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La Procura su Minetti: “Finora nessuna prova per negare la grazia”

(ansa)

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Prima svolta nelle indagini: per adesso non sarebbero emersi elementi per rivedere il parere dei magistrati milanesi
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Nessuna retromarcia, per ora. Sulla base dei primi elementi arrivati sul tavolo della Procura generale di Milano, i magistrati che devono esprimere un nuovo parere sulla grazia a Nicole Minetti non hanno cambiato idea. A gennaio il loro giudizio era stato positivo, poi il fascicolo era passato al ministero della Giustizia e infine al Quirinale, che il 18 febbraio aveva concesso la clemenza. Dopo le polemiche e le nuove verifiche chieste dal capo dello Stato, sono partite altre indagini anche all’estero, affidate all’Interpol. Per scavare, tra Spagna e Uruguay, nella vita dell’ex consigliera regionale e del compagno Giuseppe Cipriani. La decisione definitiva è attesa la settimana prossima.

Dieci giorni sono passati da quando il Quirinale ha chiesto con urgenza informazioni sulla «supposta falsità» degli argomenti a sostegno della richiesta di grazia per motivi umanitari. Da fonti giudiziarie viene fatto notare che se delle criticità fossero emerse, sarebbero già state segnalate al mini…

Nessuna retromarcia, per ora. Sulla base dei primi elementi arrivati sul tavolo della Procura generale di Milano, i magistrati che devono esprimere un nuovo parere sulla grazia a Nicole Minetti non hanno cambiato idea. A gennaio il loro giudizio era stato positivo, poi il fascicolo era passato al ministero della Giustizia e infine al Quirinale, che il 18 febbraio aveva concesso la clemenza. Dopo le polemiche e le nuove verifiche chieste dal capo dello Stato, sono partite altre indagini anche all’estero, affidate all’Interpol. Per scavare, tra Spagna e Uruguay, nella vita dell’ex consigliera regionale e del compagno Giuseppe Cipriani. La decisione definitiva è attesa la settimana prossima.

Dieci giorni sono passati da quando il Quirinale ha chiesto con urgenza informazioni sulla «supposta falsità» degli argomenti a sostegno della richiesta di grazia per motivi umanitari. Da fonti giudiziarie viene fatto notare che se delle criticità fossero emerse, sarebbero già state segnalate al ministero, cosa che finora non è avvenuta. Le stesse fonti spiegano che altre carte sono in arrivo e le verifiche continuano su tutti i fronti. In particolare due: quello legato al bambino adottato in Uruguay (aspetto determinante nella richiesta di clemenza) e quello della vita privata dell’ex igienista dentale di Berlusconi, che avrebbe dovuto scontare ai servizi sociali tre anni e undici mesi dopo le condanne per favoreggiamento della prostituzione (nel caso Ruby) e peculato.

Dalla prima informativa sul tavolo della procuratrice generale Francesca Nanni e del sostituto Gaetano Brusa (che ha dato l’ok a gennaio) si evince che «non risultano procedimenti a carico di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani né indagini in corso per reati come il favoreggiamento della prostituzione». Per l’Interpol, né in Spagna né in Uruguay sono emerse indagini o informative di polizia che li riguardino. Gli esiti dell’istruttoria confermerebbero le valutazioni dei magistrati, che avevano incentrato il via libera sulla «radicale presa di distanza dal passato deviante» di Minetti e sul suo desiderio di «riscatto sociale». Parole messe in dubbio dalle ricostruzioni giornalistiche che hanno parlato – tra l’altro – delle chiacchierate feste tra Ibiza e il ranch “Gin Tonic” in Uruguay, nonché dei rapporti di Cipriani con Epstein. Nulla sembra tradursi in vicende rilevanti per la grazia.

L’altro tema riguarda l’adozione di un bambino da parte della coppia. Sono stati approfonditi due aspetti. Da un lato la regolarità del percorso – certificato da una sentenza in Uruguay recepita dal tribunale di Venezia – e dall’altro le cure del piccolo, affetto da una patologia e operato a Boston. In Italia non risultavano i dichiarati consulti per il bambino negli ospedali di Milano e Padova, ma i legali hanno spiegato che si trattava di pareri informali didue medici. Nel paese sudamericano un’indagine interna è stata aperta dall’Inau, l’ente che gestisce le adozioni, per verificare la regolarità della pratica. La stampa locale ha dato risalto alle parole dell’ex compagno della mamma biologica del bambino, che per i giudici lo aveva abbandonato alla nascita. Secondo l’uomo, invece, la madre (che oggi risulta scomparsa) si prese cura del figlio durante i primi mesi di vita e tentò di vederlo anche dopo ma le fu impedito. Un’altra ricostruzione fa luce sulla storia di Mercedes Nieto, la legale i cui resti carbonizzati sono stati ritrovati nella sua casa vacanze. In questa pratica l’avvocata era intervenuta d’ufficio per rappresentare il padre biologico del neonato, ma non si sarebbe opposta all’adozione. Sulla vicenda c’è stata anche un’interrogazione parlamentare acquisita dai magistrati italiani.

Il professor Emanuele Fisicaro e l’avvocata Antonella Calcaterra, legali di Minetti e Cipriani, «prendono atto» dei primi esiti dell’inchiesta e del fatto che gli accertamenti «vanno nella direzione della conferma del parere positivo». In una settimana potrebbe arrivare un primo punto fermo. Salvo sorprese che ribaltino tutto.

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