Stato Usa si allunga per un doppio bacio sulla guancia. Cordialità e sorrisi, ma senza troppa enfasi, battute, gesti di rilievo. I due si soffermano non più di quaranta secondi davanti alle telecamere. I media americani chiedono di stringersi di nuovo la mano, allora si concedono un’altra volta a favore di fotografi.
Nel cortile di Palazzo Chigi, dove Rubio è stato accolto dal consigliere diplomatico Fabrizio Saggio, il mega suv nero del segretario di Stato è fermo e in attesa della conclusione di un incontro che, almeno nelle intenzioni, serve a ricucire qualcosa, dopo i ripetuti attacchi di Donald Trump alla premier. Una “relazione speciale” con l’inquilino della Casa Bianca, logorata dagli strappi degli ultimi mesi.
Poca enfasi, dicevamo: frutto forse anche della cronaca di queste ore. Mentre Rubio è infatti ospite nella notte di un hotel nel centro di Roma a due passi dall’ambasciata, reduce dalla visita in Vaticano, Stati Uniti e Iran ingaggiano un duello militare attorno a Hormuz. Un’altra ragione per cui il big dell’amministrazione trumpiana, terminato il colloquio con Meloni, durato più di un’ora e mezza, si è recato brevemente in ambasciata, prima di andare in aeroporto, per concedere alcune dichiarazioni con i giornalisti del pool Usa, per poi decollare. Lasciandosi alle spalle Roma e le recenti tensioni con il governo che, per lunghi mesi, si è mostrato il più trumpiano dell’Unione. E che adesso ha bisogno di un incontro con Rubio per provare a ricucire.
Meloni: “Con Rubio dialogo franco tra alleati”
Nel pomeriggio poi la premier ha commentato su X: "Ho ricevuto oggi con piacere il segretario di Stato americano Marco Rubio a Palazzo Chigi. Abbiamo avuto un ampio e costruttivo confronto, durante il quale abbiamo affrontato numerose questioni, dai rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti fino alle principali questioni internazionali, tra cui la crisi in Medio Oriente, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, la stabilizzazione della Libia e il processo di pace in Libano e in Ucraina. Un dialogo franco, tra alleati che difendono i propri interessi nazionali ma che sanno entrambi quanto sia preziosa l'unità dell'Occidente".