Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia, domani il Pd chiederà di portare in aula il disegno di legge sul fine vita. Servono però i voti del centrodestra. Forza Italia li darà?
«Noi riteniamo che sul fine vita ci sia un vuoto legislativo, che non può essere colmato da una molteplicità di leggi regionali diverse. La strada maestra per arrivare a una legge nazionale è il voto degli emendamenti in Commissione e poi l’esame in aula».
E se invece Fratelli d’Italia e Lega faranno melina?
«Vedremo. Stefania Craxi, al Senato, sta seguendo l’iter della legge in modo puntuale. Sono fiducioso».
Quindi insistite sull’impianto del disegno di legge Zanettin-Zullo?
«Si parte da lì».
Secondo il Pd peggiora il testo Bazoli, presentato in Parlamento già nel 2022.
«Ciascun partito dovrà rinun…
Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia, domani il Pd chiederà di portare in aula il disegno di legge sul fine vita. Servono però i voti del centrodestra. Forza Italia li darà?
«Noi riteniamo che sul fine vita ci sia un vuoto legislativo, che non può essere colmato da una molteplicità di leggi regionali diverse. La strada maestra per arrivare a una legge nazionale è il voto degli emendamenti in Commissione e poi l’esame in aula».
E se invece Fratelli d’Italia e Lega faranno melina?
«Vedremo. Stefania Craxi, al Senato, sta seguendo l’iter della legge in modo puntuale. Sono fiducioso».
Quindi insistite sull’impianto del disegno di legge Zanettin-Zullo?
«Si parte da lì».
Secondo il Pd peggiora il testo Bazoli, presentato in Parlamento già nel 2022.
«Ciascun partito dovrà rinunciare a qualcosa pur di arrivare a un risultato. Il punto di partenza della nostra proposta è la sentenza della Corte Costituzionale che nel 2019 ha disegnato i confini su cui definire l’intervento normativo».
Cosa diceva?
«Il suicidio assistito si può prevedere nei casi di una persona affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche, che trova assolutamente intollerabili, e la quale sia tenuta in vita a mezzo di trattamenti di sostegno vitale. Ma che resti capace di prendere decisioni libere e consapevoli».
Insomma, serve un compromesso?
«Sì, perché in tanti ritengono che non sia necessaria alcuna legge e altri che frenano perché ritengono la norma insufficiente. Ma non possiamo permettere che una materia così delicata sia in balia del caos normativo. Non decidere significa accettarlo».
Forza Italia non si allinea sempre alla maggioranza?
«Molte materie prima di affermarsi in Parlamento debbono avere una loro maturazione. È necessario un dibattito. Un confronto anche lungo con le altre forze politiche».
Ma sui diritti civili la destra non ci sente.
«Troveremo delle sintesi, com’è sempre stato nel centrodestra, da trent’anni a questa parte. È stato così anche su fisco, economia e giustizia».
Quanto incide Marina Berlusconi nella vita interna di Forza Italia?
«Il cognome Berlusconi è scolpito nel simbolo di Forza Italia ed è naturale che Marina Berlusconi nutra per Forza Italia attenzione e affetto, visti i valori liberali su cui il partito è stato fondato».
La conosce personalmente?
«No, non ci siamo mai incontrati».
Però lei è stato scelto come capogruppo per il nuovo corso.
«Ma non c’è nessun nuovo corso. Forza Italia, grazie a Silvio Berlusconi, è sempre stata attenta ai diritti, ai valori liberali, fin dal suo sorgere. Antonio Tajani lo ha ribadito continuamente, con il suo stile non gridato».
Però anche i vostri propositi sullo Ius scholae sono rimasti lettera morta.
«Per fare delle riforme significative servono i tempi giusti. Non si ottengono con un emendamento. Non dall’oggi al domani».
Marina Berlusconi ha incontrato Luca Zaia. Potrà un giorno entrare in Forza Italia?
«Non mi risulta. Luca Zaia lo stimo da tempo. Ma è un dirigente della Lega. Trovo normale che si possano avere posizioni comuni su alcuni temi, del resto siamo alleati storici».