✕

Gelo di Salvini con Zaia tra i viali della Laguna. Il Doge pensa a un evento con Occhiuto

(ansa)

Ascolta l'audio

Il leader del Carroccio non sapeva dell’incontro con Marina Berlusconi. La lite con il titolare del Mic nella chat dei ministri
2 minuti di lettura

Stretta di mano a favore di flash. Sorrisi stirati. Stop. Matteo Salvini e Luca Zaia s’incrociano alla Biennale di Venezia, nel giorno in cui è venuto fuori l’incontro segreto tra l’ex Doge e Marina Berlusconi, nella residenza della primogenita del Cavaliere a Milano. In laguna, il clima non è gioviale, anzi, assomiglia al gelo. Salvini e Zaia non si confrontano direttamente, nemmeno al telefono, si parlano tramite staff. L’ex governatore del Veneto, oggi presidente del consiglio regionale, dribbla cronisti e cameraman e non parla. Lavora sottotraccia, però: è in via di definizione una convention. Con chi? Con Roberto Occhiuto. Il presidente della Calabria è uno degli alfieri del rinnovamento dentro Forza Italia, in asse con il ministro Paolo Zangrillo (che in fatti sovrintenderà il congresso regionale a Reggio Calabria). Entrambi col favore di Marina Berlusconi. Dopo qualche mese in sordina, Occhiuto ha in testa di tornare nell’agone nazionale. Con un paio di eventi: uno a Milano, ve…

Stretta di mano a favore di flash. Sorrisi stirati. Stop. Matteo Salvini e Luca Zaia s’incrociano alla Biennale di Venezia, nel giorno in cui è venuto fuori l’incontro segreto tra l’ex Doge e Marina Berlusconi, nella residenza della primogenita del Cavaliere a Milano. In laguna, il clima non è gioviale, anzi, assomiglia al gelo. Salvini e Zaia non si confrontano direttamente, nemmeno al telefono, si parlano tramite staff. L’ex governatore del Veneto, oggi presidente del consiglio regionale, dribbla cronisti e cameraman e non parla. Lavora sottotraccia, però: è in via di definizione una convention. Con chi? Con Roberto Occhiuto. Il presidente della Calabria è uno degli alfieri del rinnovamento dentro Forza Italia, in asse con il ministro Paolo Zangrillo (che in fatti sovrintenderà il congresso regionale a Reggio Calabria). Entrambi col favore di Marina Berlusconi. Dopo qualche mese in sordina, Occhiuto ha in testa di tornare nell’agone nazionale. Con un paio di eventi: uno a Milano, verso giugno-luglio, l’altro a Roma, al tempio di Adriano, alla fine di maggio. È per questo appuntamento, di rilancio, che sta dialogando con Zaia, alla ricerca di una data libera in entrambe le agende. La formula pensata per l’evento è one to one: Occhiuto e Zaia assieme sul palco, a scambiare idee sull’Italia (e la politica) che verrà. Si sta ragionando sul titolo, qualcosa che evochi un «nuovo centrodestra», senza indispettire Antonio Tajani e Salvini.

Il leader leghista ieri mattina ha provato a negare l’incontro, accusando questo giornale: «Non so di nessun incontro, secondo Repubblica succedono tante cose che non sono mai accadute sulla faccia della terra. Io mi fido dei miei, non di Repubblica». È vero, infatti, che Salvini non era stato avvisato dell’appuntamento Zaia-Berlusconi. L’ha scoperto ieri, sfogliando la rassegna stampa. Quando la notizia è stata confermata dall’Ansa, il vicepremier ha dunque tentato di minimizzare: «Zaia può parlare con chi vuole, non siamo una caserma. Non è che tutti mi debbano raccontare cosa vanno a fare con chi». Il segretario lumbard allontana anche l’ipotesi che l’ex governatore traslochi in FI (lo diceva pure di Vannacci): «Ma non scherziamo. Zaia ha fatto fa bene, parla di editoria con uno dei principali editori italiani». È la stessa tesi di Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli, con Zaia nel fronte leghista del Nord: «Parlavano di libri». Anche se fonti qualificate hanno ripetuto alle agenzie stampa che nel rendez-vous si è discusso, eccome, anche di politica.

Per il capitano è una fase complicata. Le bizze interne del blocco nordista del partito sono riprese: ieri lo stesso Fedriga cassava la legge elettorale, che la Lega invece ha accettato. Altro capitolo, la disputa, sempre più frizzante, con il ministro Alessandro Giuli. Dopo lo scontro in Cdm sul piano casa, con il titolare della Cultura che ha preteso di modificare una norma che allentava i controlli delle sovrintendenze, minacciando di non votare il pacchetto, la lite si è trasferita su Whatsapp. Nella chat dei ministri. Tema dell’ultimo bisticcio, la Biennale di Venezia. Qualche giorno fa, prima di visitare il padiglione russo, Salvini aveva commentato così: «Chi è assente sbaglia sempre». Riferimento alla decisione di Giuli di non presenziare all’inaugurazione della rassegna. Il titolare del Mic ha replicato l’altro ieri, ospite di Sky: «La verità è che quando ho visto il post di Salvini ho frainteso e ho pensato che Salvini facesse autocritica per scusarsi del fatto che frequenta poco il suo ministero».

Il messaggio compare allora su Whatsapp. Lo pubblica Salvini, con commento-frecciata a Giuli: «Mah...». Il ministro della Cultura non replica. Nemmeno Giorgia Meloni. Che però, riferiscono dalla sua cerchia, è su tutte le furie per questo scontro, inedito e ormai pubblico, deflagrato nel suo governo.

Leggi i commenti