VENEZIA – L’Albero radicato nel cielo ha già perso fiori e foglie: resta un groviglio di rami secchi. Smantellato anche il bar che per quattro giorni ha offerto champagne “alla salute di Putin”. Nelle sale vuote, i trolley degli artisti inviati dal Cremlino, pronti per rientrare a Mosca. Si aggirano solo le collaboratrici della curatrice Anastasia Karneeva, figlia di un generale del Kgb: tra loro…